Apocalypto (2006)
Con Rudy Youngblood, Dalia Hernandez, Jonathan Brewer, Morris Birdyellowhead
La trama
Zampa di Giaguaro vive tranquillamente nel suo villaggio occupandosi della caccia, come ha fatto suo padre prima di lui e come faranno i suoi figli quando lui non ci sarà più. All'improvviso la sua esistenza viene sconvolta dall'arrivo di un'altra tribù che semina la morte e fa prigionieri i sopravvissuti. Pur di salvare la moglie e i figli, Zampa di Giaguaro vince la paura e combatte contro tutti.
A differenza di La passione di Cristo, questo film di Gibson è prima di tutto un film d'avventura. Costellato di "luoghi classici" ha più affinità narrative con Braveheart che con La passione. Quanto al maya yucateco (sottotitolato) parlato da tutto il cast, funziona davvero, con la sua sonorità atemporale e autentica, come collante della storia.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 1/2007
Ha il ritmo battente dell'avventura la nuova epopea sui Maya diretta da Mel Gibson
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 14/11/2010 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
“Corri, coniglio…” John Updike
Avevamo lasciato Mel Gibson alle prese con le Sacre Scritture, invischiato da primi piani sulla schiena flagellata del Cristo, imbarazzante nel contrasto tra il parlato in aramaico e il filmato iperestetizzante, senza alcun supporto etico (diavoli, zombie e corvi) modello Jesus Christ Super Pulp. L’impressione era stata così negativa da considerare il capitolo Mel Gibson-Regista definitivamente chiuso. Eppure in quest’ultimo film, Apocalypto, l’argomento trattato era interessante: la decadenza della nobile civiltà Maya poco prima che agli albori del 1500 arrivassero i dominatori spagnoli per il grande scempio. Era intrigante anche il fatto che Gibson avesse girato il film nel dialetto yucateco utilizzando però una matrice moderna, che avesse girato proprio in Messico in una delle poche foreste fluviali rimaste e che si fosse avvalso di attori non professionisti. Sulla base di queste premesse, con qualche pregiudizio, siamo andati a vederlo.
L’inizio del film sembra sconfessare i nostri timori di critici pregiudiziali: un piano sequenza lento, carico di tensione, a scrutare i misteri della giungla (e della vita), due gambe di un indigeno che attraversano rapidamente, da sinistra a destra il campo di ripresa, la macchina da presa che lenta avanza…E poi un proiettile nero, ansimante, veloce, fulmineo scatta in avanti. Inizia la grande Fuga, fuga di animali dagli uomini, fuga di uomini da altri uomini, fuga di uomini da animali: una corsa che dura tutto il film, una specie di condizione di esilio permanente in cui è in ballo la sopravvivenza. In cui non importa chi insegue e non importa chi è inseguito: l’importante è correre, a perdifiato, fino allo sfinimento, senza conservare le energie per tornare indietro. Gibson azzecca la nota dominante nel film che è l’amara constatazione di una violenza che alberga dentro il cuore dell’uomo (cuore che vediamo spesso esibito nel film, prima in un sogno premonitore e poi in un rito sacrificale che vorrebbe placare l’ira degli dei con altro sangue), la malinconica presa di coscienza che l’istinto di sopraffazione (homo homini lupus) attraversa trasversalmente la Preistoria e la Storia dell’Uomo, in una sorta di ricorso temporale che sembra un diabolico perseverare nell’errore.
La tendenza alla violenza e alla rappresentazione iperestetizzante (ma mai strabordante, il divieto ai minori di 14 anni è anacronistico) stavolta trova giustificazione nella materia narrata e nella collocazione temporale, ed è confermata dalla scelta stavolta coerente di fare parlare gli indigeni con la lingua natia (anche se con stilemi moderni). Ma questo di Apocalypto è un cinema che sembra volere fare a meno della parola, un cinema che vuole ritornare alle sue origini primitive (il Muto) e lasciare alle immagini e alla messa in scena tutto il contenuto della poetica. ESPANDI +
- negative [19]
- sufficienti [29]
- positive [76]
- leggi tutte le opinioni
11 gennaio 2012 Opinione di LAMPUR su "Apocalypto"
Complesso di sequenze eseguite su un cadavere a scopo di diagnosi o per il chiarimento di quesiti clinico/scientifici. Si disseziona innanzitutto il corpo prescelto riprendendolo nel suo habitat naturale (ad esempio una foresta pluviale), si procede con ralenty, primi piani e schizzi di materia organica tentando un esame di eventuali alterazioni e la tipologia di rapporto con gli organi vicini. Si valutano i diversi caratteri: peso, forma, volume, consistenza, colore, aspetto post...
