Poison (1991)
Con Edith Meeks, Millie White, Buck Smith, Anne Giotta
La trama
Tre episodi: _Hero_ è l'inchiesta su un ragazzino molto delicato che uccide il padre e scompare, volando dalla finestra; in _Horror_ uno scienziato condensa il desiderio sessuale in un siero che inietta su se stesso, diventando un mutante contagioso; _Homo_, infine, racconta di un ladro in carcere che s'innamora in modo ossessivo di un detenuto, già incontrato in riformatorio.
L'esordio nel lungometraggio di Todd Haynes, futuro regista di _Lontano dal paradiso_ e _Io non sono qui_, prsenta un trittico di vicende apparentemente slegate per stile e contenuti, ma legati dalla dichiarata aspirazione allo scrittore parigino Jean Genet. Vincitore del Gran Premio della giuria al Sundance.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 11/12/2009 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
"Poison" è il cinema che spalanca gli occhi sulla realtà, soprattutto la più cruda, fino a che le sagome si sformano e la luce prende a fare male: è la visione portata alle estreme conseguenze, che sgrana le immagini fino a far emergere, dall'interno delle cose, gli atomi di allucinazione che ne costituiscono l'essenza.
3 marzo 2010 Opinione di Filmoski su "Poison"
Film in tre episodi alternati dal taglio documentarista e sperimentale e da tematiche omosessuali. Ispirato dalle opere di Jean Genet, delinea il rapporto tra sessualità e società in maniera originale ed acuta trattando il rapporto famigliare, quello delle pulsioni erotiche profonde e quello affettivo.
voto al film: 
21 dicembre 2009 Opinione di rebis su "Poison"
L'esordio di Haynes è un bizzarro omaggio alla vita e al mondo emozionale di Jean Genet, strutturato su tre episodi il cui incastro narrativo mira a configurare - ineluttabilmente - le tre età dell’artista parigino. Basato su altrettante novelle dell’autore, esplora tre frontiere immaginifiche tanto inattese quanto efficaci nella resa: l’inchiesta di stampo documentaristico (la santità), il B-movie fantascientifico anni ’60 (l'alienazione), il...
voto al film: 
11 dicembre 2009 Opinione di OGM su "Poison"
Estrosa miscellanea d'autore, tra il documentario onirico alla Peter Greenaway (Hero) e l'incubo ad occhi aperti nello stile di George A. Romero (Horror). Dal Jean Genet di Un chant d'amour (cui è esplicitamente ispirato l'episodio Homo) Todd Haynes trae la voce della paura e del desiderio, amplificata dal rimbombo della prigionia (rappresentata, nelle tre storie, rispettivamente dall'incomprensione, dalla follia e dal carcere vero e proprio). Il tratto comune alle tre vicende...
voto al film: 
23 novembre 2009 Opinione di bradipo68 su "Poison"
L'amore coniugato in varie forme.L'esordio cinematografico di Haynes si segnala per un atmosfera di costante straniamento,per personaggi e storie al limite della comprensione,per uno stile che va dal documentaristico all'esercizio di stile.La costante comunque è il disagio che ci può essere in una storia d'amore.Tre episodi;Hero,Homo,Horror in rigoroso ordine alfabetico,tre modi di vivere un sentimento profondo che diventa gradualmente qualcosa d'altro e di molto più...
voto al film: 
1 maggio 2008 Opinione di kotrab su "Poison"
Il primo lungometraggio di Todd Haynes è un discreto tentativo di ispezione (molto pessimistico) della diversità in diverse accezioni e della percezione che la società ha di essa, contrapposta alla cosiddetta normalità, ciò che si usa fare per restringere il più possibile le distanze, o per nascondersi. Haynes in Poison (1990) intreccia tre episodi, tre diversità e tre stili contrastanti: un bambino molto sensibile ma che non esita ad...
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