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Opinione di Mr.Klein su Angel. La vita, il romanzo





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29/10/2007 voto al film: voto mediocre

Sul film

Infierire su Angel sarebbe ingenuo,oltre che sciocco:però il gioco citazionistisco ha appesantito la verve di diversi registi che come Ozon non accettano di essere “solo” registi ma,ahinoi,sempre autori,ed ha sinceramente disidratato la nostra pazienza di spettatori. Angel non ha un solo difetto nella sua struttura,non uno che sia evidente,e questo costituisce il suo vero,enorme errore:quello di uno spettacolo i cui colori saturi si sono raggrumati tutti agli angoli della tela. Lo squilibrio tra la storia assolutamente britannica e la mano che la dirige rende spesso scomoda la visione e il senso dell’umorismo britannico sfugge quasi sempre a questo cinema di riesumazione in cui tutto è talmente posticcio,volutamente leccato e imparagonabile alla realtà,spettacolo sulfureo di citazioni senza intuizioni,gratificato da se stesso e dalla propria:come direbbe qualcuno,un vero “citarsi addosso”. C’è un elemento che lo rende però sostenibile e persino “onesto”:la chiara esposizione di come ogni epoca abbia fornito i mezzi per la notorietà a personaggi la cui ignoranza è pari alla selvaggia dimestichezza con cui si costruisce un mondo di burattini,di apparenze destinate a sporgersi fino ad incontrare la proprio tomba:infatti,il tristissimo finale è l’unico momento di sincerità di un film costruito tutto secondo un’evidente “lezione” di falsità di cartapesta. Più che una riedizione del genere in senso stretto,o una rievocazione fastosa in grado di riconsiderare i costumi delle cui convezioni siamo ancora portatori non sani,è un omaggio ai titoli del terzo sesso che ha imposto gli stilemi del melò,ha insegnato come ritrarre femminilità e virilità quasi sempre irrintracciabili nella realtà ed ha sfinito i suoi protagonisti con stereotipi esangui,eppure resistenti per colmo di autoparodia(volontaria?). Se Angel fosse stato un film muto,con le didascalie a commentare la storia e fosse durato mezz’ora di meno,sarebbe stato un film perfetto.

Sulla regia di François Ozon

Concentrata sempre su un omaggio che agguanta molte occasioni di fingere accanto ai suoi personaggi,quasi volesse dire anche lui:"Madame Bovary c'est moi!"

Sull'interpretazione di Michael Fassbender

La presenza di un Fiennes con una marcata durezza teutonica,servo delle pallide ambizioni e delle reali sfortune,cui auguriamo personaggi di maggior spessore:anche perché il suo Esmé appare,nel crollo procuratogli dagli stravizi,un po’ troppo ripulito.

Sull'interpretazione di Sam Neill

Ormai immancabile presenza fissa di questi uomini che fanno sempre più fatica ad alzare lo sguardo

Sull'interpretazione di Romola Garai

Precocemente laureata protagonista assoluta,ha l’indomita costanza di trovare le molte possibilità del ridicolo che il suo personaggio le offre e la sua enorme incapacità di possedere alcun talento reale da inscriverla se non nell’elenco delle grandi attrici,non per il momento,sicuramente della attrici assai scaltre.

Cosa cambierei

La bruttezza dei quadri dipinti da Esmè


SI

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