Come tu mi vuoi (2007)
Con Cristiana Capotondi, Niccolò Senni, Giulia Steigerwalt, Nicolas Vaporidis
La trama
Due studenti universitari di differente estrazione si innamorano.
Giada e Riccardo non potrebbero essere più diversi: lei è una studentessa secchiona di scienze della comunicazione, lui uno scansafatiche figlio di papà. Per passare gli esami universitari che gli servono per non perdere i privilegi economici elargiti dal genitore, il ragazzo è costretto a prendere ripetizioni...
Il filone "adolescienziale-Moccioso" sforna un altro prodotto paratelevisivo: regia piatta e ordinaria, sceneggiatura manualistica, condita di ovvietà sociologiche e volgarità spicciola, interpreti imbarazzanti loro malgrado. L'intorpidimento mentale degli autori sembra molto più grave di quello dei giovani che fingono di raccontare.
La recensione di FilmTv
Di Federico Pedroni - FilmTV n. 46/2007
Senza idee, ordinario e piatto come un parquet. La solita minestra condita di sociologia spicciola
L'opinione più votata
Di cantautoredelnulla scritta il 19/11/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Il risultato è imbarazzante, la sceneggiatura è quel che è, cioè qualcosa di scontato e inascoltabile, il soggetto resta un buono spunto, ma lo sviluppo della storia è inaccettabile. Ho passato metà del film a pensare che era meglio se spegnevo o cambiavo titolo, perché il messaggio che il film comunica è pericoloso. Il film, in quanto prodotto per la massa, giustifica l'esistenza della moda di massa, degli status symbol, del culto dell'apparenza come uno strumento arrivistico per raggiungere i propri obiettivi.
La protagonista che all'inizio del film vanta di avere degli ideali, non ci pensa su due volte a calpestarli e il riassunto di tutto è: l'animo umano è corruttibile. Bella scoperta! E il secondo messaggio che viene lanciato è che chi decide di stare fuori dalla massa e la giudica e la critica lo fa perché non può permettersi quello che si permettono gli altri. Una tesi del genere profilata in un film del genere, rende la pellicola a dir poco indecente.
Il culto della personalità non per amor proprio, ma per piacere agli altri, per ottenere le cose che si desiderano, è qualcosa di preoccupante e veramente sbagliato.
Forse si può contestare che nel finale proprio il ragazzo-prodotto di questa società è quello che finalmente decide, è quello che forse il pensiero complesso l'ha finalmente sviluppato e passa a una nuova età, ma il tutto è veramente troppo debole e quello che rimane è l'amaro di una ragazza brutta, ma con la testa, che decide di usare la propria intelligenza per farsi avvenente e ottenere quello che gli pare.
Cos'aveva in testa il regista quando ha girato questo film? Forse credeva di denunciare qualcosa o voleva dirci che la coerenza non è una cosa che appartiene all'essere umano? E' vero, per carità, meglio la dinamicità che la staticità, nella dinamicità si cresce e crescono anche i protagonisti del film, ma il problema è forse quello che rimane dopo i titoli di coda, cioè la cultura sottostante a una pellicola.
Se la protagonista era davvero convinta, come diceva, delle proprie teorie non avrebbe mai accettato di spendere 1500 euro per farsi fighetta e "mignotta" (citazione testuale del film). Anche di fronte all'opportunità una persona, a prescindere dall'età, se crede nelle proprie idee, le difende e rifiuta, a testa alta, la corruzione. Quindi che razza di personaggio ha dovuto recitare la Capotondi?
Però, va aggiunto un però. Se il film mi ha scocciato tanto e mi ha fatto balenare in testa l'idea di piantarlo lì e mi ha fatto infuriare, come si può capire dalle righe precedenti, forse non è del tutto sbagliato. Forse riesce a scuotere, nelle persone che lo conservano, il senso critico verso la mercificazione (parola abusata nel film e di cui quindi mi sento in diritto di abusare anche io) del proprio io e la necessità di essere legati a ciò che ci attrae, ma che per qualche strano meccanismo rinneghiamo. Perché alla fine, se Giada fosse stata quella che era, non si sarebbe mai innamorata dell'uomo-apparenza Riccardo. E invece cede all'attrazione sessuale per rimangiarsi quello che ha difeso fino a cinque minuti prima.
C'è molto di più nella gioventù che la droga, il sesso e la discoteca. Peccato che questo film non ce lo faccia vedere e propini degli stereotipi più o meno veridici, ma troppo banali, scontati e inflazionati per parlarci di qualcosa di più importante. Meglio rivedersi un cartone del brutto anatroccolo, ancora meglio è prendere il libro e leggerselo (e sull'argomento, una favola moderna che vale la pena di leggere è "Che animale sei?" di Paola Mastrocola) che perdere tempo a guardare questo film.
