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Crank - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Pier Maria Bocchi

Classico b-movie da godere senza farsi troppe menate. Tutto pare sotto l'effetto della cocaina

Eccolo qui, un tipico b-movie. Di quelli a cui puoi dare 0 o 10, o un pollice qualsiasi, tanto è uguale. Di quelli per cui ti vergogni a provare un certo diletto, del tutto insensato e (colpevolmente?) scevro di qualunque deontologia. Crank è così fuori e fuso di testa (in inglese, direi in-your-face, più che tongue-in-cheek) che non si sa come prenderlo. Non dice niente e non serve a niente; firma e stile sono da puro shooter di mercato. Ma è inutile massacrarlo, perché si tratta di un prodotto innocuo, nonostante la violenza esasperata (e che il marchio Lions Gate, garanzia gore, decuplica con mani e dita mozzate e altre squisitezze). Una specie di D.O.A. sotto cocaina, un tour de force per Jason Statham: che entra guidando a tutta velocità in un centro commerciale per finire con l'auto capovolta sulla scala mobile, gira in motocicletta a culo nudo, sodomizza la fidanzata consenziente in mezzo a una piazza affollatissima della Chinatown losangelina (perché non può rilassarsi, sapete, altrimenti il siero mortale iniettatogli dai nemici avrebbe la meglio); e, dopo una lotta in elicottero, precipita angelico al suolo. Ci sono anche delle ragazze inebetite dentro delle bolle di vetro, a mo' di scenografia. Roba da matti.


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