Nightmare Detective (2006)
Con Ryuhei Matsuda, Hitomi, Masanobu Ando, Shinya Tsukamoto
La trama
Suicidi a catena e un misterioso individuo: una poliziotta indaga.
La detective Keiko Kirishima si imbatte in due enigmatici suicidi. Unica probabile connessione: entrambe le vittime hanno composto il numero "0" sul proprio cellulare poco prima di morire. L'indagine porta alla luce alcune informazioni su un misterioso "nightmare detective", un uomo che si dice capace di entrare nei sogni altrui...
Tsukamoto realizza una sua idea che risale ai tempi di _Tetsuo_, e come al solito non lascia indifferenti: la fotografia è livida, i suoni rimbombano nel silenzio, l'atmosfera è angosciante. La vicenda si avventura nei territori morbosi dell'inconscio, che il visionario regista giapponese conosce come pochi altri.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 24/08/2010 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
[Shinya Tsukamoto, alias "Zero", al telefono con Hitomi]
Alla giovane detective Keiko Kirishima (la semiesordiente Hitomi Furuya, nota semplicemente col nome hitomi, ex-modella e stella del pop nipponico di sconvolgente bellezza) vengono affidate le indagini su due misteriosi e raccapriccianti casi di suicidio, accomunati da un singolare particolare: entrambe le vittime, infatti, prima di morire, avevano chiamato dal loro cellulare il numero zero. La polizia, che sospetta che a quel numero risponda qualcuno in grado di indurre le sue vittime al suicidio, scopre l'esistenza di Kyoichi (Ryûhei Matsuda, figlio d'arte e, nel 1999, giovanissimo protagonista di Tabù - Gohatto di Ôshima), enigmatico detective dell'incubo in grado di penetrare nei sogni delle persone per svelare che cosa ne angoscia l'esistenza, e tenta di coinvolgerlo nell'inchiesta, ma dopo la morte del detective Wakamiya (Masanobu Ando), collega di Keiko, nonostante la presenza di Kyoichi ad indagare nei suoi sogni, sarà proprio la stessa Keiko a sacrificarsi, contattando il fantomatico Zero. La sua resistenza è messa a dura prova dal serial killer, che tenta di minarne la stabilità psichica ("Tutti dobbiamo morire e la Terra continuerà a ruotare indisturbata, ma vuota, disabitata. Continuerà a girare come se niente fosse. Pensa a quanto sarà bello il silenzio. Tanto, prima o poi, tutto dovrà finire, la Terra verrà inghiottita dal Sole ed il Sole arderà fino alla distruzione. L'energia dell'universo non durerà in eterno, per cui che significato ha dimostrare il tuo valore in un mondo simile?"), ma, con l'aiuto di Kyoichi, il mistero verrà dipanato. Presentato in concorso alla prima edizione della veltroniana Festa del Cinema di Roma (e distribuito direttamente in home video senza uscire nelle sale italiane), Nightmare Detective (suggestivo tassello iniziale di una trilogia per ora ferma al secondo capitolo) immerge da subito lo spettatore nelle pulsioni più vitali del cinema del suo autore: cinema di corpi mutilati ("se dovessi scegliere tra cuore e corpo, scelgo sempre il corpo"), squarciati da lame che ne devastano la carne, cinema di esplorazione dell'inconscio, con i fantasmi del passato a tormentare gli incubi del presente, cinema di spazi devastati/compressi dal/nel cemento della metropoli, illuminati da neon scintillanti o abbrutiti nell'oscurità dell'abisso. Tra realtà raggelante (oltre trentamila casi di suicidio in Giappone soltanto nel 2003, tasso di mortalità più elevato tra i paesi industrializzati, l'anno in cui vennero alla ribalta delle cronache i primi casi di suicidi collettivi tramite internet, utilizzato per darsi appuntamento e condividere informazioni sui luoghi e le tecniche migliori) e macabre deviazioni oniriche, Tsukamoto lascia deflagrare l'orrore nel silenzio di atmosfere spettrali ed inquietanti, squarciate da rumori ed urla terrificanti. E, più che nelle efferatezze e nei colpi di mannaia della visionarietà, è proprio questo angosciante crescendo di tensione evocato dagli effetti sonori, contrappuntato visivamente dalla frenesia dei movimenti della macchina da presa e nei tagli serrati del montaggio (curato, come anche la splendida fotografia, le scenografie e la sceneggiatura, dallo stesso Tsukamoto), a scatenare brividi e spaventi. Claustrofobico fin quasi all'insostenibilità, Nightmare Detective, opera tutt'altro che minore nella filmografia del suo autore, indaga ossessivamente sulla follia e il mal de vivre contemporanei scrutando con funeree visioni la violenza insita nella società moderna e le psicologie malate che quella stessa violenza partoriscono ed alimentano.
