Scusa ma ti chiamo amore - La recensione di FilmTv
Con Raoul Bova, Michela Quattrociocche, Veronica Logan, Ignazio Oliva, Cecilia Dazzi, Luca Angeletti, Davide Rossi, Fausto Maria Sciarappa, Francesco Apolloni, Riccardo Sardonè
La recensione di FilmTv
Un film che non si fa mancare niente, dai gridolini ai maglioncini. E se fosse un horror?
Mezz’ora di film. È il tempo che ci mette Raoul Bova per sospirare «Oddio, quanto è bella», guardando la deb Michela Quattrociocche che fa il surf a Fregene. La storia è mucciniana, tipo Ultimo bacio: lui ha 37 anni, pubblicitario precario, almeno degli affetti, in crisi di sentimenti e d’ispirazione. Lei ha vent’anni di meno, tutta gridolini e maglioncini. E motorino, con cui fa l’incidente che li fa miracolosamente incontrare, come tanti anni fa succedeva alla coppia Amendola/Welch nel vanziniano Amarsi un po’. A Roma e dintorni, dove i creativi schifano le modelle e vanno in giro a limonare in macchina. «Esaggerato» (con due G), dice lei, che non può appoggiare le ballerine sul cruscotto. Fuoricampo una voce spiega tutto, ma proprio tutto, e snocciola citazioni caramellose in sovraimpressione. Due scene d’amore, mostrate a fil di pelle (nuda). «Alla gente piacciono le cose semplici», dice invece Raoul cucciolone, brizzolato, fico da paura in lino griffato Armani. L’autore, Moccia, conosce il concetto e si vede, ma ci mette del pudore e pochi product placement. La parentesi ospedaliera è da morire dal ridere però dura meno di un pezzo dell’iPod. Intanto Vasco canta Quanti anni hai?. Finale memorabile, abbracciati sulla ringhiera di un faro vista mare, stile Titanic.
Commenti
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29 giugno 2008, 22:58 di Lebowsky84
Era meglio se filmtv lasciava il giuduzio mediocre,è non lo cambiava in sufficente.
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