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Saw III - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Pier Maria Bocchi

Un saga che lavora dentro i propri stereotipi, in un delirio metacinematografico tutto per i fan

C'è poco da fare, l'ancora breve serie di Saw e Chucky sono i brand di genere più originali e per i fan entusiasmanti degli ultimi tempi. Gli unici che hanno saputo "lavorarsi" sopra; gli unici che si sono reinventati continuamente, per dire e guardare altro(ve). Saw III è per le avventure di Jigsaw ciò che Nightmare - Nuovo incubo fu per quelle di Freddy Krueger. Là il discorso metacinematografico era esplicito, qui fa parte genialmente della storia, è in terza persona (impersonale), la naturale continuazione degli eventi iniziati tre anni fa. Ma adesso non ci sono intenti di svelamento del trucco: il percorso è di ricognizione nell'atrocità, nel tentativo di capirne le ragioni. Se ci sono. Intanto, si guardano le vicende passate e presenti da diverse prospettive; si scoprono dettagli nuovi, magari imprevisti, e si capisce sempre un pochino di più dell'orrore. Il che fa paura. Grande show per la morte, Saw III inscena omicidi elaboratissimi, che sembrano ispirarsi tanto a Hellraiser quanto a Chaucer (la scena del mattatoio, incredibile). Ma fate attenzione, il sadismo è a volte insostenibile: come si diceva nei flani di un ventennio fa, i deboli di cuore e i facilmente impressionabili è meglio si astengano.


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