Opinioni del pubblico su Mio fratello è figlio unico
Con Riccardo Scamarcio, Elio Germano, Angela Finocchiaro, Luca Zingaretti, Diane Fleri
- negative [9]
- sufficienti [21]
- positive [61]
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Mio fratello è figlio unico (2007)
30 settembre 2010 Opinione di bradipo68 su "Mio fratello è figlio unico"
La crescita di due fratelli apparentemente divisi dall'ideologia ma uniti dal legame di sangue nell'Agro Pontino e dintorni tra gli anni 60 e gli anni 70.La storia di Accio e Manrico a prima vista opposti per appartenenza politica(il primo è un sedicente fascista,il secondo è comunista soprattutto dopo che ha assaggiato la vita in fabbrica) è la cartina di tornasole attraverso cui vedere la storia dell'Italietta di quel periodo,nazione popolata di poveracci e agitata da fermenti politici più votati all'ideologia astratta che alla concretezza (e alla...
voto al film: 
21 ottobre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Mio fratello è figlio unico"
Film impegnato e piacevole al tempo stesso, il che è tantissimo nel panorama del cinema odierno, e quasi impensabile per il cinema Italiano contemporaneo. Bravo Lucchetti, ma bravi anche gli attori, incluso Scamarcio che in genere non gode esattamente dei miei favori.
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19 ottobre 2011 Opinione di resistenzalibera su "Mio fratello è figlio unico"
Avevo tantissimi su Scamarcio, ma nel film mi è piaciuto. Ottimi gli attori, ottimo il film. Forse potevano calcare di più nella descrizione politica di quegli anni: vedendo il film non emerge il clima davvero teso degli anni di piombo. Per il resto mi è piaciuto molto. 4 stelle!
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12 ottobre 2011 Opinione di marco l su "Mio fratello è figlio unico"
Un film palliduccio, considerato il tema che affronta e, probabilmente, le aspettative che solleva. Pallido nel senso che si ferma ad una sbiadita rappresentazione del clima degli anni di piombo, non affonda in quel magma sociale e culturale ed alla fine lo si ricorda più per gli aspetti ironici e sentimentali del potenziale manage a trois (anche per l'acerbo fascino di Diane Fleri, cui è davvero arduo resistere). Forse anche la regia fiuta il rischio ed allora si rifugia in episodi di...
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24 settembre 2011 Opinione di Mathiasparrow su "Mio fratello è figlio unico"
Un resoconto d'ideologie privo di proclami politici è merce rara. Luchetti non cerca vie facili, sembra anzi predilire strade a rischio retorica: il film evita ogni sotterfugio e va al sodo della questione da un estremo all'altro, scrutando le dottrine a tutto tondo. Quello che alla fine potrebbe quasi sembrare generalizzante qualunquismo è in realtà il doveroso tentativo di ricondurre ogni sfumatura di pensiero a uno sguardo imparziale, ammesso e non concesso che un uomo possa dirsi tale...
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7 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "Mio fratello è figlio unico"
Latina, 1962. Da qui parte la storia di Accio (Germano), rissoso da bambino, aspirante ai voti ecclesiastici da preadolescente, quindi iscritto all'MSI, in seguito apostata ma comunque fonte perenne di preoccupazioni per la sua famiglia. Accio vive con la sorella, il fratello Manrico (Scamarcio) e i genitori in una catapecchia. Per evadere dalla famiglia frequenta un venditore ambulante che diventa il suo mentore (Zingaretti), portandolo politicamente sulla sponda opposta di Manrico. I due...
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30 settembre 2010 Opinione di bradipo68 su "Mio fratello è figlio unico"
La crescita di due fratelli apparentemente divisi dall'ideologia ma uniti dal legame di sangue nell'Agro Pontino e dintorni tra gli anni 60 e gli anni 70.La storia di Accio e Manrico a prima vista opposti per appartenenza politica(il primo è un sedicente fascista,il secondo è comunista soprattutto dopo che ha assaggiato la vita in fabbrica) è la cartina di tornasole attraverso cui vedere la storia dell'Italietta di quel periodo,nazione popolata di poveracci e...
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23 settembre 2010 Opinione di Roller su "Mio fratello è figlio unico"
La fortuna di Luchetti è di aver trovato sulla sua strada un attore di grande talento come Elio Germano, qui in una delle sue interpretazioni migliori, Tutto il cast è ben diretto, sia gli attori più navigati che quelli giovani. Anche la ricostruzione d'epoca è godibile.Il regista sa parlare degli anni di piombo con una delicatezza narrativa rara. Luchettti, autore discontinuo e poco incisivo, è arrivato alla sua opera...
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20 settembre 2010 Opinione di Paul Hackett su "Mio fratello è figlio unico"
Nel solco tracciato dalla "Meglio Gioventù" di Marco Tullio Giordana, un intenso racconto di formazione, ambientato nell'Italia degli anni '60-'70, sulla presa di coscienza politica e sociale e sui percorsi paralleli (che forse s'incroceranno) di due fratelli tra loro diversissimi (eppure in qualche modo identici). Daniele Luchetti, dopo parecchi tentativi non sempre a fuoco, finalmente riesce ad imbroccare il suo capolavoro (o quasi): "Mio fratello è figlio unico" è un...
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23 agosto 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Mio fratello è figlio unico"
Da un romanzo col titolo che è tutto un programma ("Il fasciocomunista"!) un valido racconto di formazione con 2 fratelli nemici, amici, rivali, complici. Bella la rievocazione storica e ottimi gli interpreti. Il più bravo è Elio Germano ma anche Scamarcio se la cava e dimostra di allontanarsi (per fortuna di noi tutti!) sempre più dai ruoli alla 3 MSC-3 METRI SOPRA IL CIELO!
