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Perfect Stranger - La recensione di FilmTv

[Perfect Stranger, 2007, durata 110']   Regia di James Foley
Con Halle Berry, Bruce Willis, Giovanni Ribisi, Gary Dourdan



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La recensione di FilmTv

di Federico Pedroni

Star di prima grandezza al servizio di un buon mestierante per un thriller con poca fluidità

Rowena Price (Halle Berry) è una giornalista d?assalto alla continua ricerca di scandali. È bella, è decisa, non ha paura di niente e di nessuno. Dopo un lungo pedinamento riesce a incastrare un politico ipocrita ma il suo giornale, per ragioni di opportunità, le cassa lo scoop. A questo punto Rowena, in un sussulto di orgoglio, molla tutto per prendersi una pausa di riflessione destinata a durare ben poco. L?omicidio di una sua amica d?infanzia la stimola a gettarsi anima e corpo in un?indagine che si rivela piena di sorprese. Accanto a lei si muovono Miles (Giovanni Ribisi), un hacker che la aiuta nelle indagini, e Harrison Hill, un colosso della pubblicità, erotomane e rampante, che ha la faccia e il corpaccione di Bruce Willis. Star di prima grandezza, quindi, al servizio del regista James Foley, un mestierante di esperienza che ha alle spalle almeno un grande film, Americani, tratto da un testo travolgente e spietato di David Mamet. Qui invece la sceneggiatura si ingegna, con scarsi risultati, solo a ingarbugliare la storia con l?effetto che ogni nuova rivelazione, ogni virata nel plot (una ogni cinque minuti, in maniera schizofrenica) perda progressivamente di credibilità. L?assunto di partenza è che nulla sia realmente come sembri. E quindi via a doppie personalità, a rimozioni del passato, a identità sovrapposte nel mondo delle chat erotiche con un?ansia di accumulo che poco giova alla fluidità del film. L?ossessione per il colpo di scena porta anche a un nevrastenico innalzamento della tensione, che non rende possibile la creazione di una benché minima atmosfera necessaria per la riuscita di un thriller. Foley perde ben presto il controllo della situazione e gli attori si adeguano con una recitazione professionale ma poco convinta, in attesa dell?ultima trovata che possa ulteriormente intorpidire le acque. Fino a concludere il tutto con un finale che .per non essere prevedibile trasgredisce ogni forma di correttezza nei confronti dello spettatore barando come i giocatori delle tre carte nei mercatini di periferia.


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