Guida per riconoscere i tuoi santi (2006)
Con Robert Downey jr., Shia LaBeouf, Rosario Dawson, Chazz Palminteri, Dianne Wiest, Channing Tatum
La trama
La storia di un gruppo di amici, tra risse e amori adolescenziali.
Dito Montiel, di professione scrittore, riceve una telefonata della madre che lo richiama improvvisamente a casa. Qui dovrà affrontare il rapporto conflittuale con il padre malato, la sofferta storia d'amore con Laurie e soprattutto i fantasmi dell'estate dell'86, quando scorrazzava per le vie del quartiere con gli amici Antonio, Giuseppe e Nerf.
Montiel narra con sincero pudore una storia che gli appartiene e lo fa con una forza inusuale, lontana dal "canone" narrativo dilagante anche nel cinema indipendente americano. Il linguaggio è diretto - condito da un'interminabile sequela di "fuck" - e la sincerità appare, per una volta, mai artefatta.
La recensione di FilmTv
Di Federico Pedroni - FilmTV n. 11/2007
Storie di strada in un piccolo miracolo tratto dall'autobiografia romanzata dello stesso regista.
L'opinione più votata
Di luca826 scritta il 2012-01-01 17:41:44 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Shia LeBeouf, Astoria Queens, Luglio 1986, crepuscolo, sguardo in camera:
- Mi chiamo Ditto: lascerò tutti in questo film.
Si inizia con questo senso di colpa e si finisce con i Kiss di New York Groove e la dedica per Antonio. Dito Montiel scandaglia la memoria per dare un senso alla sua vita. Il legame che lo lega al suo sciagurato/odiato/amato quartiere/famiglia è la dimostrazione delle possibilità (e dei limiti) sociali dell'animale uomo.
Ne deve succedere di merda prima di arrivare alla fine...
Così un sorriso chilometrico di Rosario Dawson, dopo un'assenza di vent'anni è il sorriso di tutti gli amori adolescenziali persi per strada, è il ricordo che riaffiora e tortura. E il ricordo bisogna saperlo narrare, rappresentare e il regista lo sa fare, lasciando che lo stile accompagni i sentimenti, rifiutando il classico impianto a flashback a favore di un più libero flusso dei pensieri. No alle canzoncine vintage e alle facili scenografie retrò. Gli attori ci sguazzano in questa messinscena e hanno la possibilità di colpire l'immaginario con poche battute, come il sorridente e ormai icona Eric Roberts, in un cameo indimenticabile. La redenzione arriva con la consapevolezza delle proprie origini e il destino rimane un'incognita irrisolvibile. A guide to recognizing your saints è un film bello e profondo che ci mostra la merda, ma come cantava Fabrizio de Andrè: Dai diamanti non nasce niente, è dal letame che nascono i fiori...
E sui titoli di coda tutti cantiamo con i Kiss:
Many years since I was here, on the street I was passin' my time away
To the left and to the right, buildings towering to the sky
It's outta sight in the dead of night
Here I am, and in this city, with a fistful of dollars
And baby, you'd better believe
I'm back, back in the New York Groove
I'm back, back in the New York Groove
I'm back, back in the New York Groove
Back in the New York Groove, in the New York Groove
- negative [5]
- sufficienti [8]
- positive [26]
- leggi tutte le opinioni
2012-01-01 17:41:44 Opinione di luca826 su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
VOTO 7,5 REDENTO (Tv 29 Dicembre 2011) Shia LeBeouf, Astoria Queens, Luglio 1986, crepuscolo, sguardo in camera: - Mi chiamo Ditto: lascerò tutti in questo film. Si inizia con questo senso di colpa e si finisce con i Kiss di New York Groove e la dedica per Antonio. Dito Montiel scandaglia la memoria per dare un senso alla sua vita. Il legame che lo lega al suo sciagurato/odiato/amato quartiere/famiglia è la dimostrazione delle possibilità (e dei limiti) sociali dell'animale uomo. Ne...
voto al film: 
2011-10-20 18:20:59 Opinione di arkin su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
Quando il tuo paese, la tua casa, la tua famiglia e i tuoi amici sono la trappola che ti strozza e ti strappa la possibilità di un futuro migliore, l'unica cosa che puoi fare è lasciarti tutto alle spalle. Scappare. Consapevole che probabilmente la fuga ti costerà una parte del te e della tua vita. Dito-interpretato dall'ottimo LaBeouf e da Robert D. in età adulta-è un alieno tra la sua stessa gente. Il predestinato di un massacro silenzioso che lui sa, arriverà a travolgerlo se non...
