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Soffio (2007)

[Soom, Corea del Sud 2007, Drammatico, durata 84']   Regia di Kim Ki-duk
Con Chang Chen, Ha Jeong-woo, Park Ji-ah



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Soffio: assente
Ritmo ritmo in Soffio: presente
Impegno impegno in Soffio: forte
Tensione tensione in Soffio: minimo
Erotismo erotismo in Soffio: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Soffio

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Soffio (voti: 51 media: 3,20) 51

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La trama

Una donna sposata si innamora di un condannato a morte e comincia ad andarlo a trovare, mentre scorrono le stagioni. Ma un giorno, il marito di lei cerca di separarli. 

Il cantore della nuova incomunicabilità si chiama Kim Ki-duk e viene dalla Corea del sud. Un'altra variazione sul tema dell'impossibilità di essere normali, sulla fatica di interagire col mondo, sulla sofferenza, sul masochismo atavico dell'uomo, sull'amore come forma alta di emancipazione. Quasi un sequel di Ferro 3 - La casa vuota, dove la leggerezza del tocco conosce le inesorabili leggi della vita.

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La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 36/2007

Un'altra opera straordinaria del nuovo cantore dell'incomunicabilità. Quasi un sequel di Ferro 3

Il cantore della nuova incomunicabilità si chiama Kim Ki-duk e viene dalla Corea del sud. Ha girato quattordici lungometraggi in poco più di dieci anni, tutti film che partono da profonde lacerazioni. Quasi muti, si affidano alle immagini, crude e realistiche ma anche magiche e oniriche. In un afflato poetico che, finora, ha evitato accuratamente la retorica. Le sue opere sono variazioni sul tema dell'impossibilità di essere normali, sulla fatica di interagire col mondo, sulla sofferenza, sul masochismo atavico dell'uomo, sull'amore come forma alta di emancipazione. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 06/09/2011 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto sufficiente

La visione di Soffio mi ha lasciato talmente perplesso che per riuscire a elaborare quanto visto ho dovuto subito rivederlo un'altra volta.
Dopo la caduta rovinosa di Time, Kim Ki Duk sapeva che non poteva sbagliare di nuovo.E , a mio modesto parere , ha deciso di non rischiare.
Ha guardato al suo passato glorioso e poetico, alla scansione stagionale  di uno dei suoi titoli più noti( Primavera,estate, autunno, inverno...e ancora primavera) e alla sospensione della verosimiglianza che aveva fatto dello splendido Ferro 3- La casa vuota, uno dei gioielli più preziosi della sua filmografia.
Non sappiamo il perchè una donna tradita e umiliata da un marito fedifrago si riesca a innamorare di un condannato a morte maniaco suicida, come le venga permesso di visitarlo così facilmente in modo da far nascere una passione incoercibile, è veramente surreale che la storia ci venga raccontata attraverso la mediazione delle telecamere a circuito chiuso del carcere che vengono dirette dal direttore esattamente come farebbe un regista cinematografico.
E a chi viene affidata la parte del direttore del carcere che vediamo solo riflessa sullo schermo?
A Kim Ki Duk stesso.
Perchè questo? Un delirio narcisista? Un overdose di autoreferenzialità?
E'indubbio che Soffio contenga delle pagine assai suggestive: le visite alla prigione alimentano il crescendo dell'attrazione e della passione, la casa in cui vive la donna, col suo arredamento geometrico e spigoloso è allo stesso tempo il mausoleo di un amore forse irrimediabilmente  perduto e un ambiente claustrofobico come può essere la squallida prigione in cui è rinchiuso il condannato, da esplorare anche il rapporto che ha costui con uno dei suoi compagni di cella, omosessuale, che vive una sorta di competizione con la donna allorchè comprende la relazione tra i due che sta nascendo e crescendo col tempo.
E poi i simboli di cui il film è disseminato:i pupazzi di neve che formano una famigliola che si scioglie al sole, la fotografia, la scultura che viene distrutta dalla sua creatrice, i capelli presi come feticcio.
Il cinema del maestro coreano si dimostra ancora una volta molto potente dal punto di vista visivo, eversivo per come riesce a narrare un sentimento impossibile quasi con noncuranza, radicale per come rifiuta la linearità e la verosimiglianza del racconto.
E'evidente che il cinema di Kim Ki Duk preferisca affidarsi a simboli e a immagini, alle musiche, ai suoni, addirittura ai rumori  più che alle parole inadeguate col loro senso compiuto a racchiudere l'emozione e le sensazioni che scaturiscono da questo afflato di vita che la donna vuol vivere e vuol togliere al condannato.
Soffio è un film complesso, ermetico nelle sue simbologie, ma di grande fascino.
Sarebbe stato un capolavoro se negli occhi non avessimo già il precedente cinema di Kim Ki Duk( che qui tende all'autocitazione, colpevolmente) e se non si avvertisse quel senso di autoreferenzialità mascherato da metacinematografia.
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SI