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14 febbraio 2010 Opinione di mm40 su "Mio fratello è figlio unico"
Romanzo di crescita e formazione che ha in realtà un solo protagonista, il bravissimo Germano (David di Donatello); Scamarcio-Manrico è solo una proiezione delle necessità dell'adolescente Accio, il fratello maggiore destinatario di ammirazione, affetto e profondo odio/invidia per le conquiste già raggiunte, stimolo ad agire o quantomeno a reagire. In tutto questo si spiega perfettamente il titolo, che ad ogni modo ha ulteriore elemento di congiunzione con il film...
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17 novembre 2009 Opinione di hallorann su "Mio fratello è figlio unico"
Daniele Luchetti, ex allievo di Nanni Moretti, è il tipico regista italiano mediamente discontinuo. Nel suo carnet ci sono due fiori all’occhiello come IL PORTABORSE e LA SCUOLA, poi molti titoli riusciti a metà o non riusciti proprio. MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO, si iscrive alla seconda categoria, promette bene, ha alcune frecce al suo arco ma nel complesso lascia assai perplessi. Tratto liberamente da IL FASCIOCOMUNISTA di Antonio Pennacchi, ha la struttura di...
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7 agosto 2009 Opinione di nicola81 su "Mio fratello è figlio unico"
Il fatto che su questo film si siano versati fiumi di parole e di inchiostro la dice lunga sullo stato di salute del cinema italiano. Non che sia brutto, però conferma che il nostro cinema raramente riesce a sfornare qualcosa di diverso da questi mix tra commedia e dramma. Tratto (molto liberamente...) dal romanzo autobiografico di Daniele Pennacchi IL FASCIOCOMUNISTA, adattato dal regista con Sandro Petraglia e Stefano Rulli, ha una prima parte molto buona e godibile, fatta di satira...
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28 luglio 2009 Opinione di rebis su "Mio fratello è figlio unico"
L’irrequietudine di Accio, che dal cattolicesimo passa al fascismo e al comunismo per poi schierarsi dalla parte degli uomini, è un’urgenza prima di definizione identitaria poi di giustizia e, insieme, l’unico auspicio sensato da volgere all’Italia d’oggi. Con le mani in pasta nelle ideologie che hanno fatto la nostra storia il rischio di appesantimenti retorici era altissimo: Luchetti riesce ad essere pertinente ed incisivo senza perdere in freschezza....
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8 luglio 2009 Opinione di slim spaccabecco su "Mio fratello è figlio unico"
Ormai se ne sono visti di film sul sessantotto;parecchi anche migliori di questo, che però gioca con astuzia sul dualismo e sulla fratellanza dei protagonisti, e cerca non solo di stare sulla drammaticità degli venti, ma anche sullo stato d'animo gioviale e sarcastico dei protagonisti. Perchè sebbene in quegli anni pensassero di cambiare il mondo, comunque vivevano ogni giorno con la consapevolezza che questo potesse non accadere.
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7 luglio 2009 Opinione di chribio1 su "Mio fratello è figlio unico"
il film a me e mia moglie e' parso molto noioso in certi punti e abbastanza interessante in altri ...cmq abbastanza dispersivo,nonostante la netta bravura di tutti gli attori,compreso anche Scamarcio! voto.5.
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7 luglio 2009 Opinione di chribio1 su "Mio fratello è figlio unico"
il film a me e mia moglie e' parso molto noioso in certi punti e abbastanza interessante in altri ...cmq abbastanza dispersivo,nonostante la netta bravura di tutti gli attori,compreso anche Scamarcio! voto.5.
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1 luglio 2009 Opinione di gene55 su "Mio fratello è figlio unico"
Uno dei migliori film italiani del 2007...vero,molto intenso a tratti poetico con una vena ideologica che,se ben narrata e ben recitata come in questo caso,non risulta affatto pesante anzi impreziosisce di quel 20% un film che a me e non solo a me è piaciuto molto...emozionante...
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23 marzo 2009 Opinione di sasso67 su "Mio fratello è figlio unico"
Il film più bello e significativo di Luchetti, dopo "Il portaborse". Una vera e propria resurrezione artistica, se solo si pensa ai livelli disastrosi di "Dillo con parole mie". Con un linguaggio più semplice e mezzi molto più limitati rispetto a Marco Tullio Giordana, Luchetti riesce a farci rivivere lo spirito di un'epoca con molta più accuratezza rispetto alla "Meglio gioventù" e sa renderci partecipi dell'affetto fraterno che lega i due protagonisti, molto più di quanto li divida...
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15 agosto 2008 Opinione di supadany su "Mio fratello è figlio unico"
Buon prodotto del cinema italiano recente, riesce a raccontare degli anni di trasformazione del nostro paese, con uno spirito libero, senza cadere nello snobbismo che caratterizza a volte il cinema d’autore (più abituato a trattare tematiche profonde come queste). Interessante l’incontro-scontro tra Scamarcio e Germano, vinto dal secondo che conferma di essere uno dei migliori talenti del nostro cinema (ma anche Scamarcio non sfigura affatto). Libertina la regia di Luchetti che ci...
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6 agosto 2008 Opinione di leoperutz su "Mio fratello è figlio unico"
Gran parte di questo nuovo cinema italiano sembra affetto dalla sindrome della fiction. Le sceneggiature non riescono a differenziarsi dai semplici canoni televisivi. Narrare per immagini oggi, tranne alcune rare eccezioni ( Salvatores, Virzi, Soldini), e' divenuto sinonimo di "raccontare" la storia. Il film di Lucchetti, che qualcuno ha giustamente ridefinito una "meglio gioventu' melodrammatica", non fa eccezione. Lo si guarda, in certi punti risulta anche coinvolgente per le buonissime...
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