L'Harem (1967)
Con Carroll Baker, Gastone Moschin, Renato Salvatori, Michel Le Royer, William Berger, Clotilde Sakaroff
La trama
Una donna riunisce attorno a sè i tre amanti. A sorpresa gli uomini si coalizzano e la costringono al ruolo di casalinga, minando progressivamente la sua psiche fino a spingerla al suicidio. Dove non arriverà la spinta morale, potrà quella materiale.
L'opinione più votata
Di emmepi8 scritta il 12/09/2011 - utile per 1 utenti
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12 settembre 2011 Opinione di emmepi8 su "L'Harem"
Scritto dallo stesso regista sempre con Rafael Azcona e Ugo Moretti, ma qui Ferreri ha sceneggiato da solo. Con questa storia si voleva portare avanti provocatoriamente il discorso del rapporto fra uomo e donna, il regista ci è riuscito in parte, facendosi prendere dal senso obbligato della storia, ma depistando, forse non volendo, i vari agganci necessari, anche erotici. Il senso della storia è nella forza che la donna ha nel ribellarsi al suo ruolo...
voto al film: 
1 febbraio 2009 Opinione di sasso67 su "L'Harem"
Raccontava Benigni, prima di rimanere folgorato sulla via dell'Alighieri, che, durante la proiezione di un film porno che la mandava un po' per le lunghe prima di arrivare al momento clou, qualcuno dal fondo della sala esclamò "troppa trama!". Si potrebbe dire la stessa cosa di questo film di Ferreri, che ci sfinisce di chiacchiere su chiacchiere, prima di arrivare ai quindici minuti finali, veramente notevoli. "L'harem" è probabilmente un film cerniera tra la prima maniera ferreriana e i...
voto al film: 
8 giugno 2008 Opinione di kotrab su "L'Harem"
Uno dei film migliori di Ferreri, parte come una commedia scanzonata ma inaspettatamente diventa molto amaro. 7 1/2
voto al film: 
18 febbraio 2008 Opinione di mm40 su "L'Harem"
Ferreri capovolge i sessi nell'harem ma riesce a renderlo ancora più fallocentrico e maschilista. Ostentatamente provocatoria, l'opera non è fra le più felici del regista, ma dimostra la consueta (ottima) propensione allo sconvolgimento dei canoni e dei ruoli sociali; anche se in questa occasione viene tutto posto con cautelativa esagerazione, abbandonando parzialmente il consueto gusto per il grottesco. Nota di merito a Salvatori.
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