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Opinione di marco l su Mio fratello è figlio unico





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12/10/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Un film palliduccio, considerato il tema che affronta e, probabilmente, le aspettative che solleva. Pallido nel senso che si ferma ad una sbiadita rappresentazione del clima degli anni di piombo, non affonda in quel magma sociale e culturale ed alla fine lo si ricorda più per gli aspetti ironici e sentimentali del potenziale manage a trois (anche per l'acerbo fascino di Diane Fleri, cui è davvero arduo resistere). Forse anche la regia fiuta il rischio ed allora si rifugia in episodi di retorica e mobilitazione politica che, pur realistici, si sbilanciano troppo verso lo stereotipo e non servono neppure come chiave di apertura dell'introspezione personale. Le evoluzioni identitarie di Accio (Germano), che poi dovrebbero costituire in nucleo "relativistico" del film da proiettare su base nazionale, sono infatti troppo immediate, leggere. Lo stesso si potrebbe dire per l'esasperazione dell'attivismo di Manrico (Scamarcio). E' vero che quello italiano è, per definizione storica, un popolo amorale il cui unico credo è l'individualismo e il familismo, ma, da osservatore esterno che non fu testimone diretto, dubito che certe svolte esistenziali non abbiano implicato sofferenza e tanto disorientamento.


SI

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