La città proibita (2006)
Con Chow Yun-fat, Gong Li, Chou Jay, Liu Ye
La trama
Intrighi e cospirazioni alla sfarzosa corte del celeste impero.
Cina, X secolo, tarda dinastia Tang: l'imperatore Ping fa ritorno a corte per le festività, ma i rapporti con i figli Jai, Yu e Wan e con l'imperatrice sono freddi. Verranno presto a galla terribili segreti mentre un complotto politico prende forma.
Solo in apparenza sulla scia di _Hero_ e _La foresta dei pugnali volanti_, il terzo wuxia di Zhang è in realtà l'adattamento di un dramma sul disfacimento dei rapporti famigliari dell'ibseniano Cao Yu, uno dei maggiori autori cinesi degli anni '30. Lo sfavillante côté scenografico, le impressionanti scene di massa e le coreografie degli scontri non schiacciano la robusta tragedia.
La recensione di FilmTv
Di Pier Maria Bocchi - FilmTV n. 22/2007
Zhang Yimou, con meno arti marziali e più melodramma, ritrova una grande Gong Li
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 08/04/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Queste contraddizioni si riflettono anche nei personaggi: l’Imperatore tradito cova una vendetta che si compie con un avvelenamento quotidiano (ma stare insieme a una persona che non si ama più non è forse morire un poco ogni giorno?), l’Imperatrice giace pericolosamente con il figlio adottivo e silenziosamente ricama il crisantemo dell’insubordinazione golpista, i tre figli si dividono tra padre e madre ma non colmeranno mai il bisogno d’affetto insoddisfatto da due genitori aridi. La mdp prima viaggia dentro i labirinti di passioni del palazzo fermandosi dietro le tendine trasparenti di segreti sussurrati e imbalsamati, poi si lancia a velocità vertiginosa sui campi di battaglia insanguinati ondeggiando e zigzagando nell’imitare traiettorie balistiche impossibili. Ai duelli resi più problematici da armature pesantissime e da problemi gravitazionali (stavolta ci sono meno voli pindarici e più funi), Zhang Yimou rivive la sua antica passione insistendo sui primi piani dell’amata Gong Li, fremente, accidiosa, al limite del collasso nervoso, in perenne implosione psichica. Mentre restiamo a bocca spalancata per il trionfo dell’immagine caleidoscopica e colorata, non possiamo però fare a meno di pensare che nel corso della narrazione Zhang Yimou perda un po’ il filo della coerenza e delle motivazioni narrative, annegando i personaggi di contorno (i tre figli, la famiglia del medico di coorte) nel bagno di sangue di improbabili reazioni a catena da tragedia shakespeariana.
L’istituto familiare crolla miseramente di fronte all’avidità di potere e alle perversioni incestuose, le colpe dei padri (e delle madri) ricadono sui figli: i crisantemi si colorano di rosso ematico e la tragedia individuale diventa omicidio di massa. Yimou non è De Palma e nemmeno Lynch che si permettono di assassinare un genere con la semplice messa in scena del loro talento visionario. E’ vero che il cinema è soprattutto visione ma allora si dovrebbe avere più coraggio e rischiare l’impopolarità perseguendo altre strade. Invece la strizzatina d’occhio alle sirene hollywooddiane fa navigare il film a mezz’aria (senza robuste funi che lo possano sostenere) tra slanci autoriali ed effettori speciali, tra silenzi eloquenti e scintille di spade, risultando un Rimedio dal retrogusto amaro che rende purtroppo impossibile la quadratura del cerchio. Nonostante questi limiti, il film è comunque abbondantemente sopra la media della normale produzione cinematografica di questo periodo. Però da Zhang Yimou pretendiamo di più (fa anche rima).
- negative [8]
- sufficienti [11]
- positive [30]
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26 aprile 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "La città proibita"
Quando vidi per la prima volta al cinema La Città Proibita rimasi perplesso: reduce dai precedenti Hero e La Foresta Dei Pugnali Volanti, dove l'epica e la poesia la facevano da padrone, uscii di sala a fine proiezione stomacato dai colori saturi e oppresso da un senso del tragico più greco o shakespeariano che cinese. Qualche giorno fa mi è capitato di imbattermi nuovamente in questo film, e di averlo riguardato con occhi diversi, forse curioso di confrontarmi con quanto vissuto in prima...
voto al film: 
20 aprile 2012 Opinione di Enrique su "La città proibita"
Sull’onda lunga dei successi precedenti, Zhang Yimou si confronta nuovamente con un genere (wuxia) che lo ha reso famoso anche in Occidente. Questa volta però l’estetica delle forme (si pensi allo sfacciato sfarzo dei costumi, nonché alle suggestive scenografie, entrambi immersi in un’ esasperata - ma affascinante - fantasmagoria di colori) è messa al servizio di una trama poco solida, tutta incentrata sugli sviluppi - poco coinvolgenti - di alcuni ignobili intrighi di palazzo....
voto al film: 
18 aprile 2012 Opinione di ottobyte su "La città proibita"
Buono o di più nella storia e nei drammi dei personaggi, fasullo nelle scene di guerra o di massa al computer.
voto al film: 
16 aprile 2012 Opinione di bianic su "La città proibita"
visto mentre stiravo, è una ottima pellicola da guardare mentre si fa altro...
voto al film: 
6 febbraio 2012 Opinione di luca826 su "La città proibita"
VOTO 7+ INELUTTABILE (Tv 5 Febbraio 2012) Classica tragedia celata nei corridoi di un palazzo reale (la Città Proibita in questo caso), dove potere, ambizione, passioni e amori scaldano gli animi e conducono inesorabilmente alla fine. Yimou ha il suo "Ran" e forza tutti gli elementi della rappresentazione cinematografica per arrivarci, rischiando la maniera e lo stucchevole. Però dietro alla magniloquente freddezza della messinscena, le emozioni colpiscono al cuore, perchè il melodramma...
voto al film: 
10 aprile 2011 Opinione di Utente rimosso (Snake Plissken) su "La città proibita"
Trama curata, costumi sfarzosi, relazioni complesse e proibite per un film cinese ma al contempo Holliwoodiano (con 4500000 $ il film più costoso prodotto in Cina). Le scene di combattimento, soprattutto quella finale, sono molto suggestive; peccato soltanto la fine che fa l'armata dei ferrero rocher :-)
voto al film: 
8 aprile 2011 Opinione di Snaporaz68 su "La città proibita"
Zhang Yimou è ancora alla ricerca del suo equilibrio, trovare il film che metta d’accordo la sua vena intimista e introspettiva con l’azione spettacolare e l’effetto prettamente estetico. Forse il film che più si avvicina a questa difficile mediazione è La Foresta dei Pugnali Volanti. La Città Proibita è sicuramente un film di contrasti, non di compattazione e mediazione. Contrasto tra il contenente e il contenuto, tra riflessi giallo oro...
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10 marzo 2011 Opinione di slim spaccabecco su "La città proibita"
Questo film non aggiunge niente a quelli già visti. Sono apprezzabili e impegnativi dal punto di vista organizzativo e stilistico, ma niente di più.
voto al film: 
20 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "La città proibita"
ricordo di aver visto "Hero" e non mi piacque x niente,ho visto "La foresta dei pugnali volanti" e mi e' sembrato meglio,questo qua invece mi ha fatto tornare in mente lo stesso "Hero" nel quale ci sono sempre i soliti combattimenti,un po' di storia d'amore e altro...qua invece troviamo anche dei sfarzosi e molto bei templi.voto.4.
voto al film: 
- negative [8]
- sufficienti [11]
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