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Notturno bus - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Aldo Fittante

Un bell'esordio consumato in una Roma notturna affollata di attori spigliati e di grotteschi rivelatori

Un autista di autobus che lavora di notte, una dark lady che ruba passaporti per rivenderli. E alcuni agenti dei servizi segreti che devono recuperare un microchip. Nell'assunto noir si posiziona la cinepresa dell'esordiente (nel lungometraggio di finzione, dopo il bel documentario Craj e svariati clip e corti e backstage) Davide Marengo, bravo nel muoversi tra grottesco, commedia nera e thriller spionistico, cavalcando i generi con leggerezza e intelligenza. Non è un caso che alla fine il suo Notturno bus (tratto dall'omonimo romanzo di Giampiero Rigosi, edito da Einaudi nella collana Stile Libero) risulti un'opera prima piacevole e divertente, spogliata di autorialità: il regista lo ha realizzato su commissione, pratica che - nel nostro cinema - dovrebbe tornare a essere quotidiana. Alla felice riuscita dell'operazione contribuisce un cast spigliato e in forma: Mastandrea è nella commedia che dovrebbe specializzarsi, perché alla romanità aggiunge un aplomb inglese che spiazza; Fantastichini dopo Saturno contro conferma di vivere una seconda giovinezza; e, questa è una notizia, persino Citran convince, nei per lui atipici panni di cattivo. Rimane lei, Giovanna Mezzogiorno, di una bellezza unica: ancora uno sforzo e dovrebbe finalmente svincolarsi da quella pesantezza che spesso le ha impedito di convincere appieno. Da non perdere gli originalissimi titoli di coda danzati su La Paranza.


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