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La città proibita (2006)

[Man cheng jin dai huang jin jia, Hong Kong, Cina 2006, Drammatico, durata 111']   Regia di Zhang Yimou
Con Chow Yun-fat, Gong Li, Chou Jay, Liu Ye



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La città proibita: assente
Ritmo ritmo in La città proibita: presente
Impegno impegno in La città proibita: presente
Tensione tensione in La città proibita: forte
Erotismo erotismo in La città proibita: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La città proibita

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La città proibita (voti: 84 media: 3,54) 84

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La trama

Intrighi e cospirazioni alla sfarzosa corte del celeste impero.

Cina, X secolo, tarda dinastia Tang: l'imperatore Ping fa ritorno a corte per le festività, ma i rapporti con i figli Jai, Yu e Wan e con l'imperatrice sono freddi. Verranno presto a galla terribili segreti mentre un complotto politico prende forma. 

Solo in apparenza sulla scia di _Hero_ e _La foresta dei pugnali volanti_, il terzo wuxia di Zhang è in realtà l'adattamento di un dramma sul disfacimento dei rapporti famigliari dell'ibseniano Cao Yu, uno dei maggiori autori cinesi degli anni '30. Lo sfavillante côté scenografico, le impressionanti scene di massa e le coreografie degli scontri non schiacciano la robusta tragedia.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Pier Maria Bocchi - FilmTV n. 22/2007

Zhang Yimou, con meno arti marziali e più melodramma, ritrova una grande Gong Li

Non è affatto uguale a Hero e La foresta dei pugnali volanti, La città proibita. Zhang Yimou torna apparentemente sui territori che gli appartengono poco, quelli del wuxia, ma stavolta gli interessano di più il (melo)dramma di Palazzo e gli intrighi familiari, e il film ne guadagna. Niente apologie new age dell'estetica del genere, dunque, né la solita celebrazione implicita del potere (al fine di evitare noie con la censura cinese). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 08/04/2011 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Zhang Yimou è ancora alla ricerca del suo equilibrio, trovare il film che metta d’accordo la sua vena intimista e introspettiva con l’azione spettacolare e l’effetto prettamente estetico. Forse il film che più si avvicina a questa difficile mediazione è La Foresta dei Pugnali Volanti. La Città Proibita è sicuramente un film di contrasti, non di compattazione e mediazione. Contrasto tra il contenente e il contenuto, tra riflessi giallo oro e indaco del palazzo imperiale e figure oscure e misteriose che si aggirano tra le stanze, tra le stupende scene di massa in esterno (la battaglia finale fa giustamente pensare al grande Kurosawa) e i piccoli rancorosi inferni (interni) familiari attorno ad un tavolo.
Queste contraddizioni si riflettono anche nei personaggi: l’Imperatore tradito cova una vendetta che si compie con un avvelenamento quotidiano (ma stare insieme a una persona che non si ama più non è forse morire un poco ogni giorno?), l’Imperatrice giace pericolosamente con il figlio adottivo e silenziosamente ricama il crisantemo dell’insubordinazione golpista, i tre figli si dividono tra padre e madre ma non colmeranno mai il bisogno d’affetto insoddisfatto da due genitori aridi. La mdp prima viaggia dentro i labirinti di passioni del palazzo fermandosi dietro le tendine trasparenti di segreti sussurrati e imbalsamati, poi si lancia a velocità vertiginosa sui campi di battaglia insanguinati ondeggiando e zigzagando nell’imitare traiettorie balistiche impossibili. Ai duelli resi più problematici da armature pesantissime e da problemi gravitazionali (stavolta ci sono meno voli pindarici e più funi), Zhang Yimou rivive la sua antica passione insistendo sui primi piani dell’amata Gong Li, fremente, accidiosa, al limite del collasso nervoso, in perenne implosione psichica. Mentre restiamo a bocca spalancata per il trionfo dell’immagine caleidoscopica e colorata, non possiamo però fare a meno di pensare che nel corso della narrazione Zhang Yimou perda un po’ il filo della coerenza e delle motivazioni narrative, annegando i personaggi di contorno (i tre figli, la famiglia del medico di coorte) nel bagno di sangue di improbabili reazioni a catena da tragedia shakespeariana.
L’istituto familiare crolla miseramente di fronte all’avidità di potere e alle perversioni incestuose, le colpe dei padri (e delle madri) ricadono sui figli: i crisantemi si colorano di rosso ematico e la tragedia individuale diventa omicidio di massa. Yimou non è De Palma e nemmeno Lynch che si permettono di assassinare un genere con la semplice messa in scena del loro talento visionario. E’ vero che il cinema è soprattutto visione ma allora si dovrebbe avere più coraggio e rischiare l’impopolarità perseguendo altre strade. Invece la strizzatina d’occhio alle sirene hollywooddiane fa navigare il film a mezz’aria (senza robuste funi che lo possano sostenere) tra slanci autoriali ed effettori speciali, tra silenzi eloquenti e scintille di spade, risultando un Rimedio dal retrogusto amaro che rende purtroppo impossibile la quadratura del cerchio. Nonostante questi limiti, il film è comunque abbondantemente sopra la media della normale produzione cinematografica di questo periodo. Però da Zhang Yimou pretendiamo di più (fa anche rima).
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SI