voto al film: 
2011-10-02 10:59:14 Opinione di gene55 su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
L'atmosfera black,il linguaggio proletario ed un ritmo da stereo in spalla potrebbero far pensare facilmente ad un film di Spike Lee. Invece 'Guida per riconoscere i tuoi santi',anche pescando a mani basse da diversi generi e prodotti,riesce a conservare un'identità propria,una trasposizione efficace del romanzo,una narrazione forte,coinvolgente e diretta data anche e soprattutto dal senso di appartenenza del regista. Dito Montiel (LaBeouf giovane e Downey da grande) ci avverte...
voto al film: 
2011-03-08 21:52:52 Opinione di uccio su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
Film autobiografico questo di Montiel, tratto dall’omonimo romanzo che il regista/scrittore ha pubblicato nel 2003. A metà degli anni ottanta il giovane Dito (Shia LaBeouf) passa la sua giovinezza ad Astoria, sobborgo situato nel quartiere del Queens a New York. E’ un quartiere che non offre molto, le possibilità di combinare qualcosa di buono sono davvero poche. La vita di Dito è radicata tra quelle strade, qui ci sono gli amici, le ragazze, la...
voto al film: 
2010-04-21 19:18:29 Opinione di Makp su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
Secondo me ci sono gli estremi per le quattro stelle. E questo non tanto per una regia, una sceneggiatura e una tecnica cinematografica in senso lato necessariamente buoni e precisi. Il qui presente è un film che sa prendere, che al più funziona con qualche piccolo, trascurabile intoppo qua e là. Ben recitato, sembra una proposta piena di cuore, totalmente onesta e sentita. Bello il titolo, aperto forse a più di un'interpretazione, bello l'affresco tutto.
voto al film: 
2010-02-06 19:28:58 Opinione di PP su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
Voto 5. Delusione completa, questo lacerante ritratto di una periferia di perdenti, dove la fuga è l’unico modo per sopravvivere finisce per sacrificare tutte le sue potenzialità allo stile. Peccato, c’era una ottima truppa di attori in palla, giovanissimi e non. [25.01.2010]
voto al film: 
2009-11-09 14:39:37 Opinione di Johnny Depp su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
Film buono come il tiramisù dopo cena. Cast azzeccato, capitanato da un Downey Jr. sulfureo. Quel che resta del giorno, fra ricordi adolescenziali, le strade di New york, quelle periferiche che odorano di case degli orrori e scheletri nell'armadio, di risate, chiacchiere, facezie, il primo sesso, quello che non si scorderà mai. Debutto alla regia per Montiel, da cui ci aspettiamo grandi cose. Pare che, però, abbia deluso, col suo Fighting. Forse, Son of no one,...
voto al film: 
2008-12-25 19:11:13 Opinione di ethan su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
Bell'opera prima di Dito Montiel tratta dal suo romanzo autobiografico. La regia è sicuramente ispirata allo Scorsese prima maniera, mentre il plot non è nulla di nuovo, dato che parla dell'adolescenza di un gruppo di ragazzi in un quartiere malfamato di New York. Il cast è comunque da applaudire in blocco: Shia Laboeuf è alla sua migliore interpretazione, Robert Downey Jr. sembra attraversare un periodo di grazia (notevole anche in 'Iron Man' e 'Tropic Thunder), mentre Chazz Palminteri...
voto al film: 
2008-11-10 19:18:05 Opinione di sbrillo su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
Un buon film di un regista esordiente che forse dimostra di avere troppi debiti con Scorsese e "Bronx" di De Niro, ma che recconta una storia vista 1000 volte con una sincerità ed una vitalità veramente encomiabile. Inoltre si circonda di un cast in stato di grazia. Bellissima Rosario Dawson.
voto al film: 
2008-09-17 14:20:05 Opinione di ceo_85 su "Guida per riconoscere i tuoi santi"
Dito Montiel dirige la sua opera prima dall'omonimo libro scritto da lui Guida per riconoscere i tuoi santi. Megalomania? Forse... La storia, autobiografica, è ambientata nel 1986 nel Queens, quartiere povero e ghettizzato di Manhattan. La storia di un ragazzo, della sua adolescenza, gli amici, la famiglia, i primi emori e le prime lotte, in un contesto visto già tante e tante e tante volte. Ed è qui che il film non riesce a catturare. Non propone assolutamente nulla di nuovo,...
voto al film: 
- negative [5]
- sufficienti [8]
- positive [26]
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