Sulle tracce del terrore (2006)
Con Youki Kudoh, Billy Drago, Michie Ito, Toshie Negishi
La trama
Incesti, torture, aborti e metà oscure in un bordello nipponico.
Sul finire del XIX secolo, un attempato giornalista statunitense si reca presso un'isola-casino giapponese alla ricerca del suo amore di gioventù, Komomo, che aveva illuso con la promessa non mantenuta di una vita in America. Una prostituta sfigurata giocherà con lui, raccontandogli storie che nessun uomo vorrebbe mai dover ascoltare...
Questo episodio dei _Masters of Horror_ è tanto crudele e violento da non essere stato trasmesso in Tv (ma marketing e censura qui vanno a braccetto). Miike, comunque, ha fatto di meglio: nonostante gli eccessi, non sempre c'è tensione. Penoso Billy Drago e tristi gli attori giapponesi costretti a recitare in inglese.
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 09/09/2010 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
L'azione si svolge su un'isola non meglio specificata del Giappone, un'isola inospitale in cui vivono solo le puttane e i loro protettori e in cui di notte girano solo banditi. Christopher, un giornalista statunitense, vi si reca alla ricerca di Komomo, la donna che ama ma di cui da tempo ha perso le tracce e che si augura di ritrovare nel bordello del luogo. Ma lei lì non c'è, e lui, costretto a pernottarvi, lo fa in compagnia di una prostituta dal volto deforme che asserisce di averla conosciuta ed inizia a raccontargli la propria triste vita unitamente ai tragici eventi che hanno funestato quella di Komomo.
Il passo scelto dal regista è lento e solenne, e ben si sposa con l'atmosfera macabra e malata che domina la pellicola sin dall'inquietante scena iniziale in cui, mentre il giornalista viene condotto in barca sull'isola, il cadavere di una donna incinta affiora dall'acqua tra il disinteresse e l'ilarità generale: promettente assaggio dell'orrore che verrà. Quella cui assistiamo è l'inesorabile discesa negli inferi del protagonista, un'indagine apparentemente disperata e priva di sbocchi che si trasforma progressivamente nel peggiore degli incubi senza che niente e nessuno possa intervenire per interrompere il corso degli eventi e salvare il (non) salvabile: la verità che lui agogna supplica ed implora viene distillata in dosi crescenti attraverso una sequela di flashback che svelano di volta in volta particolari sempre più agghiaccianti, prospettando un quadro d'assieme di terrificante impatto emotivo. L'umanità che Miike mostra è un campionario di mostri senza regole e senza morale, a partire dai due protagonisti, entrambi meno innocenti di quanto le apparenze possano far pensare, passando per la madre di lei, un'ostetrica specializzata nel far sparire feti, o per il monaco buddista con la faccia da nazista che parla di salvezza delle anime e traffica con arazzi imbevuti di sangue umano.
Perfettamente a suo agio nel raccontare storie estreme, Miike non arretra davanti a nulla, filma il filmabile e anche qualcosa di più (la scena della tortura e quelle con i feti che scorrono nel fiume sono difficili da dimenticare) ma senza perdere mai di vista la sostanza né un grammo di eleganza formale. E schiva, senza alcuna fatica apparente, il rischio di ripetitività insito nella stessa formula scelta, consegnando da subito alla prostituta freak la chiave per risolvere l'enigma, lasciando gli spettatori (oltre che il protagonista) in balia del lento incedere dei suoi racconti, delle sue variazioni sul tema, e dell'insostenibile violenza delle immagini, senza che gli uni o le altre appaiano mai gratuiti o superflui, e filtrando il tutto attraverso una tavolozza di colori vividi in cui tra verdi brillanti e gialli ocra la parte del leone spetta all'onnipresente rosso denso del sangue.
Quando la classe si sposa col coraggio.
