La strada di Levi (2006)
La trama
Nel 1945 Primo Levi, autore di "Se questo è un uomo", viene liberato dal campo di concentramento di Auschwitz. Dopo dieci mesi, numerose deviazioni, ritardi e centinaia di chilometri, torna a Torino. Durante il viaggio ha attraversato la Polonia, l'Ucraina, la Moldavia, la Romania, l'Ungheria, la Slovacchia, l'Austria, la Germania per arrivare finalmente in Italia. Il suo viaggio è raccontato nel libro "La tregua". Sessant'anni dopo, Davide Ferrario e lo scrittore Marco Belpoliti ripercorrono lo stesso itinerario nell'Europa post comunista.
Guardatelo come un road movie che del romanzo La tregua coglie l'aspetto picaresco, "leggero", drammatico e divertente assieme. Quel che ne esce è un'appassionante immersione nelle contraddizioni della nostra Europa e del nostro vivere in uno stato di virtuale guerra permanente.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 4/2007
L'intenso viaggio di Davide Ferrario attraverso dieci paesi europei, sospesi in una drammatica "tregua"
L'opinione più votata
Di mm40 scritta il 15/04/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
- sufficienti [4]
- positive [11]
- leggi tutte le opinioni
4 giugno 2011 Opinione di chribio1 su "La strada di Levi"
bella e godibile trasposizione di un testo importante,la visione risulta ben svolta e ben calibrata in fatto registico.voto.8.
voto al film: 
15 aprile 2011 Opinione di mm40 su "La strada di Levi"
Ferrario si rivolge al professor Marco Belpoliti, già autore nel 1998 della monografia 'Primo Levi', per scrivere questo film dalle ambizioni alte e in buona parte realizzate. Il percorso materialmente coperto da Primo Levi fra il 1945 e il 1946 (raccontato nel libro La tregua, spesso qui citato dalla voce narrante) viene accostato nel film a quello sociale - in termini di libertà, di progresso, di diritti, di consumismo - compiuto dalle nazioni dell'est Europa nel quindicennio...
voto al film: 
7 aprile 2010 Opinione di slim spaccabecco su "La strada di Levi"
Lodevole l'intenzione del regista di offrire uno spaccato delle condizioni attuali dei paesi dell'est Europa; geniale l'idea di partire dal racconto di Primo Levi, ripercorrendone il viaggio di ritorno in Italia dopo la deportazione ad Auschwitz. Si scopre così che non proprio tutto è cambiato, e dove è successo era dove non si pensava che potesse accadere.
voto al film: 
26 ottobre 2009 Opinione di hallorann su "La strada di Levi"
Davide Ferrario da Bergamo è un ex critico cinematografico che ha esordito nel lungometraggio con LA FINE DELLA NOTTE (1989) e ANIME FIAMMEGGIANTI (1994), tentativi acerbi e solo in parte riusciti di affrancarsi dal minimalismo e dalla commedia italiana. La sua maggiore espressione artistica l’ha raggiunta con alcuni documentari sui C.S.I., il migliore gruppo rock degli anni novanta. Nel 1997 ha ridato linfa al convenzionale romanzo di Giuseppe Culicchia TUTTI GIU’ PER...
voto al film: 
5 ottobre 2009 Opinione di fornarolo su "La strada di Levi"
Originale e intelligente l'idea di ripercorrere con la macchina da presa il viaggio raccontato da Levi nella Tregua. Peccato che l'Europa di oggi sia molto meno interessante.
voto al film: 
15 marzo 2009 Opinione di supadany su "La strada di Levi"
VOTO : 7. Documentario molto interessante che ripercorre il percorso compiuto da Primo Levi per tornare a Tornio dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, visitando tutte le nazioni che ha attraversato nel 2005 riportando alla memoria quanto successo in ognuna di esse dal 1945 al 2005. Visivamente colpisce, gli inserti storici sono alternati bene con le immagini nuove girate, mi ha colpito in particolar modo il passaggio in quel di Cernobyl ... la carrellata su la città, che prima del...
voto al film: 
18 febbraio 2009 Opinione di degoffro su "La strada di Levi"
Il 27 gennaio 1945 Primo Levi viene liberato da Auschwitz. In febbraio si mette in cammino e, dopo un lungo peregrinare durato oltre 8 mesi in giro per l'Europa, di cui ha riferito nel celebre libro "La tregua", Levi raggiunge la sua Torino. Nel 2005 il regista Davide Ferrario con Marco Belpoliti (curatore per Einaudi delle opere di Primo Levi) decide di ripercorrere la stessa strada, facendosi accompagnare dalle pagine dello scrittore ("i nostri occhi, le sue parole"), lette dalla calda...
voto al film: 
4 dicembre 2008 Opinione di kotrab su "La strada di Levi"
Il viaggio di ritorno di Primo Levi rivissuto e rimeditato con ammirazione, sgomento, sincerità ma anche qualche forzatura nei parallelismi, con malinconia e un tocco di ironia. Personalmente ammirata con reverenza la breve ma importante apparizione del compianto scrittore Mario Rigoni Stern. 6 1/2
voto al film: 
11 febbraio 2007 Opinione di samantha su "La strada di Levi"
Un bel documentario sul viaggio affrontatp da Primo Levi dopo essere stato liberato da Auschwitz,fino alla sua Torino. Ma da sfondo non ci sono più i luoghi di 60 anni fà,ma quello che resta oggi del ricordo di un conflitto mondiale che distrusse gran parte dell'Europa. Passando anche per Chernobyl,oggi una città fantasma dopo l'incidente nucleare. Interessante esperimento questo di Ferrario che purtroppo non riesce a catturare l'interesse dello spettatore,troppo frastornato dal racconto...
voto al film: 
- sufficienti [4]
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