Licenza di matrimonio - La recensione di FilmTv
Con Robin Williams, Mandy Moore, John Krasinski, Eric Christian Olsen, Christine Taylor
La recensione di FilmTv
Prevedibile e con un prete sui generis che vuole ribadire la centralità della coppia etero. Robetta
Ed ecco, implacabile, un'altra commedia matrimoniale. Ben e Sadie sono fidanzati, convivono e sono felici. Durante la festa di anniversario dei suoceri ricconi, Ben decide di proporsi e chiede a Sadie di sposarlo: vorrebbe un matrimonio da favola ai Caraibi, ma il desiderio della ragazza è quello di sposarsi nella parrocchia di casa. Il reverendo che celebrerà l'unione è Padre Frank che non intende benedirli prima che i due ragazzi abbiano frequentato, anzi superato, il suo corso di preparazione matrimoniale, più snervante di una prova olimpica. Licenza di matrimonio, diretto dal mestierante Ken Kwapis, è l'ennesima commedia costruita con due attori amati dai giovanissimi (John Krasinski e Mandy Moore) e disegnata su misura per la comicità fisica e sopra le righe del solito Robin Williams. Il comico americano negli ultimi anni ha alternato film seri con parti anche sgradevoli e misteriose (Insomnia, One Hour Photo) e fesserie più o meno d'autore come L'uomo dell'anno di Barry Levinson. E mentre nelle prime ci è sembrato riscoprire un attore dalle inespresse potenzialità drammatiche, nelle altre abbiamo ritrovato l'usuale sequela di gag, faccette, smorfie, scherzetti di cui non sentivamo la mancanza. Licenza di matrimonio è così: schematico, prevedibile, moderatamente divertente, con un prete fuori dal comune che vuole ribadire con forza la centralità del matrimonio. Robetta.
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