Opinione di Paul Hackett su Jumper
Con Hayden Christensen, Jamie Bell, Samuel L. Jackson, Rachel Bilson, Diane Lane, Tom Hulce, Michael Rooker, Sean Baek, Katie Boland, Nathalie Cox
- negative [30]
- sufficienti [14]
- positive [8]
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Sul film
C'è poco da fare: ogni volta che vedo un film di Doug Liman non posso fare a meno di rimpiangere amaramente il promettente esordio con la deliziosa commedia romantica generazionale di "Swingers" e l'intrigante pastiche tra giovanilismo e pulp di "Go: una notte da dimenticare". Resta davvero un mistero come abbia fatto un autore di piccole commedie indipendenti e assai poco banali a trasformarsi in un regista di blockbuster hollywoodiani d'azione ad altissimo budget con film come il decente "The Bourne Identity" e il penoso "Mr and Mrs Bridge". Con questo "Jumper" Liman ha probabilmente tentato la missione impossibile di fondere i temi giovanilistici a lui cari agli esordi di carriera con l'azione spettacolare del suo periodo più recente, condendo il tutto con una spruzzata di fantascienza. Tentativo purtroppo fallito: "Jumper" è un'operina semplicemente penosa, che parte da uno spunto interessante per naufragare ben presto in una confusione assoluta, con una sceneggiatura che (peraltro coerente con la vicenda narrata!) salta impazzita da una parte all'altra senza un minimo di senso logico. Alla fine l'unica cosa che mi sento di salvare di un film che lascia a dir poco avviliti è qualche scena di combattimento abbastanza coinvolgente, ma è davvero troppo poco per mantenere a galla una barca che inesorabilmente affonda in un mare di assurdità. In effetti l'impressione generale che si ha guardando "Jumper" è che non sia nemmeno un film, ma l'episodio pilota di una serie di telefilm per teenager (che probabilmente si è scelto di non realizzare per l'evidente altissimo costo che avrebbe comportato girare esterni in tutto il mondo al seguito dei mirabolanti salti dei "jumpers"). L'impressione che "Jumper" sia in realtà il pilota di un telefilm "pompato" sul grande schermo nasce inevitabile da svariati elementi: la pellicola dura pochissimo, come al massimo un paio di puntate di un serial tv, gli attori (con l'ovvia eccezione di Samuel L. Jackson e, in parte, di Diane Lane) hanno, se capite cosa intendo, tutti "facce da telefilm" a cominciare dall'insignificante protagonista e da Rachel Bilson, diva del serial per ragazzi "The O.C.", i dialoghi sono molto "televisivi" e il film non ha nemmeno un finale degno di questo nome, restando letteralmente monco, come in attesa della seconda puntata (che peraltro si spera non arrivi mai). Prevedibilmente banali anche le rappresentazioni di Roma e Tokyo, raggiunte dai "jumpers" durante i loro "salti": l'Italia è come al solito cartolinesca e stucchevole, il Giappone ipercinetico e futuribile... niente di nuovo sotto il sole, insomma. In definitiva trovo che "Jumpers" sia un'opera decisamente confusa e malriuscita che, al massimo, avrebbe potuto porsi come punto di partenza per un discreto serial tv. Il cinema, per fortuna, è un'altra cosa: voto pessimo.
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