Jumper - La recensione di FilmTv
Con Hayden Christensen, Jamie Bell, Samuel L. Jackson, Rachel Bilson, Diane Lane, Tom Hulce, Michael Rooker, Sean Baek, Katie Boland, Nathalie Cox
La recensione di FilmTv
Il teletrasporto come segno del viaggio nell’epoca della digitalizzazione globale. Affascinante a metà
Sulla carta, una grande trovata: spostarsi in orizzontale lungo il globo con il solo ausilio di un click della volontà e di un ricordo visivo. Ossia il teletrasporto come segno del viaggio (interiore) nell’epoca della digitalizzazione globale. Viaggiare come una ricerca su Internet o sfogliare un catalogo di last minute. Purtroppo i Jumper (saltatori), questo il nome dei teletrasportatori, sono braccati dai Paladini, guidati da un biancocrinito Samuel L. Jackson, che considerano la loro esistenza un affronto a Dio. In questo modo si passa attraverso le fenditure dello spazio suonandosele di santa ragione, spostandosi da Londra a Roma passando per Tokyo, riuscendo persino a far piombare nel deserto un double-deck bus londinese. Non più banditi del tempo, ma dello spazio. Venuta meno la percezione sacrale del tempo, ci si sposta nello spazio che è cosa decisamente più laica. L’idea è talmente affascinante che sopravvive anche alla scarsa elaborazione che ne fanno David Goyer e i suoi collaboratori. Pure Liman, che se non altro sa come orchestrare i fuochi d’artificio e tenere in campo personaggi d’un certo spessore, sembra spaesato, come se non avesse abbastanza materiale a sua disposizione. Underdeveloped, dicono a Hollywood.
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