- negative [12]
- sufficienti [4]
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19 giugno 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "Sulle tracce del terrore"
Malatissimo e davvero orrorifico. Corpi in vendita dietro le sbarre, corpi deformi, volti sfigurati, donne incinte e feti abbandonati alla corrente, tortura, soprusi, miseria, cattiveria, sadismo, persino incesto. Un campionario di pugni allo stomaco di rara potenza. Formalmente un piccolo gioiellino, poggiato sull'elegante fascino orientale, dipinto a tinte calde e fredde a contrasto, scenografato e fotografato con efficacia e persino con classe in diverse sequenze. Dal punto di vista...
voto al film: 
13 giugno 2011 Opinione di Thelma senza Louise su "Sulle tracce del terrore"
Alla ricerca dell'amata Komomo,l'americano Billy Drago finisce in un'isola- lager in cui le donne vivono in cella,costrette a prostituirsi e trattate come animali...Lì incontra una ragazza sfigurata dalla nascita che gli racconta cosa è successo al suo amore, ma la verità ha parecchi aspetti raccapriccianti.....Immerso in un'atmosfera cupa e malsana,questo imprint è un piccolo film molto teso,disturbante,agghiacciante con molte scene splatter.Non lascia indifferenti.
voto al film: 
9 settembre 2010 Opinione di pazuzu su "Sulle tracce del terrore"
Totale libertà creativa e nessun taglio imposto dalla produzione: cogliendo queste premesse (uguali per tutti) come un invito ad osare, Takashi Miike concepisce Imprint, il suo contributo alla (prima) serie Masters of Horror, un'opera cattivissima e profondamente disturbante che, nel contesto di una messinscena estremamente violenta, tratta temi come l'aborto e l'incesto facendosi beffe del politically correct: un po' troppo per il pubblico U.S.A., tanto da costringere Showtime, la tv...
voto al film: 
14 luglio 2010 Opinione di Myau su "Sulle tracce del terrore"
Poco da dire: un capolavoro. Una specie di Rashomon horror, che precipita in abissi di aberrazione umana sempre più sconcertanti. L'incursione puramente horror del finale è quasi superflua... a fare veramente orrore qui è la disumanità dell'uomo. Il raccondo della vita della protagonista, ripetuto da varie prospettive e in varie versioni e con particolari sempre più nauseanti, è un momento di cinema indimenticabile. Corona il tutto una messa in...
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6 gennaio 2010 Opinione di Tato88 su "Sulle tracce del terrore"
Pensavo che definizioni come "disturbante" e frasi come "si sono pentiti di aver tolto ogni censura" fossero esagerate dicerie....quanto mi sbagliavo...Miike è una persona malata e ci propone un film dalle immagini forti, violente, raccapriccianti...no, non sono riuscito nemmeno lontanamente a rendere l'idea. Ma la cosa peggiore è la sensazione che tutto ci venga mostrato gratuitamente, ovvero senza particolari giustificazioni...non vi è denuncia sociale nè...
voto al film: 
1 settembre 2009 Opinione di rebis su "Sulle tracce del terrore"
Trdicesimo e ultimo episodio dei Masters of Horror. Miike prende alla lettera le condizioni produttive imposte da Garris – assoluta libertà creativa – e dà al progetto il contributo più integrale e incondizionato, l’unico ad averne colto veramente l’occasione e il senso: sontuoso, putrescente, è una sorta di monito per la mente indagatrice incapace di fronteggiare l’Incommensurabile e pavida d'innanzi all’opportunità di...
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13 agosto 2009 Opinione di ceo_85 su "Sulle tracce del terrore"
Violentissimo, eccessivo, cattivissimo, questo episodio diretto da Miike è sicuramente uno tra i migliori e più interessanti dell'intera serie. Ottima ambientazione, splendidi costumi e trucchi, atmosfera paurosa ed inquietante. Per stomaci forti.
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26 aprile 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Sulle tracce del terrore"
Quest’episodio di Masters of Horror poteva costituire un’eccezione alla scia di film sanguinolenti firmati Miike? No che non poteva, anzi. Il regista giapponese non trattiene affatto il suo gusto per il macabro ma (giustamente) bada bene a non affidare il proprio compito a fiumi di sangue e scene di violenza gratuite. La storia è una delle più belle che si siano viste nella serie horror in questione: imprevedibile e affascinante come una favola, viene sviluppata alla grande fino a 3/4...
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2 gennaio 2009 Opinione di chen kuan tai su "Sulle tracce del terrore"
un horror estremamente crudele e scioccante trama ingarbugliata ma intrigante
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30 dicembre 2008 Opinione di OGM su "Sulle tracce del terrore"
Originale horror dalle forti suggestioni orientali: quasi un "Mille e una notte" dalle tinte infuocate. I contrasti tra bontà e cattiveria, tra paradiso e inferno, tra bellezza e bruttezza si traducono in violenti chiaroscuri narrativi, su cui si innestano il sadismo, il mostruoso e il demoniaco.
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