Zodiac (2007)
Con Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo, Robert Downey jr., Anthony Edwards, Brian Cox, Chloë Sevigny, Elias Koteas
La trama
Un caso che ha appassionato e sconvolto gli Usa: la caccia a un pericoloso assassino seriale.
San Francisco, 1969: un serial killer uccide sette persone e sfida la polizia con lettere e messaggi criptici. Gli ispettori David Toschi e William Armstrong conducono le indagini, ma anche la stampa inizia a interessarsi al caso: in particolare i giornalisti Paul Avery e Robert Graysmith, che a poco a poco ne diventano ossessionati...
La storia di Zodiac, il serial killer che terrorizzò la California tra gli anni '60 e '70 (già oggetto di _Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!_) pareva fatta apposta per le corde di Fincher, al suo meglio con le atmosfere cupe e ostili, le fisionomie ambigue, gli agguati silenziosi che restano confinati fuori campo.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 21/2007
Dall'autore di Seven un film, scelto per il concorso a Cannes di questi giorni, riuscito solo a metà
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 2010-11-23 22:40:34 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Sin dai tempi di Seven, per David Fincher sembrano molto più importanti gli effetti che le cause: in effetti le derive esistenziali dei protagonisti (con crisi matrimoniali e professionali) lievitano spaventosamente fino a provocare un angoscia e un senso di depersonalizzazione più terrificante degli omicidi seriali del maniaco di turno. Il crollo di ogni certezza si accompagna a una totale indecifrabilità della realtà visibile e l’impossibilità a fare combaciare tutti i pezzi di un puzzle che avrebbe la pretesa di riprodurre il Vero, ma che in realtà ne è solo la fotocopia. In Zodiac questo nocciolo tematico sembra ancora più importante del plot giallo, delle motivazioni psicologiche dell’assassino, della risoluzione del caso poliziesco. La vicenda si svolge a San Francisco (stupende le riprese dall’alto in caduta libera) dalla fine degli anni 60 (notate la cura nella descrizione di ambienti e vestiario) fino alla fine degli anni 90. Il regista fa una operazione difficile, ribalta i punti di vista e ci spiega minuziosamente come un caso di omicidio possa non venire risolto per l’incapacità degli investigatori di liberarsi delle proprie ossessioni e di guardare molto più semplicemente la realtà delle evidenze. Il ribaltamento è reso evidente dall’incipit in cui la soggettiva delle villette a schiera dal finestrino della macchina (con fuochi d’artificio sullo sfondo), che noi erroneamente crediamo essere il punto di vista dell’assassino, si rivela invece il punto di osservazione di una donna che va a prelevare a casa il suo giovane amante. Questo errore indotto dal regista è l’emblema stesso di tutto il film. L’errore è insito nella natura umana, il dato oggettivo investigativo filtrato dalle diverse soggettività degli inquirenti (con meccanismo proiettivo) cessa di essere prova scientifica: sbaglia l’assassino rivelando a una domestica la data del suo compleanno, sbaglia il poliziotto Mark Ruffalo (una copia caricaturale tra Peter Falk e Steve McQueen) che si incarta tra false piste e mitomani seriali, sbaglia il giornalista Robert Downey Junior che scivola lentamente nel delirio di grandezza e nella voglia di protagonismo, il sedicente esperto grafologo sembra affogare nei suoi stessi dubbi, erra infine il vignettista Jake Gyllenhaal che dilatando il particolare, concentrandosi sui singoli indizi ossessivamente, perde di vista la visione del tutto e pur arrivando a una possibile soluzione dell’enigma (ma il suo primo indiziato è solamente la proiezione del suo desiderio di trovare un colpevole) si trova con un nucleo familiare disintegrato. Eppure se si fossero recuperati i testimoni oculari sopravvissuti agli assalti del folle per un confronto diretto con il principale indiziato? E se si fosse indagato meglio sul primo omicidio? E se non ci si fosse accontentati delle perizie calligrafiche? Insomma Zodiac sembra farla franca per così lungo tempo non per insufficienza di prove ma per deficienza umana dilagante. Quello che resta è l’irreversibilità della situazione aggravata dallo scorrere del tempo. Zodiac diventa lo specchio delle nostre paure, della nostra mediocrità, del nostro fiato corto enfisematoso, delle nostre piccole meschinità. Zodiac rappresenta indirettamente tutte le contraddizioni di una generazione che cercherà in buona fede di cambiare il mondo ma che alla fine verrà sodomizzata dalla Storia. Lo sguardo del regista sulla società americana è alquanto disilluso, basti pensare ai piccoli dettagli della mercificazione delle spillette, dell’appropriazione indebita dell’immaginario cinematografico della figura del killer seriale (citazioni dirette di Bullitt e di Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo) e le paranoie collettive riversate sul bersaglio più indifeso, i bambini. Lo scetticismo di Fincher sulla natura umana sembra ad uno stadio terminale: l’uomo è l’animale più pericoloso e forse prima di cambiare il mondo dovrebbe cercare di cambiare sé stesso. Forse.
