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Hitman. L'assassino - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Ispirato al celebre videogioco, un cialtronissimo action francese che gioca a fare l’americano

Tratto da un celebre videogame e prodotto dalla EuropaCorp di Luc Besson e Pierre-Ange Le Pogam, Hitman è l’ennesimo action francese americanizzato, sulla falsariga di Transporter. Il sicario del titolo (Timothy Olyphant) è una macchina per uccidere superaddestrata da una misteriosa organizzazione. Incaricato di eliminare il presidente russo, come da copione viene incastrato e dovrà poi vendicarsi dei suoi stessi committenti. Un povero ispettore dell’Interpol (Dougray Scott) intanto continua a lasciarselo scappare, manco fosse Zenigata. Nonostante dietro la cinepresa ci sia Xavier Gens, regista dell’horror Frontier(s) visto recentemente a Sitges, e di cui si dice un gran bene, questo Hitman è una insopportabile pagliacciata zeppa di bessonismi inutili, combattimenti scontati, ralenti sbagliati e con una colonna sonora clamorosamente simile a quella dei film di Jason Bourne. Menzione speciale per il protagonista Timothy Olyphant: ha la faccia e la testa del videogioco ma l’agilità di uno stoccafisso. Basta vederlo camminare lungo i corridoi dell’albergo per intuire che non c’è nulla di marziale nella sua postura. Ridateci Mark Dacascos!


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