Opinione di jagger su Jesus Christ Superstar
Con Ted Neeley, Carl Anderson, Yvonne Elliman, Barry Dennen, Joshua Mostel
- negative [3]
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Sul film
Il film può sembrare una sciocchezza, persino ridicolo per l'intenzione di portare sullo schermo un musical sulla "storia più grande mai raccontata". Così non è. La sensibilità e l'intelligenza di un giovanissimo Webber incontrano l'energia rock e la schiettezza di Rice, e insieme creano un'opera rock/sceneggiatura che è la spina dorsale di una pellicola decisamente interessante. Nato come concept-album e divenuto in seguito una delle opere teatrali più replicate al mondo, "J.C. Superstar" è un film pop, che propone gli ultimi momenti della vita di Cristo. La figura di Gesù è quella di un ragazzo dubbioso, impaurito dalla conclusione inevitabile che la sua missione implica: la morte per un ideale. A fargli da contraltare, ed è qui la novità, è un Giuda più ispirato di lui, che non teme di opporsi a una Maria Maddalena che vorrebbe invece che Gesù si "accasasse" e vivesse serenamente al suo fianco. La storia diventa attuale, duemila anni dopo l'epoca dei "fatti" raccontati, grazie ad anacronismi (nel film sono presenti carri armati e divise moderne, nei testi vengono citate piscine e altro ancora certamente non presente nell'anno 33 DC), la messinscena e l'idea iniziale di mostrare il film come una rappresentazione teatrale messa in atto da un gruppo di giovani in viaggio col pulmino. Una storia di ieri che diventa una storia di oggi. Gesù non ha un'aurea mistica, è solo un ragazzo che ha perso la direzione e che, con sofferenza crescente, capisce che per non essere considerato un semplice folle, dovrà abbracciare la morte. Questo lo renderebbe famoso, lo renderebbe una superstar. Nonostante la rilettura dei Vangeli possa sembrare alquanto personale, il film segue i Testi con un'attenzione che non è presente in altri film che hanno lo stesso argomento (primo fra tutti "La Passione" di mel Gibson). Certo, visto oggi il film sembra datato a causa della messinscena hippy, ma l'opera in se' (e qui consiglio una visione a teatro) mantiene una freschezza e un'energia insuperate. Ottimo il Giuda di Anderson, vera icona del film.
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