Il cacciatore di aquiloni - La recensione di FilmTv
Con Ahmad Khan Mahmidzada, Khalid Abdalla, Zekeria Ebrahimi, Atossa Leoni, Shaun Toub, Homayoun Ershadi, Nabi Tanha, Elham Ehsas, Vsevolod Bardashev, Larry Brown
La recensione di FilmTv
Tratto dal bestseller di Khaled Hosseini, una trasposizione di grande potenza narrativa
Poetico, emozionante, spettacolare, commovente. Premesso che è sempre pericoloso aver letto e amato il libro da cui un film è tratto, è inevitabile non farci i conti. Per prima cosa va detto che Il cacciatore di aquiloni diretto da Marc Forster è un bellissimo film: attori intensi, affascinanti ricostruzioni storiche, potenza narrativa. Eppure, il complesso turbamento che il bestseller di Khaled Hosseini è stato capace di suscitare nel lettore non viene completamente restituito. E Forster non riesce a tradurre in immagini un sentire e un’atmosfera che nelle pagine hanno il sapore del vissuto. La fedeltà al testo di partenza è totale, nonostante le inevitabili soppressioni temporali. Sullo sfondo gli ultimi trent’anni di storia afghana, in primo piano la vita di Amir, un ragazzo pashtun di Kabul, e il senso di colpa per aver tradito l’amico d’infanzia Hassan, figlio del suo servo hazara. La colpa, la perdita, il perdono, il desiderio di redenzione, e un nucleo di intense emozioni in cui chiunque può immedesimarsi. Il resto è storia recente. In Afghanistan il film è stato vietato, e i suoi giovani protagonisti hanno dovuto cambiare Paese. Nel loro, gli aquiloni non volano più da tempo.
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