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Opinione di Estonia su La famiglia Savage





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12/09/2009 voto al film: voto buono

Sul film

Il senso di estraneità, gli inconfessabili sensi di colpa, il rancore inespresso che si alimentano all’interno di una famiglia (pur già di fatto smembrata dalla lontananza spaziale e temporale) quando uno dei suoi membri si inoltra nell’irreversibile percorso della demenza sono il terreno paludoso in cui ogni tentativo di giustificare le proprie incongruenze e la propria impotenza appare alla fine inutile e aleatorio. La patologia del padre riunisce momentaneamente due fratelli e li mette di fronte a responsabilità fino ad allora solo considerate come eventi imponderabili. Il tono prevalente è quello della commedia ironica pervasa da una sottile amarezza di fondo, ma nonostante la leggerezza degli intenti il film riesce comunque a rendere esplicita la molteplicità dei sentimenti contrastanti e l’angoscia delle dolorose prese di decisione e delle infinite discussioni che le supportano. Il finale è davvero inopinatamente edulcorato, facendo decidere al destino una sorte tristissima e inesorabile, mentre la realtà della vita è sempre più lacerante e in genere trascina situazioni analoghe per tempi lunghissimi e devastanti. ---- Nota a margine: Se personalmente devo individuare un film che rispecchi la mia vita attuale, questo forse in parte ci riesce. Mai come in nessun’altra vicenda cinematografica ho riconosciuto me, mio fratello e mia madre.


SI

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