O forse mi sbaglio ancora e guardare questo film è giusto perché alimenta la voglia di cercare altro e poi, va bene i pregiudizi, ma abbatterli e aprirsi alla possibilità di ricredersi è sempre, comunque, un arricchimento a cui non bisognerebbe mai rinunciare, non fosse altro per la curiosità intellettuale che sta alla base di ogni analisi e di ogni ricerca.
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19 novembre 2011 Opinione di cantautoredelnulla su "Come tu mi vuoi"
Ho scelto di vedere questo film perché ero incuriosito dal tema e mi ero chiesto: come sarà affrontato un film adolescenziale che parla di uno dei più grandi complessi dell'adolescenza, la crisi dell'aspetto fisico e dello sviluppo? Il risultato è imbarazzante, la sceneggiatura è quel che è, cioè qualcosa di scontato e inascoltabile, il soggetto resta un buono spunto, ma lo sviluppo della storia è inaccettabile. Ho passato metà del film a pensare che era meglio se spegnevo o...
voto al film: 
18 marzo 2011 Opinione di Lina su "Come tu mi vuoi"
Film di stampo giovanile che ripropone in un contesto moderno, la fiaba del brutto anatroccolo, rivelando una morale molto controversa: essere brutti fuori, ma belli dentro non basta e non è una consolazione perchè per la società imperfetta in cui viviamo, l'apparenza purtroppo conta comunque sempre più della sostanza. In parte può essere così, ma in questo caso le circostanze vengono esagerate fino a diventare stucchevoli. Il film in...
voto al film: 
9 ottobre 2010 Opinione di enandre su "Come tu mi vuoi"
Il brutto anatroccolo tutto casa e studio che si trasforma in una vamp per amore, rimanendo però fedele ai propri ideali di vita. Poco più di un'ora rilassante, con qualche buona idea. Indicato soprattutto per un pubblico adolescenziale.
voto al film: 
8 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Come tu mi vuoi"
senza tirare tanto per le lunghe,a me nonostante sia un film per adolescenti e' piaciuto e gli metteri un 8,a mia moglie un po' di meno 6.5.,quindi come totale voto.7.
voto al film: 
7 settembre 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "Come tu mi vuoi"
Imbarazzante commedia sentimentale, prevedibile in ogni fotogramma, con il peggiore attore maschile su piazza e con una Capotondi insopportabile. Mette i brividi il fatto che De Biasi sia poi riuscito a sfornare un secondo film ancor più brutto e pretenzioso come "Iago". Il fatto che Vaporidis reciti in entrambi sarà un caso ?
voto al film: 
7 settembre 2010 Opinione di delfinodelfino su "Come tu mi vuoi"
A me è piaciuto. Brava la Capotondi, simpatica nel ruolo.
voto al film: 
1 settembre 2010 Opinione di turisalvo su "Come tu mi vuoi"
Il film è una commedia adolescenziale che non aggiunge niente al genere ma si gode piuttosto bene con alcune scene divertenti. Però il film anche essendo una commedia per passare una serata riesce a d analizzare una tematicà molto attuale cioè "l'immagine". Infatti questo film è lo specchio di questa realtà moderna che affrontiamo ogni giorno, e se provo a mettermi nei panni della protagonista non posso giudicarla e criticare la sua decisione...
voto al film: 
9 marzo 2010 Opinione di SilviaFilmTv su "Come tu mi vuoi"
Carino, ma forse è ancora troppo adatto ad un pubblico troppo giovane per poter piacere a tutti.
voto al film: 
6 dicembre 2009 Opinione di mmciak su "Come tu mi vuoi"
"Come tu mi vuoi" diretto nel 2007 da Volfango De Biasi, devo dire che non mi è piaciuto. La storia si svolge a Roma e racconta che Giada è una secchiona e non dà peso alla sua immagine e critica la società che gli è intorno,finché incontra Riccardo,che è un figlio di papà che è il suo contrario, e la combinazione si rincontrano per le ripetizioni e lei si innamora. A questo si adegua e comincia a sistemarsi finché...
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30 maggio 2009 Opinione di Thelma senza Louise su "Come tu mi vuoi"
Questo film,se lo prendi come una commedia per passare la serata,è carino e gradevole.Se lo analizzi nei dettagli,c'è da mettersi le mani nei capelli.Personaggi stereotipati e privi di spessore che sono solo bianco o nero.Ma esistono nella realtà???!!!Vaporidis/Riccardo che non fa niente a giornate,mantenuto da papà,che pensa solo alle donne e a divertirsi;Capotondi/Giada che rinuncia a tutti i suoi ideali per dedicarsi all'aspetto fisico;il personaggio della steigerwalt che impartisce...
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