L'uomo di Londra (2007)
Con Tilda Swinton, Miroslav Krobot, Volker Spengler
La trama
Una notte, Maloin, lo scambista di una ferrovia portuale, assiste non visto a un omicidio e recupera una borsa piena di soldi. Così comincia il suo incubo.
L'opinione più votata
Di ed wood scritta il 20/02/2012 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
5 aprile 2012 Opinione di urios su "L'uomo di Londra"
cosa ne penserebbe Simenon, autore dell'omonimo romanzo? All'inizio c'è la fedeltà a una tensione che riconosco nel testo, ma poi le azioni di Tarr divengono rarefatte, sospese, assenti.
voto al film: 
20 febbraio 2012 Opinione di ed wood su "L'uomo di Londra"
Bela Tarr, uno dei maggiori registi viventi (ahimè ritiratosi lo scorso anno), compie una memorabile incursione nel noir. Lontano dalle desolate lande magiare, affronta una sceneggiatura palesemente stereotipata, nonostante la nobile fonte (Simenon), e realizza quello che si dice "un film di regia". Nell'esporre, con tutta la calma meticolosa tipica del suo cinema, la più classica del trame "nere" (vita miserabile, occasione di riscatto, violazione della legge, senso di colpa, resa dei...
voto al film: 
9 gennaio 2012 Opinione di sasso67 su "L'uomo di Londra"
«Il cinema è la vita con le parti noiose tagliate» è una frase erroneamente attribuita a Hitchcock (erroneamente perché il regista inglese non disse «cinema», ma usò l'espressione «drama», cioè dramma, teatro, nel senso di invenzione scenica). Comunque essa sia, non c'è niente di più lontano dal concetto che essa esprime del cinema di Béla Tarr, capace di mostrare in piano sequenza e in tempo reale un uomo seduto che si toglie lentamente scarpe, calzini e pantaloni e poi, una...
voto al film: 
19 dicembre 2011 Opinione di alan smithee su "L'uomo di Londra"
La macchina da presa di Bela Tarr ti prende alle spalle. Ti segue silenziosa, ti pedina da distante, segue gli angoli aguzzi degli scafi dei mercantili, resi ancor piu' taglienti da un chiaro-scuro a carboncino che la splendida fotografia in bianco e nero mette in risalto per avvicinarsi sempre di piu' fino a scoprire il volto del protagonista, che fino a quando non ci viene svelato ce lo immaginiamo con lineamenti arrotondati e porcini dell'Orson Welles de "Il terzo uomo": e tutto sommato...
voto al film: 
6 dicembre 2010 Opinione di OGM su "L'uomo di Londra"
Una lentezza tesa, e a suo modo avvincente, avvolge questo film che, tecnicamente, è la sintesi di tutti gli elementi tipici del cinema di Béla Tarr, a cominciare dai movimenti ritmici ed i suoni regolari che li accompagnano, come per scandire, in sottofondo, il trascorrere monotono ed indifferente del tempo. La regia è, ancora una volta, parzialmente votata all’invisibilità, con quelle inquadrature in cui l’obiettivo è fermo e puntato...
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5 dicembre 2007 Opinione di ty su "L'uomo di Londra"
Il film più bello, tra i nuovi, del 25 Torino Film Festival
voto al film: 























