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You, the Living (2007)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in You, the Living: presente
Ritmo ritmo in You, the Living: presente
Impegno impegno in You, the Living: forte
Tensione tensione in You, the Living: assente
Erotismo erotismo in You, the Living: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a You, the Living

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a You, the Living (voti: 23 media: 3,30) 23

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La trama

Avvolte dalla nebbia densa e dal grigiore metropolitano si muovono confusamente diverse figure: c'è la giovane maestra che litiga per futili motivazioni con il marito, la ragazzina persa per il giovane musicista, la donna frustrata che sfoga l'insoddisfazione bevendo e accanendosi sul suo compagno... 

Un'umanità naufraga e autoironica, il gusto della surrealtà e un tratto al contempo cupo e leggero: l'esordio di Roy Andersson è un saggio di humour nero dagli sfondi quasi monocromatici e dal sapore teatrale. Giovinezza e vecchiaia, amore e morte, il tutto percorso dalle ansie e dalle nevrosi che i personaggi cercano di scrollarsi di dosso con la musica.

La recensione di FilmTv

Di Bruno Fornara - FilmTV n. 43/2007

Alla scoperta di Roy Andersson, misconosciuto maestro autore di un cinema "del trivialismo"

Che bella sorpresa! Un film di Roy Andersson! Facciamo le presentazioni: svedese, classe 1943, esordio con Una storia d'amore (1969); lavora in pubblicità: ed è bravissimo; secondo film: Giliap (1975); poi un silenzio di 25 anni, interrotto soltanto da due corti memorabili: È successo qualcosa (1987) sull'AIDS, e Mondo di gloria (1991) che si trova in dvd in un'antologia di corti europei. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 31/10/2007 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Un film, quello di Roy Andersson, che mette alla berlina i paradossi surreali dell’esistenza. Metafisico e astratto, crudele e al tempo stesso giocosamente grottesco, è una straordinaria ed affascinante sarabanda sul senso della vita, quasi un “finale di partita” che non ha “giorni felici” da rappresentare e ricordare nel quale vengono rispecchiati - proprio nella deformazione spesso stravagante della realtà che aiuta la riflessione - i turbamenti, le “cadute”, le paure inconsce e le insicurezze che accompagnano il passare inesorabile dei giorni di chi ormai da tempo (e la cosa ci riguarda tutti molto da vicino) non aspetta più nessun Godot (magari potesse farlo!!) e cerca di minimizzare esorcizzandolo, lo smarrimento per ciò che di definitivo gli sarà riservato alla fine del percorso accidentato della vita. La consapevolezza che emerge dalla visione di questa singolare opera strutturata in una cinquantina di fulminanti e concisi tableaux con personaggi spesso ricorrenti e al “limite”, è semmai quella di constatare con rammarico e sgomento che qualora davvero un Godot qualsiasi dovesse arrivare, non sarebbe meno incerto e spaventoso di quegli inquietanti bombardieri che volano schierati fra le nuvole e sopra la città, nella sintesi irreale e ansiogena della scena conclusiva che lascia aperta ogni ipotesi interpretativa. Forse (e questa è una mia personale chiave di lettura di quello che viene evidenziato sullo schermo) siamo semplicemente traumatizzati per ciò che stiamo diventando, e non vogliamo arrenderci all’evidenza e riconoscere (o semplicemente ammettere) che siamo tutti pericolosamente incamminati verso l’apocalisse e che molta strada è già stata fatta in quella direzione. Anche noi allora anziché rassegnarsi alla ineluttabilità di errori ed omissioni (che sono fisiologici, e come tali metabolizzabili per trarne insegnamento), come uno dei tanti favolosi personaggi della rappresentazione, invece di tentare l’adattamento o cercare di trovare soluzioni se non per eliminare il disorientamento per lo meno per renderlo meno opprimente, privilegiamo di gran lunga il lamento inconcludentemente infruttuoso del piangersi addosso, e vorremmo per questo avere a disposizione (o trovare qualcuno che ce la procurasse perché da soli non ne siamo capaci né abbiamo la forza di orientarci) “almeno una moto” (o ciò che simboleggia) “per tentare la fuga”, elevarci ed eludere “tutta quella merda nella quale siamo immersi e rischiamo di annegare”. Non vorrei comunque essere frainteso e scoraggiare con una visione intrisa di eccessivo catastrofismo, la disponibilità “ad accettare il rischio di entrare in sala”, di possibili fruitori in pectore: il film ha un forte retrogusto amaro, ma è tutt’altro che tragico nella sua esposizione, anzi!! Lascia spesso scaturire risate liberatorie (ma non consolatorie) nel suo continuo mischiare l’umorismo beffardo della gioia di vivere con il pessimismo quasi senza speranza, che deriva da una visione “disperatamente anarchica”, critica e corrosiva, ma non per questo meno “gioconda”, di quel “disadattamento” generalizzato che ha origine nella difficoltà oggettiva misurarsi ed affrontare il mondo contemporaneo e le sue anomalie. ESPANDI +
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SI