Opinioni su Soffio


6 settembre 2011 Opinione di bradipo68 su "Soffio"
bradipo68

La visione di Soffio mi ha lasciato talmente perplesso che per riuscire a elaborare quanto visto ho dovuto subito rivederlo un'altra volta. Dopo la caduta rovinosa di Time, Kim Ki Duk sapeva che non poteva sbagliare di nuovo.E , a mio modesto parere , ha deciso di non rischiare. Ha guardato al suo passato glorioso e poetico, alla scansione stagionale  di uno dei suoi titoli più noti( Primavera,estate, autunno, inverno...e ancora primavera) e alla sospensione della verosimiglianza...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Soffio (2007)

nessun commento
[utile per 15 utenti]

22 novembre 2010 Opinione di sasso67 su "Soffio"
sasso67

Primavera, estate, autunno, inverno nel braccio della morte. Dove una giovane moglie porta un po' d'amore a un condannato. Ritengo che Kim Ki-duk sia un autore tuttora da seguire, anche quando, come in questo caso, non realizza una delle sue opere migliori. Forse il regista coreano, negli ultimi anni, ha fatto troppi film, non tutti riusciti alla stessa maniera. Ha degli estimatori, ma secondo me il meglio di Kim risiede altrove.

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Soffio (2007)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


17 maggio 2010 Opinione di tobanis su "Soffio"
tobanis

Breve film d’essai coreano, che pone molte domande e dà pochissime risposte. Narra di una famigliola, lui tradisce lei, lei, amorfa, ritrova la vita appassionandosi alla storia di un condannato a morte, che andrà a trovare regolarmente, per un periodo, finendo addirittura per farci all’amore. Ciò scatenerà varie conseguenze, non ultima la ritrovata pace familiare, alla fine. Alla regia Kim Ki Duk, regista che mi piace, ma che sicuramente non per tutti,...

voto al film: tobanis assegna il voto buono a Soffio (2007)


12 aprile 2010 Opinione di ed wood su "Soffio"
ed wood

Bellissimo film di Kim Ki-Duk che si riallaccia brillantemente all'altrettanto affascinante "Ferro 3", di cui ripercorre temi e modi con fervida ispirazione. Colpisce soprattutto l'eleganza e la trasparenza con cui il regista coreano governa la struttura a spirale della narrazione, fondata sulla ripetizione di pattern narrativi con graduali variazioni, come nella miglior musica minimalista (Steve Reich). Privilegiando il gesto senza mortificare la parola, ricorrendo al simbolismo...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Soffio (2007)

nessun commento
[utile per 6 utenti]


10 aprile 2010 Opinione di slim spaccabecco su "Soffio"
slim spaccabecco

La forza delle immagini prende corpo in questo film. Autore sicuramente di spicco della cinematografia orientale. 

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto sufficiente a Soffio (2007)


25 marzo 2010 Opinione di red grave su "Soffio"
red grave

titolo e foto di locandina non potevano essere più pregnanti, anche se preferisco 'breath': alcune note del regista sugli extra parlano appunto del respiro, non è sufficiente respirare per sentirsi vivi, non serve essere rinchiusi nel braccio della morte per sentirsi non-vivi. orgasmo e morte si fondono nell'amplesso perfetti.

voto al film: red grave assegna il voto buono a Soffio (2007)

1 commento
[utile per 1 utenti]


8 marzo 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Soffio"
Mathiasparrow

Kim Ki-duk è (stato?) un poeta, sebbene non tutti i componimenti gli siano riusciti in ogni sillaba. In Soffio si sente pulsare una vena artistica ancora vitale, ma le immagini tradiscono una sorta di  stanchezza: senso di ripetitività crescente, unito ad una ricerca fin troppo forzata di simbolismi a cui è affidato il pensiero dell’autore, evidenziano un’artificiosità che a tratti stona e annulla l’atmosfera avvolgente attraverso cui...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto sufficiente a Soffio (2007)

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14 novembre 2009 Opinione di rebis su "Soffio"
rebis

Kim Ki-Duk è la più grossa delusione cinematografia data dall’Oriente negli ultimi anni (l’altra speriamo non debba essere Wong Kar-Wai…): se Ferro 3 era già il canto del cigno (e non se n’era accorto nessuno) e La Samaritana la sepoltura prematura (ridondante e pacchiana), allora Soffio è solo un rantolo penoso. Ormai schiavo di personaggi incapaci di agire narrativamente ma solo in maniera simbolica, Ki-Duk è approdato ad una...

voto al film: rebis assegna il voto mediocre a Soffio (2007)

3 commenti
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5 novembre 2009 Opinione di OGM su "Soffio"
OGM

Il risvolto romantico dell'approssimarsi della morte è la speranza in una possibile rinascita: un risorgere nei tratti essenziali della natura universale, che non conosce i tempi artificiali della società umana, ma solo i movimenti planetari ed il ciclo delle stagioni. E' in questi principi intramontabili che risiede la bellezza della vita; si trova lì quel fondo di ricchezza inestimabile che, negli istanti estremi, vorremmo chiudere in un forziere, come tesoro per...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Soffio (2007)

1 commento
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1 novembre 2009 Opinione di chribio1 su "Soffio"
chribio1

vabbe' che la trama e' abbastanza particolare visto il tema affrontato ma tutto il film risulta assai pesante da vedersi.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Soffio (2007)




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