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Disturbia - La recensione di FilmTv

[Disturbia, 2007, durata 104']   Regia di D.J. Caruso
Con Shia LaBeouf, Sarah Roemer, Carrie-Anne Moss, David Morse, Aaron Yoo



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La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Rifacimento "adolescenziale" di La finestra sul cortile. Un innocuo thriller all'acqua di rose

Di La finestra sul cortile ci piace l'interpretazione freudiana. Jimmy Stewart avrebbe sognato tutto, in realtà quel che vede è la proiezione di se stesso che fa a pezzi Grace Kelly prima di essere incastrato sull'altare. Conoscendo Hitchcock, impossibile che non ci abbia pensato. Resta un canovaccio geniale, malleabile, aperto a moltissime chiavi lettura e altrettanti remake. Disturbia è una Finestra sul cortile adatto ai tempi che corrono, creativamente parlando miserelli. Realizzato dalla ditta di Spielberg prima di Transformers e coprodotto da Ivan Reitman, è rimasto parcheggiato per un po', tanto che negli Stati Uniti è già disponibile in dvd. Il giovane protagonista Shia LaBeouf, sconvolto dalla morte del padre, spacca la faccia al professore di spagnolo che lo trascina in tribunale. Il giudice lo condanna ai domiciliari, con tanto di braccialetto alla caviglia, controllato quasi a vista da un poliziotto cugino dell'insegnante. L'adolescente inquieto ne approfitta per innamorarsi della bella vicina di casa, Sarah Roemer, e per impicciarsi degli affari di un altro dirimpettaio, David Morse, a tempo perso serial killer di fanciulle. Sulla sua attività non c'è alcun beneficio del dubbio praticamente fin da subito, e clamorosi buchi di sceneggiatura lo trasformano repentinamente in una minaccia (non si capisce bene come si accorga di essere al centro dell'attenzione). Se Disturbia può essere tranquillamente ascritto alla categoria dei film watchable, quelle operine vedibili e innocue, è per il ritmo che il mestierante D.J. Caruso conferisce allo sfilacciato racconto. Colpi di scena pochini, ma tra corse su un prato che non si può oltrepassare (altrimenti suona il laccio magnetico), botte da orbi con mazza da baseball, apparizioni improvvise di David Morse (sempre più inquietante nella sua ingombrante normalità) e rischi calcolati, il tempo passa senza contraccolpi. Caruso evita di ricamare troppo sul tema del senso di colpa del protagonista per la morte del genitore, e di questo lo ringraziamo. Disturbia dimostra che Spielberg continua ad avere l'occhio lungo. È il film che gli ha fatto scoprire LaBoeuf (subito arruolato per il prossimo Indiana Jones) e ha ragione lui, è proprio bravo.


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