L'uomo di vetro (2006)
Con David Coco, Anna Bonaiuto, Tony Sperandeo, Ninni Bruschetta
La trama
Un collaboratore di giustizia impazzisce e, inutilizzabile, perde ogni protezione da parte della legge.
Leonardo Vitale è il primo pentito di Cosa Nostra a collaborare con la magistratura. Nel 1973 denuncia Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco e Vito Ciancimino alla polizia, ma non regge al carcere e perde la testa. Finisce così per ben dieci anni in un manicomio criminale. Ma quando sarà rilasciato la mafia, che ha lunga memoria, dimostrerà di non essersi scordata di lui.
Racconto di denuncia civile tratto da una vicenda toccante, cui però non giovano né lo stile cartolinesco della fotografia, né una regia e una recitazione fatta di incontrallate scene madri, che si riducono al luogo comune dello scambio di grida. Un'occasione malamente sprecata.
L'opinione più votata
Di tafo scritta il 18/12/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
"Mi sorprese, inoltre, che molte di quelle rivelazioni fossero del tutto conformi a quelle rese un decennio prima da Leonardo Vitale, il quale però dopo essere stato ritenuto pazzo venne assassinato una domenica di inizio dicembre del 1984."
( F.PINOTTI, L.TESCAROLI COLLETTI SPORCHI, PAG.86)
"Quel che Vitale aveva rivelato nel 1973 è risultato utile solo nel 1984, semplicemente perchè fino ad allora era ritenuto non attendibile. Certo si trattava di uno psicopatico, affetto verosilmente da coprofagia, ma era stato prodigo di tante informazioni vere che avrebbero meritato ben diversa considerazione. Lo stato dopo averne sfruttato le debolezze caratteriali, una volta avuta la sua confessione, l'ha rinchiuso in un manicomio dimenticandolo.( G.FALCONE COSE DI COSA NOSTRA, PAG.64 )
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30 gennaio 2012 Opinione di sasso67 su "L'uomo di vetro"
Quella di Leonardo Vitale è una delle vicende più tristi ed avvilenti dell'intera storia dell'antimafia italiana. Giovane capodecina di Cosa Nostra, con un paio di omicidi alle spalle e una buona conoscenza della struttura mafiosa, arrestato per un'imprudenza (presta l'auto ad alcuni suoi amici per un'impresa criminale), parla e fa i nomi dei mafiosi. Un po' fa il pazzo, ma molto di più ci è e in parte è creduto tale, anche perché fa comodo. Uscito di prigione dopo più di dieci anni,...
voto al film: 
18 dicembre 2011 Opinione di emmepi8 su "L'uomo di vetro"
Stefano Incerti continua a deludere, prendendo delle strade molto più grandi delle sue possibilità e rovinando un soggetto che aveva molte prerogativa per emergere. Ma diciamo che sceneggiatura e regia sono al limite della incertezza e della competenza, ed in più abbiamo una direzione degli attori che è davvero ai limiti della sopportazione, lasciando il compito ai singoli attori, che naturalmente non hanno l'occhio della coordinazione. La presunzione ritorna un'altra volta da...
voto al film: 
10 gennaio 2011 Opinione di leoperutz su "L'uomo di vetro"
Si, effettivamente il film manca di struttura. Accennata in avvio si disperde completamente nel corso della visione. Come ribadito da molti, la occasione era davvero ghiotta e se alcuni elementi di finzione si sono resi necessari al fine di rendere sostenibile la narrazione, altri se ne potevano creare per aiutare la struttura. La esecuzione del 1984, ad esempio, al posto del finale abbastanza slavato, non avrebbe nuociuto dal punto di viosta drammatico. Ciononostante una totale...
voto al film: 
19 dicembre 2010 Opinione di chribio1 su "L'uomo di vetro"
ok,vada per la trama a tema anni '70 che mi sembra un po' tornata di moda da qualche anno (il momento storico intendo),ma il film e' abbastanza insopportabile e qualche volta inesorabilmente lento.Da notare la presenza di un'interessante Elaine Bonsangue,attrice che non conoscevo.voto.5.
voto al film: 
18 dicembre 2010 Opinione di tommi su "L'uomo di vetro"
ottimo film volutamente nervoso e gridato, suscita quel senso di impotenza che ha volte ritrovo leggendo le notizie quotidiane delle vicende italiane.
voto al film: 
18 dicembre 2010 Opinione di tafo su "L'uomo di vetro"
L'incertezza anagrafica del regista conferma la validità del nomen-omen latino. Il film non c'è manca di struttura, somiglia molto pericolosamente alla brutta fiction italiana. La vera pazzia per il cinema italiano è sprecare occasioni, sprecare una storia pesante, uno dei primi pentiti di mafia fatto passare per pazzo e così reso incapace di colpire l'organizzazione che ovviamente non dimenticherà il suo pentimento. Oltre alla pazzia di Vitale, non...
voto al film: 
19 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "L'uomo di vetro"
La vera storia di Leonardo Vitale (Coco), il primo pentito di Mafia che venne ucciso nel 1984 pochi mesi dopo la scarcerazione. Timorato di Dio e insofferente al peso della sua coscienza, Vitale trovò il coraggio per confessare gli omicidi commessi per conto della mafia, finendo nel manicomio giudiziario a causa della recalcitranza da parte delle istituzioni a riconoscere come vere le sue confessioni. Incerti ne traduce la storia in un film registicamente pacato con molti debiti verso...
voto al film: 
25 gennaio 2010 Opinione di Norma Ray su "L'uomo di vetro"
Film solo diligente. Quando si affrontano temi impegnativi sui quali s' intende sensibilizzare l'opinione pubblica, lo sceneggiatore e il regista devono evitare di trasformare il film in un documentario. L'impianto narrativo diventa fondamentale. Un esempio significativo è "La sconosciuta" di Tornatore. In questo film il regista ha saputo scuotere le coscienza su un tema inquietante, articolando il film in sequenze narrative in cui passato e...
voto al film: 
1 dicembre 2009 Opinione di hallorann su "L'uomo di vetro"
Gaetano Sperandeo, meglio noto come Tony, è uno dei migliori caratteristi italiani. La sua prima apparizione cinematografica importante è stata in PIZZA CONNECTION di Damiano Damiani, film sulla mafia ambientato nella sua Palermo: scheletrico (all’epoca), nervoso, minaccioso e dalla parlata inconfondibile. Così si presentava nel 1984. Da allora ha interpretato decine di parti, spesso, nei panni del mafioso, ma non sono mancati i ruoli brillanti e positivi. Ha...
voto al film: 
2 ottobre 2009 Opinione di VAJONT su "L'uomo di vetro"
Per una volta prendo le distanze dal giudizio dato da Film-tv,x me una garanzia in fatto di giudizi; prendo le distanze perchè mi sono trovato di fronte ad una pellicola straordinaria!!un film avvincente dal primo all'ultimo minuto,con una storia (vera) che emoziona,indigna,fa riflettere e ti riempie l'anima agevolata dall'attore protagonista che offre una prova da brividi!!! e poi c'è sempre il solito grande Tony Sperandeo a fare la differenza!! voto--9
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