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Jean de Florette (1986)

[Jean de Florette, Francia 1986, Drammatico, durata 121']   Regia di Claude Berri
Con Daniel Auteuil, Gérard Depardieu, Yves Montand



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Jean de Florette: minimo
Ritmo ritmo in Jean de Florette: forte
Impegno impegno in Jean de Florette: molto forte
Tensione tensione in Jean de Florette: forte
Erotismo erotismo in Jean de Florette: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Jean de Florette

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Jean de Florette (voti: 2 media: 3,50) 2

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La trama

Jean de Florette (Depardieu) viene dalla città, ha una piccola menomazione fisica (una gobba) e intende coltivare un appezzamento di terreno ereditato dalla madre. Ma i vicini, capitanati dall'agrario Papet (Montand), lo boicottano in tutti i modi per acquistare a poco prezzo il suo terreno. Saga campagnola tratta da un romanzo di Marcel Pagnol, il film costituisce la prima parte di un dittico che comprende anche il seguito Manon delle sorgenti. Il regista Berri si è evidentemente innamorato della vicenda e l'ha tradotta con calore sullo schermo, avvalendosi di ottimi attori. Da notare che lo stesso Pagnol filmò la vicenda nel 1952. 

L'opinione più recente

Di luisasalvi scritta il 24/01/2009

Voto al film: voto sufficiente

I due film, di cui il secondo è la continuazione del primo, hanno il fascino dei romanzi d'appendice, ma fatti con buon mestiere e recitati molto bene. La vicenda è degna di una telenovela o di un melodramma: il ricco Papette (Montand), tornato dalla guerra in Africa, non si è mai sposato e dedica affetto e speranze di successione al nipote Ugolin (Auteuil), strano e succube dello zio; quando arriva in paese un estraneo, Jean de Florette, per occupare e lavorare la terra ereditata dalla madre Florette che anni prima era emigrata misteriosamente, Papette convince Ugolin, che stava facendo amicizia con Jean, a ostruire la sorgente che porta acqua alle sue terre, per costringerlo a svenderle; Jean resiste, porta faticosamente acqua ogni giorno per irrigare, finché si ammala e muore; la moglie svende e parte con la figlia Manon che, prima di partire, vede di nascosto i due che riaprono la sorgente, sghignazzando alle spalle del defunto Jean. Nella seconda parte Manon vive da selvaggia pastora sui monti attorno al villaggio; Ugolin se ne innamora perdutamente; Manon scopre per caso che tutto il paese sapeva della sorgente, poi ne trova a monte l'origine (si trattava di una risorgiva) e l'ostruisce assetando sia Ugolin che il villaggio. Convinta dal maestro di cui è innamorata riapre la sorgente prima di partecipare alla processione: l'acqua arriverà come per miracolo, mentre tutti accusano i colpevoli della morte di Jean, e Ugolin si impicca per amore e per rimorso; ma il vecchio Papette non perde il vizio, cela il testamento in cui Ugolin lascia tutto a Manon; finché una vecchia gli rivela un segreto (che credeva che lui conoscesse): Florette, che era stata la sua innamorata, si è trovata incinta mentre lui era in Africa, gli ha scritto chiedendogli di scrivere alla sua famiglia che la avrebbe sposata al ritorno, per evitare le chiacchiere; ma lui non ha ricevuto la lettera e lei è fuggita dal paese: Jean, che Papette ha fatto morire, era figlio suo e della sua amata, per la quale poi non si era mai sposato. Roba da spezzare ogni cuore; non so perché l'ho raccontato. Eppure Auteuil e Montand sono molto bravi, i paesaggi molto belli, i film piacevoli da vedere; per la verità soprattutto il secondo, anche se un giudizio fatto dopo lo denigra ancor più dell'altro: il primo è gravato dall'avidità di Papette, dagli eccessi di sofferenza e di ingenuità di Jean e dall'ipocrisia di tutti, il secondo alleggerito prima dal piacere della vendetta, poi da quello di un certo perdono, cioè da un buonismo che alla riflessione appare ancor più retorico; ma un melodramma vale come spettacolo, e questo va visto nella sua unità e non dispiace. Devo però riconoscere che non sono tagliato a valutare film di questo genere, che di solito evito di vedere, se li vedo ne rido, se evito di riderne tutto sommato li guardo con un certo piacere che disapprovo; ma non vedo cosa abbia di meglio, per esempio, Via col vento.
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SI

Opinioni su Jean de Florette


24 gennaio 2009 Opinione di luisasalvi su "Jean de Florette"
luisasalvi

I due film, di cui il secondo è la continuazione del primo, hanno il fascino dei romanzi d'appendice, ma fatti con buon mestiere e recitati molto bene. La vicenda è degna di una telenovela o di un melodramma: il ricco Papette (Montand), tornato dalla guerra in Africa, non si è mai sposato e dedica affetto e speranze di successione al nipote Ugolin (Auteuil), strano e succube dello zio; quando arriva in paese un estraneo, Jean de Florette, per occupare e lavorare la terra ereditata dalla...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a Jean de Florette (1986)



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