- negative [13]
- sufficienti [21]
- positive [78]
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2011-11-08 12:15:38 Opinione di gene55 su "Zodiac"
Zodiac è un thriller vecchia maniera,con pochissimo sangue,zero splatter,tanta tensione e soffocante atmosfera. Si avvicendano diversi investigatori nel tempo,sulle traccie del serial killer che sconvolse l'America negli anni '60 e '70,soprattutto per le modalità di persecuzione del reato,la teatricità del personaggio,fatta di lettere,comparsate in tv e tutto il resto. Fincher si muove come il gatto col topo: sa dove mettere la macchina,conosce a memoria i tempi,dirige magnificamente un...
voto al film: 
2011-11-04 01:38:05 Opinione di maso su "Zodiac"
Avevo letto sul caso Zodiac varie e sommarie informazioni sparse per la rete e devo ammettere che non avevo focalizzato la drammaticità della vicenda, dopo aver visto questo film ho avuto uno strano dejà-vu che mi ha riportato ad un fatto macabro della nostra Italia per il quale ho letto libri, analizzato reportage e siti molto dettagliati, il caso del mostro di Firenze. Tante analogie legano queste due tristi storie: si parla di un serial killer che aggredisce le coppiette appartate,...
voto al film: 
2011-10-19 09:20:40 Opinione di Jacopo Giuca su "Zodiac"
Il killer dello Zodiaco, secondo Fincher, è un personaggio che si discosta molto dalla sublime cattiveria del John Doe di Se7en. Desideroso di uccidere solo per riuscire a passare alla storia, questo personaggio losco e abietto, viscido e misterioso, nella sua mediocrità riesce comunque a tenere in scacco la polizia di San Francisco per una carrettata di anni che sono rappresentati dal regista come in un veloce zapping che, al posto dei canali, vede sullo schermo il susseguirsi frenetico...
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2011-09-04 21:26:39 Opinione di luca826 su "Zodiac"
VOTO 7,5 SOTTOTONO (Tv 4 Settembre 2011) La prima mezz'ora di questo Zodiac è di genere e rispetta le regole e le aspettative del filone sui serial killer, ma poi l'ago della bilancia si sposta, l'indagine, l'ossessione di capire, di scovare la verità diventa la vera essenza del film. Tutti i personaggi coinvolti nella ricerca dell'assassino si perdono, dentro e fuori, nella vita, nella società, confusi fra mille supposizioni e collegamenti, dove tutto si riapre e si richiude...
voto al film: 
2011-08-20 15:59:34 Opinione di mck su "Zodiac"
David Fincher, ovvero : come riprendersi dopo Panic Room...O the Game...O Alien 3..."Basti" la scena dell'interrogatorio informativo di cortesia per l'indagine ancora aperta indiziaria in corso ancora calda,viva e inchiostrabile, 3 vs. 1 sul posto di lavoro, Ottima, e qulla pre pre finale nello scantinato fa letteralmente-fisicamente Paura : ma è quella iniziale pre titoli di testa che s'insinua sotto pelle, aleggia, s'incunea nella mente, latita, sghiribizza e ghirigora surfando...
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2011-08-14 01:13:44 Opinione di eddiedasilva su "Zodiac"
David Fincher - regista di film di culto quali “Seven” e “Fight Club” - sforna un thriller atipico, decisamente particolare ed ottimamente realizzato, potendo contare su un ottimo cast (con Robert Downey Jr. in testa) e una sceneggiatura che vanta dei dialoghi brillanti e che ben caratterizza i personaggi che ci vengono presentati. Il film in questione prende in esame la storia di Zodiac, famigerato serial killer sul quale la polizia americana ha sempre...
voto al film: 
2011-02-27 10:20:52 Opinione di michel su "Zodiac"
LA NOIA È LA PASSIONE DELL'OSSESSO Un giornalista, un poliziotto e un vignettista sono sulle tracce di Zodiac. Sadico, esibizionista, astuto, millantatore, il serial killer avvelena la vita ai suoi inseguitori. Spalmata su una trentina d'anni la caccia diventa sempre più ossessiva e irrazionale; “Anni ad inseguire un uomo che ha ucciso un pugno di persone mente tutte le notti in questo paese ne fanno fuori a dozzine” Perché si sta parlando del male...
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2010-11-29 12:08:02 Opinione di bukowski91 su "Zodiac"
Sinceramente devo dire che questo "zodiac" in parte mi ha deluso. Fincher dimostra di saperci fare con la macchina da presa e molti passaggi sono azzeccati. Ma dopo circa un 'ora la storia man mano perde pezzi e ci sono troppi sbalzi temporali e ad un certo punto non si capisce più in che anno ci si trova. Mi aspettavo un film un pò simile a "seven" ma purtroppo non è stato così... comunque voto 6,5
voto al film: 
2010-11-23 22:40:34 Opinione di Snaporaz68 su "Zodiac"
HUMAN NATURE Sin dai tempi di Seven, per David Fincher sembrano molto più importanti gli effetti che le cause: in effetti le derive esistenziali dei protagonisti (con crisi matrimoniali e professionali) lievitano spaventosamente fino a provocare un angoscia e un senso di depersonalizzazione più terrificante degli omicidi seriali del maniaco di turno. Il crollo di ogni certezza si accompagna a una totale indecifrabilità della realtà visibile e...
voto al film: 
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