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L'Harem (1967)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'Harem: assente
Ritmo ritmo in L'Harem: assente
Impegno impegno in L'Harem: assente
Tensione tensione in L'Harem: assente
Erotismo erotismo in L'Harem: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a L'Harem (voti: 9 media: 3,33) 9

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La trama

Una donna riunisce attorno a sè i tre amanti. A sorpresa gli uomini si coalizzano e la costringono al ruolo di casalinga, minando progressivamente la sua psiche fino a spingerla al suicidio. Dove non arriverà la spinta morale, potrà quella materiale. 

L'opinione più votata

Di emmepi8 scritta il 12/09/2011 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Scritto dallo stesso regista  sempre con Rafael Azcona e Ugo Moretti, ma qui Ferreri ha sceneggiato da solo.  Con questa storia si voleva portare avanti  provocatoriamente il discorso del rapporto fra uomo e donna, il regista ci è riuscito in parte, facendosi prendere dal senso obbligato della storia, ma depistando, forse non volendo, i vari agganci necessari, anche erotici. Il senso della storia è nella forza che la donna ha nel ribellarsi al suo ruolo subalterno, la forza dei sentimenti  e dell’erotismo, che porta  ad un gioco forte e subalterno del maschio. Gli uomini si adattano lentamente alla sottomissione ed ai capricci della donna, diventano insomma suo giocattolo e gioco, i rapporti fra maschi crescono, nel senso della comunità e fra di loro sorge una fratellanza e amicizia quasi inattesa che ha la sola direzione che è quella della donna. Questo rimane però fino a quando interviene un’altra libera scelta dei lei, che  potrebbe avere scelto un altro che li soppianta, la ribellione si fa sentire e nel gruppo maschile rinasce il sentimento di  sopraffazione fino all’eliminazione fisica.  Un senso quindi, anche da parte del regista, che non si può creare uno status quo, per poi gettarlo come spazzatura al primo altro desiderio. Una tesi un po’ sforzata, che lascia perplessi nella realizzazione stessa  dell’idea, e che la regia stessa rimane un po’ ingessata nel condurla; Ferreri ebbe anche dei ripensamenti in fase di montaggio. Qui abbiamo il debutto italiano di Carrol Baker, mandata in Italia dopo il flop catastrofico di La Donna Che Non Sapeva Amare, sulla vita di Jean Harlow, in America le era stata negata ogni altra forma di ripresa, ma ne cambiò l’essenza facendola mora. Pier luigi Pizzi cura  con genialità costumi e scenografie, ottime le riprese nella ex Jugoslavia. Belli i titoli di test e finali firmati da Mario Schifano
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SI

Opinioni su L'Harem


12 settembre 2011 Opinione di emmepi8 su "L'Harem"
emmepi8

Scritto dallo stesso regista  sempre con Rafael Azcona e Ugo Moretti, ma qui Ferreri ha sceneggiato da solo.  Con questa storia si voleva portare avanti  provocatoriamente il discorso del rapporto fra uomo e donna, il regista ci è riuscito in parte, facendosi prendere dal senso obbligato della storia, ma depistando, forse non volendo, i vari agganci necessari, anche erotici. Il senso della storia è nella forza che la donna ha nel ribellarsi al suo ruolo...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a L'Harem (1967)

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1 febbraio 2009 Opinione di sasso67 su "L'Harem"
sasso67

Raccontava Benigni, prima di rimanere folgorato sulla via dell'Alighieri, che, durante la proiezione di un film porno che la mandava un po' per le lunghe prima di arrivare al momento clou, qualcuno dal fondo della sala esclamò "troppa trama!". Si potrebbe dire la stessa cosa di questo film di Ferreri, che ci sfinisce di chiacchiere su chiacchiere, prima di arrivare ai quindici minuti finali, veramente notevoli. "L'harem" è probabilmente un film cerniera tra la prima maniera ferreriana e i...

voto al film: sasso67 assegna il voto mediocre a L'Harem (1967)



8 giugno 2008 Opinione di kotrab su "L'Harem"
kotrab

Uno dei film migliori di Ferreri, parte come una commedia scanzonata ma inaspettatamente diventa molto amaro. 7 1/2

voto al film: kotrab assegna il voto buono a L'Harem (1967)


18 febbraio 2008 Opinione di mm40 su "L'Harem"
mm40

Ferreri capovolge i sessi nell'harem ma riesce a renderlo ancora più fallocentrico e maschilista. Ostentatamente provocatoria, l'opera non è fra le più felici del regista, ma dimostra la consueta (ottima) propensione allo sconvolgimento dei canoni e dei ruoli sociali; anche se in questa occasione viene tutto posto con cautelativa esagerazione, abbandonando parzialmente il consueto gusto per il grottesco. Nota di merito a Salvatori.

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a L'Harem (1967)



17 febbraio 2008 Opinione di kkk su "L'Harem"
kkk

tremendo.

voto al film: kkk assegna il voto buono a L'Harem (1967)



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