Opinione di OGM su Sumurun
Con Ernst Lubitsch, Pola Negri, Paul Wegener, Jenny Hasselqvist, Jakob Tiedtke
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Sul film
Il filo conduttore che lega le comiche degli anni venti ai kolossal hollywoodiani è il Cinema pensato come una gigantesca macchina teatrale, dalla scenografia ricca e mutevole, provvista di cassetti pieni di sorprese, di spettacolari trabocchetti, di prodigiosi ingranaggi perfettamente sincronizzati in una coreografia da favola. Con Sumurun, Lubitsch riveste questa magica visione con i lussureggianti decori del Vicino Oriente, dove, come nelle Mille e una notte, la poesia è una fantasiosa danza intrecciata di bellezza e genio allo scopo di aggirare il crudele potere dei tiranni. Quest’opera - tratta dall’omonima pantomima di Friedrich Freska con musiche di Victor Holländer – esattamente come la narrazione di Scheherazade, procede a suon di stratagemmi, che deviano il corso della storia allontanandone la fine. L’invenzione diventa così il vero respiro del racconto, come il colpo di scena lo è nella commedia, o il deus ex machina nella tragedia: sullo schermo, però, questo effetto si può replicare all’infinito, sfruttando il dinamismo della ripresa, che consente rapidi viaggi nello spazio e nel tempo, alla ricerca dei destini separati che si incroceranno, o di quelli paralleli che divergeranno, tenendo costantemente viva l’attesa di un svolta, di un nuovo arrivo, di una rivelazione. E, non a caso, questo film le strade dell’amore le percorre tutte, andando incontro ad ogni possibile ostacolo, incespicando nella morte apparente come in Romeo e Giulietta, e in quella vera come in Otello, con un finale che congiunge drammaticamente gli opposti come ne La bella e la bestia, e riunisce trionfalmente i simili come ne I Promessi Sposi.
Commenti
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29 settembre 2010, 21:09 di callme Snake
Complimenti! Mi permetto di ricordare che Lubitsch nella pellicola interpreta un gobbo innamorato della lasciva Pola Negri. La scena del suo suicidio, e il risvolto successivo, dimostrano tutta l'abilità del regista nel passare da un registro all'altro, dalla tragedia alla commedia, dal patetismo al grottesco, sempre con un occhio di riguardo per le spietate relazioni umane, in aggiunta qui anche nei panni di attore (notevolissimo).
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4 ottobre 2010, 13:09 di OGM
Grazie, callme Snake, per il gentile commento e per l'importante precisazione. Un carissimo saluto da OGM.
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