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Opinione di valerioexist su Walk Hard: The Dewey Cox Story





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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2009-06-24 00:02:03 voto al film: voto buono

Sul film

Lo spoof movie demenziale parodistico americano è un genere che ha avuto modo di incrementare il suo successo in concomitanza con il suo disastroso peggioramento qualitativo. In questo periodo post-melbrooksiano i film parodistici sono diventati degli immondi minestroni catarrosi e beoti in cui inserire ogni minima cazzatella mutuata da un film di successo degli ultimi due anni palesandone ogni voluto riferimento pur di far divertire il pubblico più scemotto; ora che anche il trio Zucker-Abrahams-Zucker si è messo a fare i film con le persone che cadono e che vengono investite dalle macchine per far ridere, sono così sempre più sporadici i casi di ribaltamento ironico di determinati cliché narrativo-drammaturgici del cinema mainstream scelti secondo un determinato genere e contesto. ”Walk Hard” potrebbe essere un’eccezione. Seppur non privo del suo carico non indifferente di battutine sciocche e volgarotte, riesce a distinguersi da questa pletora immonda di “divertenti prese in giro di altri film”; forse è per questo che ha avuto così poco successo ed in Italia hanno pensato di offrirgli giusto un paio di sale ed una versione ipertagliuzzata rispetto a quella integrale di ben 120 (talvolta lunghi) minuti. Sceneggiato da Judd Apatow e diretto da Jake Kasdan, “Walk Hard – The Dewey Cox Story” è un biopic sulla scia di “Walk The Line” nel quale lo spettatore ripercorre l’intera carriera della rockstar (immaginaria) Dewey Cox in un mockumentary che va dall’infanzia del protagonista fino al suo successo negli anni ’50, evolvendo poi nel periodo anni ’60 dove il protagonista, interpretato dal valido e bruttarello John C. Reilly, diventa una sorta di Bob Dylan ed in seguito un simil-Brian Wilson nel suo periodo più sperimentale. Se John C. Reilly e la (non male affatto) partner Jenna Fisher fanno il verso solo inizialmente al Johnny Cash ed alla June Carter del recente film di James Mangold, l’intera trama di “Walk Hard” è una vera e propria parodia dell’intero genere delle biografie musicali cinematografiche che, guardandole e riguardandole, non danno l’idea d’esser così diverse l’una dall’altra (trovatemi un biopic di un qualche musicista rock’n’roll dove questo non venga dipinto come un vizioso pasticcomane adultero) ma al contempo riesce ad essere un divertente e, soprattutto, divertito omaggio alla musica americana del passato con un lieve scherno finale a quella moderna. Per quanto alcune lungaggini e qualche battutina scontata di troppo possano dar l’idea di non trovarsi di fronte ad un eccelsa opera d’arte comica, tuttavia le musiche originali, scritte appositamente nei diversi stili dei vari periodi in cui il film si svolge (dal rockabilly alla ballata in stile Bob Dylan, fino al new age wilsoniano anni ’60), danno un’idea della dovizia e della cura con cui gli autori si sono dedicati al film, citando e omaggiando vari periodi storico-musicali che hanno reso celebre la loro musica, pur prendendone in giro i luoghi comuni che il cinema vi ha costruito sopra da anni. In Italia sarebbe possibile fare un umorismo del genere? Ripercorrere delle tappe storiche, omaggiarle, scrivere della buona musica a scopo umoristico? Fare il tutto senza essere totalmente idioti? No. Ed è in base a questa triste osservazione che ho pensato che “Walk Hard” non è affatto un’opera da sottovalutare (ovviamente anche rispetto ad altre pellicole meno gradevoli di casa Apatow). Gradevole e non fastidioso l’intervento di varie star in brevi camei (Jack White nel ruolo di Elvis Presley, Jack Black in quello di Paul McCartney, il ragazzino che faceva Malcolm nel ruolo di Buddy Holly) tutti intenti a spiegare chi fossero con un fare così divertentemente ed esageratamente didascalico da ricordare non poco i veri biopic hollywoodiani. Il brano con cui si conclude il film è una delle prove di come spesso il cinema americano riesca a coinvolgerti anche emotivamente e a farti pensare d'esserti affezionato realmente a quella storia alla quale hai assistito, per quanto in diversi punti avessi pensato "ma quanto cazzo dura sto walk hard? Forse dovevo essere meno spocchioso e vedere la versione tagliuzzata!". Consiglio affettuosamente la lingua originale; come fate con tutti quei giuochetti di parole? ("oh no! The tempations!"). Colonna sonora non fedelissima ai canoni musicali ma bella assai, forse anche per questo motivo. HTTP://WWW.TUTTATTACCATO.SPLINDER.COM


SI

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