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La giusta distanza (2007)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La giusta distanza: assente
Ritmo ritmo in La giusta distanza: presente
Impegno impegno in La giusta distanza: presente
Tensione tensione in La giusta distanza: presente
Erotismo erotismo in La giusta distanza: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La giusta distanza

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La giusta distanza (voti: 117 media: 3,61) 117

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locandina di La giusta distanza

La giusta distanza play

29/10/2010

Distanze

 Siedo su uno sgabello, le gambe oscillano fino a trovare un appoggio, una mano riposa sul ripiano a muro e con l’altra giro nervosamente il piccolo cucchiaio argentato, il caffè...

di Filmoski

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La trama

L'assassinio di una ragazza scoperchia gli orrori della vita provinciale.

Una maestra bella ed emancipata si trasferisce in un paesino del delta del Po, suscitando l'attenzione degli abitanti: quella appiccicosa del tabaccaio arricchito come quella discreta di un meccanico tunisino, con cui stringe amicizia. Ma quando è prossima a ripartire, la giovane viene trovata uccisa e la criminalizzazione del diverso è inevitabile: a un ragazzo, giornalista in erba, spetterà il compito di ristabilire la verità. 

Tornando alle atmosfere di _Notte italiana_, Mazzacurati descrive con cura ed efficacia il suo Nord-Est e una provincia "esistenziale": imperfetto ma punteggiato da squarci lirici che interrompono il puntiglioso realismo dell'azione.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Morando Morandini - FilmTV n. 43/2007

Esistono film non pienamente riusciti che valgono più di quelli dove tutti i conti tornano. Giusto il caso di questo ritorno di Carlo Mazzacurati a una "storiaccia" veneta sospesa tra realismo e noir

In un paesino della provincia di Rovigo, alle foci del Po', l'immaginario Cocadalbero, arriva Mara, maestra supplente. È una bella trentenne emancipata che ha un approccio franco con la realtà e col prossimo. Presto suscita simpatie, desideri espliciti o repressi, gelosie e un po' di scandalo. Tra lei e Hassan, meccanico tunisino, che in anni di onesto lavoro si è guadagnato stima e rispetto, nasce lentamente un amore finché la trovano uccisa. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di 21thcentury schizoid man scritta il 14/10/2010 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto buono

(Attenzione, contiene spoiler) La giusta distanza è quella che ogni buon giornalista deve mantenere nei confronti delle notizie di cui scrive. Né troppo lontano né troppo vicino da ciò che si racconta: questo è l'atteggiamento che dovrebbe assumere un bravo cronista, perché nel primo caso egli rischierebbe di sembrare freddo e distante, mentre nel secondo correrebbe il pericolo opposto, cioè quello di apparire eccessivamente coinvolto. E' questa la lezione che deve imparare un giovane studente, Giovanni, il cui sogno più grande è proprio quello di diventare giornalista. Il ragazzo abita a Concadalbero, un paesino di campagna situato nella provincia di Rovigo. Nel succitato borgo non succede mai niente che possa spezzare la desolante monotonia quotidiana tipica della vita agreste.
Le giornate trascorrono così tutte uguali l’una all’altra: la noia la fa padrona, tanto che il tempo sembra immoto, e anche gli abitanti, che ovviamente si conoscono tutti, si adeguano al ritmo sonnolento ripetendo sempre gli stessi identici gesti.
Un giorno, però, la maestra della scuola elementare impazzisce, e in vece sua viene chiamata una nuova insegnante, Mara, una trentenne single orgogliosa della propria indipendenza. Grazie a quest’ultima, i cittadini di Concadalbero paiono riprendere vita. La ragazza, dal carattere allegro e socievole, con il suo fascino diventa subito l'oggetto del desiderio di molti uomini, tra i quali un meccanico tunisino, Hassan, un tabaccaio, Amos, sposato con una donna russa, e un giovane autista di pullman che sta per convolare a nozze.
Pure Giovanni non rimane insensibile al fascino di Mara, la quale, dopo aver vinto l’iniziale diffidenza, intreccia una relazione con Hassan. I due insieme paiono felici, ma quando lui le chiede di sposarlo, lei rifiuta. Hassan e Mara si incontrano per un'ultima volta la sera prima del giorno in cui la ragazza dovrebbe partire per il Brasile. Partenza che non avverrà mai, perché il mattino successivo la giovane viene trovata morta. Si tratta di omicidio, e il primo sospettato è Hassan, il quale si professa innocente; tutti però sembrano averlo condannato ancora prima che venga pronunciata la sentenza.
Soltanto Giovanni nutre qualche dubbio sulla reale colpevolezza dell'uomo, ma non potrà fare nulla per ribaltare un verdetto già scritto. La verità sull’accaduto verrà ristabilita dal ragazzo - che nel frattempo è riuscito a coronare il proprio sogno facendosi assumere come giornalista dal quotidiano "Il Resto del Carlino" - quando per Hassan sarà ormai troppo tardi.
Aperto da un bellissimo dolly, che fa volare la cinepresa sopra le acque maestose del Po, "La giusta distanza" è un film dal ritmo lento e riflessivo che, per i primi ottanta minuti, ci narra la storia di Mara e Hassan, due persone dai caratteri totalmente opposti, che, lentamente, superano le reciproche diffidenze finendo coll’innamorarsi l’uno dell’altro.
Testimone silenzioso della loro relazione è Giovanni, diciottenne impaziente di sfondare nel mondo del giornalismo, anch’egli segretamente innamorato della giovane maestra ma incapace di confessarle i propri sentimenti. ESPANDI +
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Opinioni su La giusta distanza