9 gennaio 2011 Opinione di michel su "Nightmare Detective"
ENERGIE TRA LE CREPE Un terribile trauma infantile ne ha sconvolto le menti. Tutti e due inoltre si sono scoperti la facoltà di entrare nei sogni degli altri uomini. Ovviamente uno è buono e l'altro cattivo, uno cerca di aiutare l'altro uccide. Come in “The call” c'è di mezzo un telefonino mentre la morte in sogno arriva dal “Nightmare” di Craven. Di suo Tsukamoto ci mette lo stile sporco e il dramma di un'umanità ferita che sopravvive in...
voto al film: 
24 agosto 2010 Opinione di FABIO1971 su "Nightmare Detective"
"Tu valuti le tue qualità individuali in base alle conquiste sociali che fai, ma sei così piena di rabbia e sospetti. Ti senti vuota, vorresti qualcosa che ti facesse sentire viva, in questa giungla di materialismo hai perso il piacere primario della vita. Ti stai affievolendo come una fluorescente luce tremula, vorresti sentire te stessa, vorresti distruggere te stessa, vorresti provare l'emozione della paura. Nel profondo della tua mente stai pensando alla morte ed...
voto al film: 
9 agosto 2010 Opinione di OGM su "Nightmare Detective"
La dimensione del sogno, che, normalmente, è lo spazio, riservato ed intangibile, in cui si sfogano le libertà individuali, scorrazzano i desideri e imperversano gli impulsi primordiali, in questa storia diventa, al contrario, una terribile prigione, sede di persecuzioni, torture, condizionamenti psicologici e condanne capitali. Addormentarsi significa consegnare l’inconscio ad una oscura volontà di autodistruzione, che, durante la veglia, è tenuta a bada...
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9 aprile 2008 Opinione di carlos brigante su "Nightmare Detective"
C'è tutto Tsukamoto in quest'opera. C'è "Tetsuo", ma c'è anche "Vital". C'è "Tokyo fist" o "Bullet Ballet", ma c'è anche "Snake of June". C'è la metropli, l'uomo estraniato all'interno di essa, ma in maniera diversa dalle opere del passato. C'è soprattutto la carne con i suoi tagli, le sue lacerazioni che vanno a braccetto con le lacerazioni della profondità della psiche umana. C'è Jekyll e Hyde come punto centrale di ogni uomo, di tutti gli uomini. C'è la morte e la vita, la...
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3 novembre 2007 Opinione di bradipo68 su "Nightmare Detective"
Tsukamoto secondo me è un gran regista,gia'avevo avuto questa percezione con Tetsuo in parte offuscata dal secondo capitolo dell'uomo che diventa metallo.Qui è alle prese con una storia che prende spunto dall'inconscio,dalla visualizzazione di incubi che arrivano ad essere letali,una storia difficile da filmare ma lui vince la scommessa e alla grandissima.Una fotografia plumbea e quasi senza altri colori se non il grigio fa da contraltare al grigiore disperato dei personaggi,anche il rosso...
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1 giugno 2007 Opinione di jeffwine su "Nightmare Detective"
Thriller paranormale senz'altro ben diretto e interpretato da Shinya Tsukamoto,però in mezzo a tutti quegli squartamenti e corpi sanguinolenti,non è che ci sia molto di nuovo. Voto 6
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