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Opinione di Paul Hackett su Once





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01/08/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film

Il "breve incontro" di un malinconico busker dublinese, abituato a cantare le pene di un amore perduto, e di una buffa e graziosa pianista, ragazza madre immigrata in Irlanda dalla Repubblica Ceca. "Once" è un delizioso piccolo film fatto di musica e sentimenti irrisolti, con il sapore quasi neorealista del cinema proletario agrodolce alla Ken Loach e il fascino, struggente ed intenso, della musica di Glen Hansard, già chitarrista dei Commitments e leader della band The Frames (sconosciuta in Italia, ma tanto noi siamo l'ultima provincia dell'impero del rock). Canzoni, quelle di Hansard, apparentemente dimesse e sofferte, come l'aspetto del musicista irlandese, ma capaci di arrampicarsi sulle scale di emozionanti crescendo, talmente forti ed intensi da toccarti nel profondo, strapparti letteralmente il cuore e lanciarlo verso il cielo, ad altezze vertiginose. "Once" è la classica pellicola senza mezzi termini, che si odia o si ama, che può facilmente tediare per la sua lentezza e per l'essenzialità della sceneggiatura, oppure emozionare sentitamente, soprattutto se si sviluppa empatia per l'intima e minimalista ambientazione dublinese, per il calore avvolgente di alcuni momenti di serenità (la gita in moto, il lavoro nello studio di registrazione) e per le modeste e umili peripezie umane e sentimentali di personaggi tenerissimi, insicuri, commoventi e in fondo così simili a noi tutti. Scritto e diretto dall'irlandese John Carney, già bassista per un breve periodo nella band di Hansard, "Once" è stato girato letteralmente con quattro soldi e quattro interpreti (che se la cavano egregiamente, pur non essendo propriamente degli attori), riuscendo ad ottenere persino un notevole successo, a dimostrazione che, a volte, basta davvero poco per raccontare una bella storia e toccare l'anima di tante persone... e anche la mia: per quanto mi riguarda nel suo genere un piccolo capolavoro... cinque stelle.


SI

Commenti

  • 29 febbraio 2012, 19:35 di jonas

    Se seguissi solo il cuore, sarebbero 5 stelle anche per me.

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  • 29 febbraio 2012, 23:15 di Paul Hackett

    Beh... ne hai date tre seguendo la testa, potevi fare una media e arrotondare a quattro...

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  • 1 marzo 2012, 19:14 di jonas

    No, quella era già una media ponderata (ammesso che si possa fare la media fra il cuore e la testa).

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  • 1 marzo 2012, 22:48 di Paul Hackett

    E allora lasciati andare... sono perfettamente consapevole e d'accordo con te che "Once" è una pellicola per molti versi imperfetta, irrisolta, forse persino sopravvalutata ma, francamente, chi se ne frega? E' un piccolo piacevolissimo film d'amore, musica (adoro i Frames di Glen Hansard) e deliziose atmosfere irlandesi, caldo ed avvolgente come una coperta morbida in un livido giorno d'inverno... come ho scritto nella mia opinione è un'opera che, per essere amata, necessita di una empatia assoluta da parte dello spettatore... e se questa empatia nasce, perché pretendere d'imbrigliarla nei rigidi canoni di una pretesa oggettività di giudizio?

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  • 2 marzo 2012, 19:52 di jonas

    Sai, quando scrivo su questo sito penso anche ai lettori occasionali che cercano solo informazioni e pareri su un film: perciò cerco di non essere troppo soggettivo. Comunque non esistono solo le stelle: nella mia recensione ho evidenziato i suoi difetti ma anche i motivi per cui mi sembra incantevole, in modo che chiunque abbia i dati per formarsi un'opinione. Mi sono trovato in un caso analogo per Dieci inverni, e anche lì ho finito per dargli 3 stelle pur essendomi entrato nel cuore.

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  • 2 marzo 2012, 22:24 di Paul Hackett

    Capisco il tuo punto di vista e anch'io, nel mio piccolo, di solito cerco di mantenere un minimo di obiettività nello scrivere queste mie opinioni, ma ci sono casi (purtroppo non troppo frequenti) in cui un film ti tocca così profondamente che è bello lasciarsi andare e scrivere sul filo delle emozioni...

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