Opinione di J.P.O. su Il petroliere
Con Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Kevin J. O'Connor, Ciarán Hinds, Dillon Freasier, Russell Harvard, Randall Carver, Kevin Breznahan, Colleen Foy, Vince Froio
- negative [6]
- sufficienti [17]
- positive [76]
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Sul film
Avete presente quelle (sempre più rare) partite di calcio dove nel primo tempo succede di tutto e di più?? Tiri a raffica, giocate di classe, pali, traverse, espulsi……Non hai tempo nemmeno di respirare…manca solo il gol. Finisce la prima frazione e non vedi l’ora che passi il quarto d’ora di intervallo assaporando già il restante tempo di gioco. Ma ahimé il Secondo tempo sarà soltanto la patetica nemesi di quello che fu e ovviamente quella che poteva essere la partita del secolo rimane solamente un più che dignitoso Zero a Zero. “Il petroliere” di P.T. Anderson mi è sembrato proprio questo: “un film che poteva essere…” ma non è stato o meglio non lo è stato del tutto. Colpa di una seconda parte che non mantiene le aspettative. Il primo tempo però non lascia scampo. Teso come una corda di violino. Soffri e t’angosci sin dalla prima scena, 20 minuti di puro silenzio dove a parlare sono solamente i paesaggi, i gesti, i corpi. Anderson riesce a farti essere Lì, sul liminare tra ottocento e novecento insieme a D.D. Lewis mentre scava la propria miniera-pozzo; siamo li quando comincia ad avere i primi successi economici, quando scampa la morte, quando le tragedie attorno si fanno ineluttabili. Con lui e Contro di lui soffriamo, imbrattati di petrolio fino alla gola; odiamo, subiamo, sudiamo.. Cinema che ti prende a pugni in faccia e ti guarda dritto negli occhi. Pensi a Peckinpah e alle grandi saghe famigliari di Welles e di Griffith. La cura sulla recitazione, d’impianto fortemente teatrale, ti rimanda al cinema del rimpianto Altman (a cui è dedicato il film). “L’America è fondata sull’odio e la diffidenza tra le persone” pensi. Il film potrebbe finire qui ma c’è il fatidico Secondo tempo.…quello dove tutto si sgretola e diventa vacuo… Tagliamo qui, non ne vale la pena. Peccato. Ma non confondiamoci, stiamo parlando sempre di Cinema con la C maiuscola.
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