Opinioni su You, the Living


12 settembre 2011 Opinione di mm40 su "You, the Living"
mm40

Sì, bello. Ma: già visto. Andersson ha avuto un colpo di genio (e l'ha intitolato World of glory, cortometraggio uscito nel 1991); l'ha persino migliorato dandogli una forma di lungometraggio e atmosfere e caratterizzazioni e dialoghi ancora più ansiogeni - in realtà tragicomici, perchè la componente ironica è sempre alta nei suoi lavori e non viene mai scissa da quella drammatica - in Canzoni del secondo piano, del 2000. Percui non sorprende per...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a You, the Living (2007)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

13 settembre 2009 Opinione di PP su "You, the Living"
PP

Voto 5. Inizio catturante, il surrealismo esistenziale affascina ma poi si entra nella ripetizione e diventa più che altro questione di stile, a tutto danno dei contenuti, alla fine un po’ sbiaditi.  [06.09.2009]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a You, the Living (2007)



29 maggio 2009 Opinione di kurosawa su "You, the Living"
kurosawa

stratodermico voto: 7

voto al film: kurosawa assegna il voto buono a You, the Living (2007)


26 maggio 2009 Opinione di OGM su "You, the Living"
OGM

La musica, lei, è l'unica certezza, nella bislacca natura della vita: il dolore non turba la sua armonica bellezza, né le incongruenze degli eventi ne intaccano la sublime perfezione. Il suo ritmo si posa imperturbabile, sugli istanti della nostra esistenza, che è sghemba come le prospettive di un quadro surreale, e scialba come una tinta pastello annacquata. È sempre lei, uguale a se stessa, che commenta un funerale o un matrimonio, la finta allegria di un...

voto al film: OGM assegna il voto buono a You, the Living (2007)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


24 maggio 2009 Opinione di chribio1 su "You, the Living"
chribio1

film un po' sui generis ma anche abbastanza noioso.voto.5.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a You, the Living (2007)


26 ottobre 2008 Opinione di slim spaccabecco su "You, the Living"
slim spaccabecco

Capire un film del genere è pressochè impossibile!

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto mediocre a You, the Living (2007)



22 dicembre 2007 Opinione di ROTOTOM su "You, the Living"
ROTOTOM

Cinquanta piccoli quadri di storie che mimetizzano nel non sense i macroscopici disagi della vita, colori virati verso l’azzurro e il verde, città grigie, istantanee di naive infelicità. Andersson, teorico del “cinema del trivialismo” è anticonvenzionale non narratore ed anarchico vate dell’ incoerenza o della coerenza della non narrazione. Bisogna abbandonarsi al surreale senza pretendere una logica consequenzialità degli eventi, egli è pittore di anime in movimento definiti...

voto al film: ROTOTOM assegna il voto buono a You, the Living (2007)

1 commento
[utile per 2 utenti]

20 novembre 2007 Opinione di fefy su "You, the Living"
fefy

La ricerca del grottesco è riuscita, l'atmosfera rarefatta è ben fotografata. I volti per descrivere le miserie dell'umanità sempre in bilico tra il tragico ed il comico, sono perfetti. Eppure il film nel giro di un quarto d'ora perde la sua freschezza, si riavvolge su se stesso e alla fine annoia.

voto al film: fefy assegna il voto sufficiente a You, the Living (2007)



17 novembre 2007 Opinione di ondecorte su "You, the Living"
ondecorte

Artica "sit-com" d'autore composta di surreali micro-storie e frammenti tragicomici: dispetti di condominio, dipendenze alcooliche, sogni ricorrenti, minuscole meschinità e incoerenze quotidiane svelate in punta di piedi. Un universo urbano ipergrottesco osservato con arguzia, ironia e un pizzico di malinconico silenzio. Andersson strizza l'occhio a Kaurismaki e a Tati ma lascia una firma molto personale lavorando soprattutto sul ritmo (formidabile il montaggio in crescendo). Uscita in un...

voto al film: ondecorte assegna il voto buono a You, the Living (2007)


10 novembre 2007 Opinione di corraudo su "You, the Living"
corraudo

chiunque non abbia ben chiaro cosa sia il montaggio interno all'inquadratura venga a lezione di roy andersson. alta scuola, ritmi ed umorismo scandinavi non per tutti i gusti.

voto al film: corraudo assegna il voto buono a You, the Living (2007)




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