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Opinione di Viola96 su La ragazza del lago





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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27/09/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Ricreare la magica atmosfera del giallo italiano,indagando nelle fondamenta dell'anima umana e nella nitidezza dei particolari.Questa la difficile missione di Andrea Molaioli e Sandro Petraglia,rispettivamente regista e sceneggiatore di questo lento e intenso melodramma giallo,che sembra una contraddizione in lettere e invece è l'unica vera possibile descrizione per il film di cui stiamo parlando. Sono incessanti gli urli muti,continui e scostanti,dei personaggi di questa ballatona originale,tratta dallo splendido e sottovalutato romanzo di Karin Fossum "Lo sguardo di uno sconosciuto",chiusa con una risulozione a schema,difficilmente apostrofabile,probabilmente poco telefonata e quindi ancora più interessante.Non c'è prevedibilità alcuna nella vicenda di una ragazza bellissima scomparsa e trovata morta,davanti a un lago,in un'immagine che in altre circostanze sarebbe stata definita metaforica,poetica.Il commisario Sanzio sa che l'omicidio è un affare di paese,poichè la comunità è piccola e non conosce molto bene cosa c'è al di là.Come se fosse l'eterno finale di "Dellamorte Dellamore","La ragazza del lago" è lento ma non noioso.La sua cadenza è dovuta principalmente ad un chiaro approfondimento psicologico dei personaggi,dove nessuno risulta fuori luogo,allo sviluppo tanto agognato della vicenda,che riesce a racimularsi e a non ripetersi,ma non senza copiarsi,guardandosi in giro in lungo e in largo fino alla lunga meta.Preso così,il film,potrebbe trarre in inganno. Si potrebbe pensare ad una troppa individualità,ad una sceneggiatura da fiction,a una troppo marginale indagine,ad una misurata opacatezza nella visione d'insieme che ha la storia.Probabilmente,però,il cinefilo apprezzerà i rimandi frequenti alle grandi investigazioni del passato,anche a fumetti(Perfino Leo Pulp),la smossata immagine di fondo della storia,l'interpretazione perfetta di Toni Servillo,mai eccessivo e la fotografia eccellente,giocata su un chiaroscuro che si fonde con le montagne del Friuli,dando praticamente vita ad una location meravigliosa,che è come un personaggio aggiunto alla vicenda.Nel panorama italiano,fatto da commediacce in stile Brizzi,Vanzina,Moccia(aiutami a dire Moccia),un pò di cinema d'autore sotto forma di noir,ci calza a pennello.Se pensiamo anche che il film ha avuto un discreto successo e non è stato semplicemente accantonato nei labirinti della memoria di pochi,sembra quasi che il cinema italiano stia pian piano risorgendo.La ricetta è quella di osare inesorabilmente,anche se si rischiano colossali flop(uno su tutti,il secondo film di Molaioli,qui all'esordio,"Il Gioiellino"),per cercare di rimettere in piedi un cinema che sembra sepolto tra le (poche) risate e le tante lacrime (ma non certo di gioia) versate.Molto meglio seppellirsi per sempre,nelle montagne del Friuli ed aspettare incessantemente che il serpente ci guardi negli occhi e che ci faccia il tanto agognato incantesimo.

Sulla trama

Interessante.

Sulla regia di Andrea Molaioli

Non male come esordio.

Sull'interpretazione di Toni Servillo

Ottimo.

Sull'interpretazione di Fabrizio Gifuni

Se la cava.

Sull'interpretazione di Valeria Golino

Così così.

Sull'interpretazione di Marco Baliani

Così così.

Sull'interpretazione di Denis Fasolo

Non è in parte.

Sull'interpretazione di Omero Antonutti

Niente di chè.

Sull'interpretazione di Anna Bonaiuto

Si vede poco.

Sull'interpretazione di Nello Mascia

Non male.

Sull'interpretazione di Giulia Michelini

Discreta.


SI

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