2 dicembre 2011 Opinione di uccio su "La giusta distanza"
uccio

Siamo per tematiche e atmosfere dalle parti di La ragazza del lago di Andrea Molaioli. Il film di Mazzacurati esce lo stesso anno di quello di Molaioli, entrambi ambientati lontano dalle grandi città nei territori del Nordest italiano. La differenza maggiore sta nella presenza di un attore di peso come Toni Servillo ne La ragazza del lago e la sua assenza in questo La giusta distanza. Assenza che non svilisce per niente la pellicola di Mazzacurati che si rivela, come l’altra, prova...

voto al film: uccio assegna il voto buono a La giusta distanza (2007)

nessun commento
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12 settembre 2011 Opinione di maslop su "La giusta distanza"
maslop

molto molto bello descrive alcune cose reali del nord est mi ha emozionato sia il thriller chei rapporti umani e lei la Lodovini qui é davvero bellissima....

voto al film: maslop assegna il voto buono a La giusta distanza (2007)



6 febbraio 2011 Opinione di sutter c su "La giusta distanza"
sutter c

interessante, un film italiano che funziona, purtroppo manca quel qualcosa in più che poteva farlo diventare un film importante ma con mazzacurati è sempre cosi

voto al film: sutter c assegna il voto sufficiente a La giusta distanza (2007)


4 febbraio 2011 Opinione di wang yu su "La giusta distanza"
wang yu

La storia è interessante e anche di attualità ma è priva di mordente e suspance.voto 4

voto al film: wang yu assegna il voto mediocre a La giusta distanza (2007)



9 gennaio 2011 Opinione di michel su "La giusta distanza"
michel

SEMO MATI MA NO CATIVI! Una maestrina un po'sciocchina va per la campagna e ci resta. Un'uomo di origine marocchina cerca di integrarsi nella terra di Bossi ma è vittima dei pregiudizi. Mondi diversi si incontrano in un paesaggio “straniero” subdolamente ostile, dietro alla sua aria bonaria e distesa. Lo sguardo obiettivo di un giornalista in erba potrebbe stanare qualche topo. L'idea è buona ma Mazzacurati perde il bandolo della matassa. Alla fine non viene a...

voto al film: michel assegna il voto mediocre a La giusta distanza (2007)


14 novembre 2010 Opinione di almodovariana su "La giusta distanza"
almodovariana

Un film magistrale: interpreti ottimi, sceneggiatura e immagini bellissime. Una storia che si tinge di giallo nella provincia nebbiosa e assonnata del NordItalia

voto al film: almodovariana assegna il voto ottimo a La giusta distanza (2007)

nessun commento
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12 novembre 2010 Opinione di stanley kubrick su "La giusta distanza"
stanley kubrick

La vita di 3 cittadini in un paesino remoto chiamato Concadalbero, due adulti che vivono la passione anche se prima lui spiava lei in maniera perversa, lui è marocchino e unico meccanico del paesino, lei è una maestra venuta a sostituire la maestra di prima; e infine il giovincello aspirante giornalista che deve mantenere proprio La giusta distanza, ovvero non far sapere agli altri che il giornalista ha appena pubbliacto un articolo di cronaca o altro ancora, e la mantiene bene...

voto al film: stanley kubrick assegna il voto sufficiente a La giusta distanza (2007)

2 commenti

14 ottobre 2010 Opinione di ethan su "La giusta distanza"
ethan

Film che ha il pregio di esser ben diretto da Mazzacurati ma che sconta una certa banalità nella storia, purtroppo simile a cento altre pellicole, in cui la provincia è sempre ritratta come un luogo dove non succede nulla. Va da sè che anche i personaggi principali - pur egregiamente resi da Bentivoglio nella parte del direttore di giornale a cui si deve il titolo del film e da Battiston in quella del laido tabaccaio - risultano stereotipati. Voto: 7.

voto al film: ethan assegna il voto sufficiente a La giusta distanza (2007)



14 ottobre 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "La giusta distanza"
21thcentury schizoid man

(Attenzione, contiene spoiler) La giusta distanza è quella che ogni buon giornalista deve mantenere nei confronti delle notizie di cui scrive. Né troppo lontano né troppo vicino da ciò che si racconta: questo è l'atteggiamento che dovrebbe assumere un bravo cronista, perché nel primo caso egli rischierebbe di sembrare freddo e distante, mentre nel secondo correrebbe il pericolo opposto, cioè quello di apparire eccessivamente coinvolto. E' questa la lezione che deve imparare un giovane...

voto al film: 21thcentury schizoid man assegna il voto buono a La giusta distanza (2007)

nessun commento
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2 ottobre 2010 Opinione di flamboyant su "La giusta distanza"
flamboyant

Un film che ho trovato a tratti insopportabile per la inverosimiglianza di alcune situazioni (ad es., quando la protagonista inizia a dare confidenza all'arabo che la pedinava!). Per il resto mi associo completamente all'opinione di Paul Hackett...

voto al film: flamboyant assegna il voto mediocre a La giusta distanza (2007)




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