Opinione di riverworld su Caos calmo
Con Nanni Moretti, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Valeria Golino, Blu Yoshimi, Silvio Orlando, Kasia Smutniak, Hippolyte Girardot, Manuela Morabito, Beatrice Bruschi, Alba Rohrwacher
- negative [27]
- sufficienti [25]
- positive [42]
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Sul film
Cosa può succedere quando si vive un dramma profondo come la perdita di qualcuno? Generalmente prima o poi ci si rimette in moto anche se molto lentamente, e spesso si viene salvati dalla ruotine quotidiana, in particolare dalla necessità di lavorare per continuare a mangiare ed avere un tetto sulla testa. Ma se non avessimo questi bisogni e potessimo permetterci di fregarcene e fare quello vogliamo e/o che ci verrebbe naturale? Qualcuno potrebbe fare come Pietro/Nanni Moretti, lasciare quasi tutto ed estraniarsi. Se si è davvero soli a tal punto si rischia davvero grosso. Ma Pietro ha ancora qualcosa, una figlia, ed il suo concentrarsi e dedicarsi interamente ad essa non è un distacco totale con tutto il resto, è un distacco incompleto. E' attraverso le crepe di questo distacco che la quotidianità ritorna e si insinua e la situazine lentamente cambia e torna verso una presunta normalità. Questo è l'unico spunto che riesco a vedere in Caos Calmo, che come film in se mi lascia un po' perplesso perchè non capisco quanto sia volutamente "a levare" o quanto gli manchi davvero qualcosa.
Commenti
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23 settembre 2010, 10:01 di Utente rimosso (andreona)
Guarda, sei in buona compagnia perché non ha lasciato perplesso solo te.
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23 settembre 2010, 11:48 di riverworld
Mi è piaciuto Moretti, mi sono piaciuti anche gli altri interpreti ed alcuni personaggi apparentemente marginali ma in realtà importanti (come Kasia Smutniak/la ragazza con il cane nel parco), eppure nel disegno complessivo mi manca qualcosa, anche se non so dire bene cosa....
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23 settembre 2010, 15:25 di maghella
Bè in effetti per tutto il film Pietro si chiede come mai non soffre, perchè non sta soffrendo insieme alla figlia, facendosene una colpa, non rendendosi conto che lui sta soffrendo proprio in quel momento, nei giardinetti, e a niente valgono le visite e tutto il mondo che gli gira intorno...E trovo molto commuovente, quando alla fine, è proprio la bimba che gli chiede di non stare più sotto la scuola, ma di riprendere la vita di tutti i giorni, che non sarà più quella di prima, ma non può neanche rimanere ferma davanti alla scuola.Trovo che sia un bel film sulla elaborazione del lutto, che di solito avviene nelle maniere più insolite e mai come ci si immaginerebbe.
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