Parole sante (2007)
La trama
A Roma, vicino a uno dei primi centri commerciali della capitale, quattromila lavoratori precari hanno istituito una fabbrica di occupazione in un'anonima palazzina. Alcuni operatori telefonici organizzano scioperi, manifestazioni e scrivono un giornale per presentare un esposto all'Ufficio del Lavoro. Dopo essersi autorganizzati però hanno perso il lavoro. Qualcuno, tra di loro, avrebbe potuto salvarsi accettando un lavoro sottopagato.
Il documentario di Celestini affronta solo marginalmente le colpe della politica, le mancanze del sindacato e lo schifo dello strapotere aziendale. Lieve e pacato, l’etereo folletto col cielo nel nome corre con passo leggero sulla superficie delle cose: sui volti, le malinconie e le ironie di questi ragazzi, sui racconti e sui sorrisi. E dietro le loro “parole sante” (sante perché giuste) si intravede la realtà agghiacciante dello sfruttamento e l’angoscia di chi è stato derubato del proprio futuro.
La recensione di FilmTv
Di Silvia Colombo - FilmTV n. 6/2008
La realtà agghiacciante dello sfruttamento e l’angoscia per un futuro derubato. Poetico
L'opinione più votata
Di marcopolo30 scritta il 24/12/2011 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
24 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Parole sante"
In un periodo in cui l'Italia del cinema riesce ad eccellere solo nei documentari, ecco un altro ottimo prodotto, realizzato da Ascanio Celestini sul tema della precarietà nel mondo del lavoro nel sedicente Bel Paese. Molto bella la metafora della goccia d'acqua nel monologo dell'autore all'inzio e alla fine del film.
voto al film: 
12 dicembre 2011 Opinione di satura su "Parole sante"
Non conosco bene lo stile di Celestini, quindi non sapevo cosa aspettarmi da questo lavoro e, probabilmente, mi ha stupito perché assai diverso da quello che potevo immaginare. Benché poeticissimo e delicato riesce comunque a farci capire che no, non è così che deve andare il mondo per nessuno.
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20 dicembre 2010 Opinione di slim spaccabecco su "Parole sante"
E' un documentario. Inutile commentare. Attraverso le testimonianze dei lavoratori ci si fa immediatamente un'idea. Anche perchè i documentari a questo servono.
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2 ottobre 2010 Opinione di OGM su "Parole sante"
La fraudolenta applicazione della legge 30/2003 ha creato, nel cuore della capitale, una nicchia di sfruttamento degna della prima era industriale: lavoro a cottimo, stipendio da fame, assenza di garanzie e di diritti, niente ferie, malattia, maternità. Gli schiavi, “incatenati” alla postazione di un call center operante per conto di una nota compagnia telefonica, in realtà sono pagati come se disponessero liberamente del loro tempo, e potessero gestire...
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14 febbraio 2008 Opinione di barabbovich su "Parole sante"
A Cinecittà, a due passi dal Grande Raccordo Anulare, c'è un edificio enorme, espressione della Roma palazzinara e ingorda degli anni '50 e '60. È la sede dell'Atesia, il più grande call center italiano, uno dei più grandi d'Europa, una macchina da 300mila telefonate al giorno e 4000 impiegati che con cornetta, mouse e tastiera rispondono ai clienti Tim. Questi impiegati sono per la quasi totalità dei lavori flessibili, eufemismo che dovrebbe...
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