Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Complicità e sospetti - La recensione di FilmTv

[Breaking and Entering, 2006, durata 120']   Regia di Anthony Minghella
Con Jude Law, Juliette Binoche, Robin Wright, Martin Freeman, Ray Winstone, Vera Farmiga



La recensione di FilmTv

di Morando Morandini

Un film "d'attori", vagamente di maniera e complesso, ambientato nella Londra multietnica di oggi.

Giovane drammaturgo e radiofonico (un Prix Italia), poi sceneggiatore Tv, Minghella è da poco anche direttore del British Film Institute. Dopo i nove Oscar del Paziente inglese (1996) nel 2000 divenne socio della Mirage Ent., fondata nel 1985 da Sydney Pollack con cui, appoggiato da Miramax e Weinstein Com., ha prodotto Breaking and Entering, sesto film da lui scritto e diretto. È un ritorno alle origini: prima di passare ai romanzi, aveva scritto i primi due film. Non manca di coerenza. In Complicità e sospetti si ritrovano l'interesse per sentimenti forti, personaggi contorti e insicuri e il suo stile. O la sua maniera. Fin dal titolo l'impianto narrativo è binario: due madri immigrate, due figli difficili, due architetti del paesaggio soci e amici che s'incontrano a King's Cross, vecchio quartiere popolare di Londra da tempo in trasformazione architettonica e sociale. Ormai divenuta un crogiuolo multietnico, Londra ha visto la nascita di una nuova classe medio-bassa che ha quasi eliminato il ceto operaio, una sottoclasse povera e invisibile composta da immigrati di altri paesi e altri continenti. Una delle due madri (Robin Wright Penn) è svedese, l'altra (Juliette Binoche) bosniaca: in entrambe l'amore materno è un assoluto. Il più idealista (Jude Law) dei due architetti passa dall'una all'altra in un tormentoso rapporto affettivo. «L'architettura e le politiche del paesaggio mi hanno sempre interessato: che cos'è lo spazio, com'è organizzato, chi vive e dove, sono temi che mi affascinano» dice Minghella, che dichiara di aver subito in due mesi tredici furti in un suo nuovo studio a Londra Nord. Nel film i furti con scasso a domicilio sono il motore dell'azione. Contano come i temi dell'immigrazione e della menzogna, come Londra che è più di una tela di fondo. Come l'assiduo ricorso stilistico alle superfici riflettenti (specchi, vetri, vetrine): metafora del doppio o della doppiezza? Film complesso dove i temi privati e pubblici si embricano, la densità dei dialoghi talvolta sfora nella verbosità, le ambizioni nel velleitario o nell'intellettualismo middle-brow compiaciuto. Anche film d'attori. Peccato che nel doppiaggio si perdano le intonazioni bosniache della Binoche. Anche i due figli - il free-runner Rafi Gavron e Poppy Rogers - sono atleticamente perfetti. Fa macchia Vera Farmiga, di origine ucraina, come prostituta romena.


Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?