Zodiac - La recensione di FilmTv
Con Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo, Robert Downey jr., Anthony Edwards, Brian Cox, Chloë Sevigny, Elias Koteas
La recensione di FilmTv
Dall'autore di Seven un film, scelto per il concorso a Cannes di questi giorni, riuscito solo a metà
La storia di Zodiac, il serial killer che terrorizzò l'area di San Francisco tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70, pareva fatta apposta per le corde di David Fincher, al meglio con le atmosfere cupe e ostili, con le fisionomie ambigue, con gli agguati silenziosi e gli assalti che restano fuori dallo sguardo della macchina da presa. Alien 3 (più un noir che una space opera) e Seven sono i suoi film migliori e, a proposito di Seven, l'autore aveva citato i delitti di Zodiac, che ricordava dai tempi della sua infanzia a San Francisco. Ed effettivamente la prima parte di Zodiac, costruita sulle azioni del killer, sul girovagare delle pattuglie e dello stesso assassino per le strade della città, su riprese dall'alto che poi piombano giù a picco, sui protagonisti, poliziotti e giornalisti, di un?inchiesta che terminerà anni dopo con un nulla di fatto, è suggestiva ed efficace. La chiusura al nero delle sequenze degli omicidi ci carica di angoscia, e la suspense è hitchcockianamente garantita dalla nostra conoscenza privilegiata di spettatori: noi sappiamo che lo sconosciuto che si avvicina è Zodiac, mentre le future vittime ne sono del tutto inconsapevoli. Purtroppo però, nella seconda parte il film (che Fincher ha tagliato di circa 30 minuti) allenta la presa, l'indagine del disegnatore e crittografo dilettante interpretato da Jake Gyllenhaal è piuttosto fiacca (a parte una scena in una cantina, verso il finale), l'attenzione si sfalda. Fincher ha le sue ipotesi sull'identità di Zodiac, ma un film non è un rapporto della polizia.
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