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Parlami d'amore - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Andrea Giorgi

Muccino Silvio, fratello di, esordisce volando altissimo e cadendo quasi rovinosamente

«10, 100, 1000 Moccia», nel senso di Federico, vien da dire davanti ai dolori del giovane Muccino, compreso com’è nel sottolineare che la parola amore esiste. Meglio i teen-movie, che sono più divertenti e soprattutto non hanno ambizioni altre che passare all’incasso. Muccino Silvio, fratello di, esordisce volando altissimo, molto più dei tre metri sopra il cielo oltre i quali si perde il senso della misura. Come regista ribadisce anche il già detto, aiutato da una produzione di serie A, cita tutto, fa sapere di aver visto i maestri. C’è L’Atalante, le note di Chet Baker e dell’Ultimo tango. Aleggia Godard. Ci sono le bretelle del Portiere di notte della Cavani, rese alla grandissima dalle grazie a nudo della Crescentini. C’è la festa mascherata di Kubrick, rivisitata con i Chemical Brothers. Il manuale d’amore manca di leggerezza. Racconta di Sasha (Sasha?), mago del parquet («Riporto in vita il legno»), operaio tormentato palestrato. Biscazziere, anche, bel tenebroso e belli capelli. Beve la Beck’s per spegnere l’arsura d’affetto e passione che gli ribolle dentro. Poi s’incontra e si scontra con Nicole, donna matura che insegna il francese e il senso dei sensi. Come attore, Silvio è sempre in primo piano, col sorriso o senza. Quasi sempre con.


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