Opinioni su La città proibita


26 aprile 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "La città proibita"
giorgiobarbarotta

Quando vidi per la prima volta al cinema La Città Proibita rimasi perplesso: reduce dai precedenti Hero e La Foresta Dei Pugnali Volanti, dove l'epica e la poesia la facevano da padrone, uscii di sala a fine proiezione stomacato dai colori saturi e oppresso da un senso del tragico più greco o shakespeariano che cinese. Qualche giorno fa mi è capitato di imbattermi nuovamente in questo film, e di averlo riguardato con occhi diversi, forse curioso di confrontarmi con quanto vissuto in prima...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto buono a La città proibita (2006)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

20 aprile 2012 Opinione di Enrique su "La città proibita"
Enrique

Sull’onda lunga dei successi precedenti, Zhang Yimou si confronta nuovamente con un genere (wuxia) che lo ha reso famoso anche in Occidente. Questa volta però l’estetica delle forme (si pensi allo sfacciato sfarzo dei costumi, nonché alle suggestive scenografie, entrambi immersi in un’ esasperata - ma affascinante - fantasmagoria di colori) è messa al servizio di una trama poco solida, tutta incentrata sugli sviluppi - poco coinvolgenti - di alcuni ignobili intrighi di palazzo....

voto al film: Enrique assegna il voto sufficiente a La città proibita (2006)



18 aprile 2012 Opinione di ottobyte su "La città proibita"
ottobyte

Buono o di più nella storia e nei drammi dei personaggi, fasullo nelle scene di guerra o di massa al computer.

voto al film: ottobyte assegna il voto sufficiente a La città proibita (2006)


16 aprile 2012 Opinione di bianic su "La città proibita"
bianic

visto mentre stiravo, è una ottima pellicola da guardare mentre si fa altro...

voto al film: bianic assegna il voto pessimo a La città proibita (2006)



6 febbraio 2012 Opinione di luca826 su "La città proibita"
luca826

VOTO 7+ INELUTTABILE (Tv 5 Febbraio 2012) Classica tragedia celata nei corridoi di un palazzo reale (la Città Proibita in questo caso), dove potere, ambizione, passioni e amori scaldano gli animi e conducono inesorabilmente alla fine. Yimou ha il suo "Ran" e forza tutti gli elementi della rappresentazione cinematografica per arrivarci, rischiando la maniera e lo stucchevole. Però dietro alla magniloquente freddezza della messinscena, le emozioni colpiscono al cuore, perchè il melodramma...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a La città proibita (2006)

nessun commento
[utile per 7 utenti]

10 aprile 2011 Opinione di Utente rimosso (Snake Plissken) su "La città proibita"
Utente rimosso (Snake Plissken)

Trama curata, costumi sfarzosi, relazioni complesse e proibite per un film cinese ma al contempo Holliwoodiano (con 4500000 $ il film più costoso prodotto in Cina).  Le scene di combattimento, soprattutto quella finale, sono molto suggestive; peccato soltanto la fine che fa l'armata dei ferrero rocher :-)

voto al film: Utente rimosso (Snake Plissken) assegna il voto buono a La città proibita (2006)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


8 aprile 2011 Opinione di Snaporaz68 su "La città proibita"
Snaporaz68

Zhang Yimou è ancora alla ricerca del suo equilibrio, trovare il film che metta d’accordo la sua vena intimista e introspettiva con l’azione spettacolare e l’effetto prettamente estetico. Forse il film che più si avvicina a questa difficile mediazione è La Foresta dei Pugnali Volanti. La Città Proibita è sicuramente un film di contrasti, non di compattazione e mediazione. Contrasto tra il contenente e il contenuto, tra riflessi giallo oro...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto sufficiente a La città proibita (2006)

1 commento
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10 marzo 2011 Opinione di slim spaccabecco su "La città proibita"
slim spaccabecco

Questo film non aggiunge niente a quelli già visti. Sono apprezzabili e impegnativi dal punto di vista organizzativo e stilistico, ma niente di più. 

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto mediocre a La città proibita (2006)



9 gennaio 2011 Opinione di PP su "La città proibita"
PP

Voto 7. [04.01.2011]

voto al film: PP assegna il voto buono a La città proibita (2006)


20 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "La città proibita"
chribio1

ricordo di aver visto "Hero" e non mi piacque x niente,ho visto "La foresta dei pugnali volanti" e mi e' sembrato meglio,questo qua invece mi ha fatto tornare in mente lo stesso "Hero" nel quale ci sono sempre i soliti combattimenti,un po' di storia d'amore e altro...qua invece troviamo anche dei sfarzosi e molto bei templi.voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a La città proibita (2006)




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