Opinione di valerioexist su Seta
Con Michael Pitt, Keira Knightley, Alfred Molina, Sei Ashina, Toni Bertorelli, Carlo Cecchi, Koji Yakusho
- negative [12]
- sufficienti [6]
- positive [1]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Seta è un film che sgocciola, una cosa che mi infastidisce troppo. Spiegheròmmi meglio: “sgocciola”: che vuol dire? Scene lunghe e silenziose dove qualcuno (di solito una giapponese) prende l’acqua con le mani e la fa sgocciolare su altra acqua, ma perché? Sembra di origliare un orinatoio, da fastidio! Detto questo: Tratto dal breve libro di Baricco scritto nel 1996 (che, però, premetto di non aver letto nonostante abbia intenzione d’ovviare a siffatta pecca) “Seta” è un film diretto da François Girard e vede come protagonisti Michael Pitt (che si distingue dal suo omonimo Brad in quanto, al contrario di lui, è brutto quanto la fame e pare un alcolista per tutto il film, tranne alla fine dove pare un alcolista dopo che ha preso le botte per non aver pagato il barista) e Keira Knightley (che, al contrario di Michael Pitt è una fica assurda che, però, ormai pare sia presente in tutti i film del mondo, della storia, di sempre, nella vita, nei secoli… Keira). Siamo nella Francia ottocentesca (si, esatto, niente playstation): Michael Pitt interpreta Herve, un tizio che ha il culo di stare insieme ad Helene (una tizia che è bòna perché è essere Keira Knightley). I due sono molto ‘nnamorati, passeggiano da romanticoni sui prati e mangiano i fiori assieme, si, li mangiano, boh, gli piacerà Fabio Concato! Un giorno un tale Baldabiou (Alfred Molina) va dal sindaco, che poi è il padre di Herve, e gli fa vedere la seta “lo sai che è questa? So’ soldi!” e allora il sindaco da l’ok perchè si produca seta; dopo un mese quello torna, gli fa vedere i soldi e gli dice “lo sai che so’ questi?” il sindaco “eh eh, mo non ce casco, è seta!”. Si capisce così che un paese che ha tanta seta è un paese coi solti… ma un paese che ha sete sta messo male a soldi. So’ problemi eh? Dopo un po’ accade che tutti i bachi da seta della Francia scioperano, allora Balbadiou fa a Herve “non è che mi fai una scappata in Giappone a comprarmi un po’ di uova?”, ed Herve “fino in Giappone? Non posso fa un salto da Carmelo qua sotto che ce l’ha fresche fresche?”. Ovviamente Balbadiou si riferiva alle uova di bachi da seta giapponesi, considerati i più fichi di tutti gli altri. Così Herve si fa sto viaggetto fino in Giappone coi mezzi, ci mette tre mesi ed una volta arrivato (fortunatamente il viaggio non ce lo fanno vedere tutto, io m’ero stancato solo a prendere la metro per andare al cinema a vedere “Seta”) conosce un po’ di giapponesoni che, invece di uova di bachi, gli danno delle uova di pesce, ma tanto lui paga coi soldi finti. Farà amicizia con un tizio che, al contrario di tutti gli altri giapponesoni, si prende la briga di parlare due parole nella lingua di Herve… l’unico problema è che parla come Kabir Bedi, ma, vabbè non si può avere tutto dalla vista. Una delle femmine di Kabir Bedi è una geisha, per la quale Herve s’invaghisce. Questa non parla, fa sgocciolare il tè invece di versarlo (e a me da fastidio) ed ogni suo movimento è lentissimo, quando piglia il tè, quando lo versa (con l’annesso rumore d’orinatoio), quando lo beve, du palle sta cinese (pardon sta giapponese). Lui piglia i bachi veri e torna a casa. Keira l’aspetta fuori dalla porta (ma come faceva a sapere che stava arrivando? Che c’avevano già i telefonini?). Lei non riesce ad avere figli. Problemi! Poi lui deve tornare in Giappone, alla fine lo pagavano bene per fare sti viaggetti e s’era pure potuto comprare una casetta non male con giardino gigantesco dove “sarebbero invecchiati assieme”. Torna in Giappone, finalmente trova un clima più familiare, pure con Kabir Bedi, però si vuole sempre scopare sta geisha che scopre non essere giapponese ma cinese (lo scopre perché era l’unica senza macchina fotografica). La vita di quest’uomo si fa tormentata, fa avanti e indietro Francia e Giappone in continuazione, uno stress terribile, ma, aho, a lui sta bene. Come fai poi a preferire una geisha a Keira Knightley? Il bimbetto che viveva con loro cresce e loro due restano uguale (mettono un bastone a Keira Knightley per far sembrare che siano passati gli anni). Film che acquista molti punti per le bellissime inquadrature, per la fotografie e per i panorami. Troppo lento per il resto. Non ho letto il libro quindi non posso fare un degno paragone. Le musiche di Sakamoto ci stanno bene, però troppo lento. Ah, la maggiorparte della gente che ha lavorato per il film è paesana. Guardando i titoli di coda ho scoperto che, apparte un lungo elenco di nipponici e qualche americano, erano tutti italiani dalla “a”… alla “seta”. Troppo patinato! Michael Pitt è rimasto più monoespressivo dei tempi di The Dreamers; Keira Knightley è tutto un continuo fare sorrisini, smorfiette col suo faccino. Basta! almeno si spoglia ogni tanto! Mi chiedo come abbiano fatto a far riuscire tutte le scene del bigliardo... misteri del cinema Italo-Franco-Canado-Giapponese! Voto: 5½ VL http://doner.splinder.com http://tuttattaccato.splinder.com
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