voto al film: 
7 gennaio 2012 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Apocalypto"
Per narrare l'epopea delle guerre tribali tra i popoli Maya, Mel Gibson è stato molto attento ai particolari storici (linguaggio originale sottotitolato, ricostruzione di usi e costumi, anche crudeli, delle popolazioni precolombiane, etc...). Quello che non convince è a livello di incongruenze di sceneggiatura (un ragazzo colpito in punti estremamente importanti da una freccia che se la toglie, si mette a correre come Bolt, poco dopo la ferita si è già tamponata, lui combatte come un...
voto al film: 
5 gennaio 2012 Opinione di Francino su "Apocalypto"
Buona l'idea, abile la regia, peccato che il film finisca dove dovrebbe cominciare.
voto al film: 
5 gennaio 2012 Opinione di shiten su "Apocalypto"
insostenibile per una persona sensibile come me, ma molto bello, molto molto molto suggestivo.. a causa di tutta quella crudezza un terzo o più del film non l'ho guardato, ma, essendo tutto quel sangue parte integrante della narrazione, il fatto di non riuscire a vedere certe scene resta un problema mio. è un film fatto apposta per andare a scovare certe emozioni, per lo più paure, latenti nel cuore degli uomini.. e ci riesce molto bene, anche troppo bene! veramente apprezzabile. non gli...
voto al film: 
2 ottobre 2011 Opinione di danber80 su "Apocalypto"
Non pensavo che il cattolicissimo Mel Gibson potesse girare un film così cupo e pessimista. Finalmente l'America precolombiana viene descritta per quello che effettivamente era: un INFERNO, e non di certo la Patria del buon selvaggio. Ma poco importa, tanto alla fine arrivano gli uomini bianchi a salvare il mondo!
voto al film: 
2 agosto 2011 Opinione di versa88 su "Apocalypto"
La profezia che sancisce la fine di un grande impero, quello Maya. Suggestiva la scelta del linguaggio originale, l'ambientazione e soprattutto la visione della grande città Maya, gli schiavi impiegati nelle cave, i sacrifici al dio Kukulcan, le fosse comuni, le imponenti costruzioni e i crudeli abitanti. Tutto questo contrapposto al villaggio del protagonista, Zampa di giaguaro che vive di caccia e in modo pacifico nel suo piccolo e rurale villaggio, che viene assalito e raso al...
voto al film: 
30 marzo 2011 Opinione di ViolettaBeauregarde su "Apocalypto"
Può essere sbagliata l'utilizzazione del linguaggio yucateco quando forse perchè è solo la lingua precolombiana più conosciuta e non sappiamo con certezza se veniva parlata in quella zona dell'odierno Messico; può anche darsi che Gibson abbia sbagliato i costumi e che risulti a-storico che la civiltà Maya sia stata così fiorente a ridosso dell'arrivo degli europei, tuttavia crediamo che la filosofia del film così come la sua trama e la...
voto al film: 
9 febbraio 2011 Opinione di Cipolla Colt su "Apocalypto"
Veramente un bel film, ambientazione spettacolare, lingua affascinante e storia intensa dove spicca il valore della famiglia.
voto al film: 
9 gennaio 2011 Opinione di michel su "Apocalypto"
...E VENNE UN DIO Dunque ci sono i buoni che cacciano liberi nella foresta e poi ci sono i cattivi, i Maya, coi loro dei sanguinari. Tra i buoni circolano strane profezie che annunciano il trionfo di un nuovo Dio potente e giusto … le onde del mare partoriscono tre sagome aliene, sbarca Colombo con la croce sguainata. I mucchi di cadaveri ai piedi delle piramidi verranno lavati col sangue dei loro carnefici; i massacri, quelli veri, stanno per cominciare. Il buon Gibson cerca di...
voto al film: 
14 novembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Apocalypto"
Fenomenologia dello Sguardo “Corri, coniglio…” John Updike Avevamo lasciato Mel Gibson alle prese con le Sacre Scritture, invischiato da primi piani sulla schiena flagellata del Cristo, imbarazzante nel contrasto tra il parlato in aramaico e il filmato iperestetizzante, senza alcun supporto etico (diavoli, zombie e corvi) modello Jesus Christ Super Pulp. L’impressione era stata così negativa da considerare il capitolo Mel Gibson-Regista definitivamente...
voto al film: 
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