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L'uomo di Londra (2007)

[The Man from London, Ungheria 2007, Drammatico, durata 132']   Regia di Béla Tarr
Con Tilda Swinton, Miroslav Krobot, Volker Spengler



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'uomo di Londra: assente
Ritmo ritmo in L'uomo di Londra: forte
Impegno impegno in L'uomo di Londra: assente
Tensione tensione in L'uomo di Londra: molto forte
Erotismo erotismo in L'uomo di Londra: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'uomo di Londra

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'uomo di Londra (voti: 17 media: 3,82) 17

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La trama

Una notte, Maloin, lo scambista di una ferrovia portuale, assiste non visto a un omicidio e recupera una borsa piena di soldi. Così comincia il suo incubo. 

L'opinione più votata

Di ed wood scritta il 20/02/2012 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

Bela Tarr, uno dei maggiori registi viventi (ahimè ritiratosi lo scorso anno), compie una memorabile incursione nel noir. Lontano dalle desolate lande magiare, affronta una sceneggiatura palesemente stereotipata, nonostante la nobile fonte (Simenon), e realizza quello che si dice "un film di regia". Nell'esporre, con tutta la calma meticolosa tipica del suo cinema, la più classica del trame "nere" (vita miserabile, occasione di riscatto, violazione della legge, senso di colpa, resa dei conti con un destino ineluttabile), l'ungherese compone piani-sequenza che brillano di luce propria, capaci come sono di creare forme dalla realtà, di ricavare senso ed emozioni da volti e luoghi, di sviscerare tridimensionalmente corpi ed ambienti, di rendere la tragicità della condizione umana in un Tempo che è già scolpito e che la mdp si limita a ripassare: in questo film, così geometrico e concentrico rispetto ad altri, più rapsodici ed asimmetrici, dello stesso autore, una cinepresa onniscente conosce in partenza ogni movimento dei personaggi, come ogni cambio di illuminazione, anticipa ogni mossa in modo da incontrare al posto giusto nel momento giusto il soggetto dell'inquadratura. Siamo agli antipodi del cinema "casuale" della scuola rosselliniana, così influente ancora oggi. Credo che nessun altro regista sia mai riuscito a rendere, con il solo espediente formale, la sostanza di un fato che ha già preparato ogni dettaglio per rendere i personaggi delle mere, impotenti marionette. Nel cinema di Tarr, anche in questa variante sui generis, si affacciano i nobili modelli di Murnau (per l'uso dello spazio in profondità di campo, per i complessi movimenti di macchina, per le ascendenze espressioniste), Bresson (per l'esistenzialismo di fondo, la laconicità dello sguardo, la trasparenza con cui viene svelato l'invisibile potere corruttore del denaro), Antonioni (per quei piani-sequenza impossibili, come anelli di Moebius, sul vuoto che ci circonda e sul disperato bisogno di riempirlo). Obbligati, automatici, i riferimenti estetici al naturalismo francese (o realismo poetico) degli anni 30, così come risultano evidenti alcune chiare auto-citazioni (il carrello in avanti lungo un viale a pedinare di spalle un personaggio; la figlia adolescente sottomessa; la vecchia megera al bar, con fisarmoniche ossessive e pantomime demenziali). Manca, e non deve sorprendere, Tarkovskij, considerato un modello per tutto il cinema moderno dell'Europa orientale. Ma come detto in precedenza, non c'è nessun "Tempo da scolpire" nell'universo poetico di Bela Tarr, almeno in quest'opera: è tutto già definito, tutto levigato, è una scultura liscia, traslucida, che si può accarezzare quanto si vuole, senza alcuna possibilità di modificarla. Al termine di questo film, resta solo un quesito aperto: chi ha recitato meglio la sua parte, Istvan Lenart o Tilda Swinton?
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SI

Opinioni su L'uomo di Londra


8 aprile 2012 Opinione di PP su "L'uomo di Londra"
PP

Voto 6. [07.04.2012]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a L'uomo di Londra (2007)


5 aprile 2012 Opinione di urios su "L'uomo di Londra"
urios

cosa ne penserebbe Simenon, autore dell'omonimo romanzo? All'inizio c'è la fedeltà a una tensione che riconosco nel testo, ma poi le azioni di Tarr divengono rarefatte, sospese, assenti.

voto al film: urios assegna il voto sufficiente a L'uomo di Londra (2007)



20 febbraio 2012 Opinione di ed wood su "L'uomo di Londra"
ed wood

Bela Tarr, uno dei maggiori registi viventi (ahimè ritiratosi lo scorso anno), compie una memorabile incursione nel noir. Lontano dalle desolate lande magiare, affronta una sceneggiatura palesemente stereotipata, nonostante la nobile fonte (Simenon), e realizza quello che si dice "un film di regia". Nell'esporre, con tutta la calma meticolosa tipica del suo cinema, la più classica del trame "nere" (vita miserabile, occasione di riscatto, violazione della legge, senso di colpa, resa dei...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a L'uomo di Londra (2007)

nessun commento
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9 gennaio 2012 Opinione di sasso67 su "L'uomo di Londra"
sasso67

«Il cinema è la vita con le parti noiose tagliate» è una frase erroneamente attribuita a Hitchcock (erroneamente perché il regista inglese non disse «cinema», ma usò l'espressione «drama», cioè dramma, teatro, nel senso di invenzione scenica). Comunque essa sia, non c'è niente di più lontano dal concetto che essa esprime del cinema di Béla Tarr, capace di mostrare in piano sequenza e in tempo reale un uomo seduto che si toglie lentamente scarpe, calzini e pantaloni e poi, una...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a The Man from London (2007)

1 commento
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19 dicembre 2011 Opinione di alan smithee su "L'uomo di Londra"
alan smithee

La macchina da presa di Bela Tarr ti prende alle spalle. Ti segue silenziosa, ti pedina da distante, segue gli angoli aguzzi degli scafi dei mercantili, resi ancor piu' taglienti da un chiaro-scuro a carboncino che la splendida fotografia in bianco e nero mette in risalto per avvicinarsi sempre di piu' fino a scoprire il volto del protagonista, che fino a quando non ci viene svelato ce lo immaginiamo con lineamenti arrotondati e porcini dell'Orson Welles de "Il terzo uomo": e tutto sommato...

voto al film: alan smithee assegna il voto ottimo a The Man from London (2007)

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6 dicembre 2010 Opinione di OGM su "L'uomo di Londra"
OGM

Una lentezza tesa, e a suo modo avvincente, avvolge questo film che, tecnicamente, è la sintesi di tutti gli elementi tipici del cinema di Béla Tarr, a cominciare dai movimenti ritmici ed i suoni regolari che li accompagnano, come per scandire, in sottofondo, il trascorrere monotono ed  indifferente del tempo. La regia è, ancora una volta, parzialmente votata all’invisibilità, con quelle inquadrature in cui l’obiettivo è fermo e puntato...

voto al film: OGM assegna il voto buono a The Man from London (2007)

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5 dicembre 2007 Opinione di ty su "L'uomo di Londra"
ty

Il film più bello, tra i nuovi, del 25 Torino Film Festival

voto al film: ty assegna il voto buono a The Man from London (2007)



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