Rush Hour 3. Missione Parigi - La recensione di FilmTv
Con Jackie Chan, Chris Tucker, Max Von Sydow, Roman Polanski
La recensione di FilmTv
Commedia d'azione che fila puerile e relativamente innocua, tra Chan, inseguimenti e gag verbali
Per il terzo episodio delle avventure dei poliziotti Carter e Lee, coronato da enorme successo in America, ci si sposta a Parigi per proteggere una donna minacciata dalla mafia delle Triadi. Il set europeo fornisce un ulteriore elemento al mix globalizzato della serie, per cui all'action hongkonghese e alla lontana eco della blaxploitation, si aggiunge quello del polar, anzi dei recenti fracassoni film a inseguimento tipo Taxi (esplicitamente plagiati). La produzione americana, poi, non può esimersi dallo stuzzicare l'odio post-11 settembre degli americani per la Francia di Chirac (qui un tassista parigino viene costretto a cantare l'inno americano con una pistola alla tempia). Per i fan del leggendario Jackie Chan, diciamo subito che la creatività fisica, come spesso nelle trasferte americane, è molto ingabbiata, e che il suo personaggio purtroppo ha meno spazio rispetto al modestissimo Chris Tucker, il quale si prodiga anche in numeri di burlesque con effetti non proprio trascinanti. Il film comunque fila puerile e relativamente innocuo, tra inseguimenti e gag verbali. Straniante nel cast la presenza di Max von Sydow e Roman Polanski, direttamente da un altro pianeta.
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