Juno - La recensione di FilmTv
Con Ellen Page, Jennifer Garner, Michael Cera, Jason Bateman, J.K. Simmons, Olivia Thirlby
La recensione di FilmTv
Reduce dal trionfo alla Festa di Roma una storia intrigante che ripensa le dinamiche familiari
Miseria tutta italiana, la strumentalizzazione dei film. Eppure Giuliano Ferrara ha ragione quando afferma che Juno è un “bel” film. Ha torto marcio quando tenta d’arruolarlo ufficiosamente nella sua campagna anti aborto. Tanto per essere chiari: Juno non è un film sulle gravidanze precoci, né tanto meno sull’aborto (o la 194, tanto per essere ancora più chiari). Umbratile commedia autunnale sulle difficoltà del diventare adulti in un mondo in cui i genitori virtualmente non esistono più, inghiottiti da un gap generazionale sempre più labile e da fughe centripete che producono overlapping di ruoli e desideri (come si fa a litigare con dei genitori che sono cresciuti ascoltando Stooges e Sex Pistols?), Juno, per come ripensa le dinamiche familiari e affettive, in questo Paese che guarda sempre oltre Tevere per approvazione, rischia davvero di sembrare pura fantascienza del quotidiano. Il film di Reitman rivela affetti e solidarietà orizzontali e non offre soluzioni o (pre)giudizi. Scritto da Diablo Cody, sceneggiatrice dal curriculum appassionante (tra cui l’Oscar proprio per questo copione), i cui dialoghi pulsano di attenzione al dettaglio linguistico e fonetico (ovviamente banalizzati dal doppiaggio italiano), Juno è una canzoncina sbilenca e intrigante. Come i Carpenters rifatti dai Sonic Youth.
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