Opinione di Stuntman Miglio su Il caso Thomas Crawford
Con Anthony Hopkins, Ryan Gosling, Rosamund Pike, Cliff Curtis
- negative [6]
- sufficienti [23]
- positive [10]
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Sul film
Struttura e storia de "Il caso Thomas Crawford" sono praticamente le stesse che il regista usò per il suo esordio "Schegge di paura". Ci sono esattamente tutti gli stessi elementi : gelosia, vendetta, un potenziale delitto perfetto, la sfida, la parte processuale, la storia d' amore in sottofondo. C'è l' assassino e c'è l' avvocato rampante. Intriga e coinvolge grazie ad una discreta sceneggiatura attenta sia al meccanismo "giallo" della vicenda che alla descrizione dei personaggi. Tutto come allora. A distanza di undici anni però la messa in scena è migliorata e Hoblit si permette anche qualche vezzo in più ma senza strafare ; come in buona parte delle sue pellicole, continua ad avere un certo fiuto nella scelta degli attori e anche in questo caso fa centro. Ovvio che Anthony Hopkins sia a suo agio nei panni del freddo uxoricida e lo si lascia tranquillamente lavorare di mestiere, anche solo con lo sguardo. Non è altrettanto ovvio che Ryan Gosling, nei panni della pubblica accusa, possa reggere il confronto con il cannibale per antonomasia ma di fatto lo fa e vince. Eh già, esattamente come avvenne con Norton, il valore aggiunto della pellicola è proprio l' interpretazione del giovane attore ; la sua è una recitazione nervosa, scattante, fatta di mille piccoli tic, sguardi e silenzi. Perfetto nel ruolo e convincente soprattutto nel rendere il conflitto morale del proprio personaggio. In conclusione, non si tratta di un titolo immancabile nel genere ma lo si può trovare interessante da più punti di vista.
Commenti
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15 novembre 2010, 11:50 di dedo
Sia pure modernizzato il film ricorda lo stile di Hitchcoch: sappiamo subito chi è l'assassino, è presente un certo grado di ironia, la suspense non manca, i colpi di scena sono buoni. Forse rimane indigesta la giustizia americana per la sua tempestività, per la mancanza di tutti quegli interventi con linguaggio barocco, quei lunghi rinvii lontani dalle nostrane abitudini. Un saluto Dedo
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15 novembre 2010, 20:53 di Stuntman Miglio
Hai ragione dedo, i rimandi al grande Hitch ci sono ma converrai con me che la costruzione della tensione tipica del maestro era di ben altro livello. Per quanto riguarda la giustizia americana, beh, diciamo che, in Italia, il buon Hopkins l' avrebbe fatta franca di certo. Un saluto anche a te.
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