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Opinione di Travis Bickle 1979 su Nella valle di Elah





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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06/03/2011 voto al film: voto buono

Sul film


La bandiera americana issata al contrario


Hank riceve la notizia che suo figlio Mike è rientrato in licenza dalla guerra in Iraq ma è misteriosamente scomparso. Parte per un viaggio della sua anima, alla scoperta di due tragiche "rivelazioni": la morte orrenda del figlio e le verità oscure che si celano dietro l'apparente coltre di pacata omertà dell'esercito americano. Coadiuvato nelle indagini da un'intraprendente poliziotta che ha il volto sciupato di un'adeguatamente truccata Charlize Theron, s'inoltrerà nella notte più buia che serpeggia "armoniosa" sotto il velo delle apparenze. Bugie, sospetti, finte confessioni, il tutto sapientemente celato da chi vuole che i crimini vengano sepolti dalle menzogne, e che la vita vera, la faccia sporca del Mondo, sia una brutta favola per i bambini. Favola raccapricciante che mette paura, la paura che dobbiamo affrontare nella nostra valle di Elah, dove il bambino Davide sconfisse con intrepido coraggio tremante il gigante cattivo Golia. Film antimilitarista, retorico, che procede di studiata lentezza, schraderiano nelle immagini delle esistenze nascoste, del volto mascherato da ridente gentilezza ed è invece un mostro, spettro che si concretizza nelle "Lune" bagorde fra locali di spogliarelliste, accoltellamenti ai bordi della strada, motel desolati immersi nella foschia delle nostre emozioni represse, delitti negli occhi di chi sa tutto e non parla, di chi si suicida, di chi s'impicca, di chi lascia fluire il proprio dolore in un disperato pianto senza catarsi, fra pingui "sceriffi" di contee perse nel deserto delle emozioni.
E sopra tutto la faccia rugosa, ammorbata dalla pietrificata, asciutta disillusione di un superbo Tommy Lee Jones in profumo di Oscar. Che smorza trattenuto, frenato dalla sua morale che non lo esibisce, dolore che ti tormenta nell'insonnia, che, nemico, ti "sguazza" accanto mormorandoti parole di conforto.
E la bandiera americana chiede solitaria una profonda richiesta d'aiuto. Film costruito, serio(so), che infastidirà molti e piacerà altrettanto a chi non bada a spendersi sulle ingiustizie e sul banale che va a volte proclamato con sottile, didascalica precisione. A suo modo un "insopportabile" grande film.

(Stefano Falotico)


SI

Commenti

  • 7 marzo 2011, 00:06 di Spaggy

    Paul Haggis merita di essere annoverato tra i "grandi"... il suo prossimo film "The Next Three Days" è un'opera spettacolare, visto oggi pomeriggio, e che consiglio di recuperare al cinema (o in download)...

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  • 7 marzo 2011, 19:05 di Travis Bickle 1979

    @Spaggy, è vero Spaggy, avevo dedicato alcune play a Paul Haggis, e attendo con ansia "The next three days", che, purtroppo, non ha ricevuto un'accoglienza molto favorevole dalla critica americana. Così come aspetto che si concretizzi quell'"Honeymoon with Harry" alla cui regia è passato Jonathan Demme, che pare voglia aggiustare un po' la sceneggiatura. Grazie, ciao.

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  • 7 marzo 2011, 20:24 di Spaggy

    e che ci vuoi fare, Travis? Non credo che da noi andrà meglio... del resto mica siamo di fronte ad un coreano o a un giapponese... "Luna di miele con Harry" sulla carta è interessante, spero che Demme non lo stravolga. Grazie a te, per tutto...

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