Opinione di dr sardonicus su Niente è come sembra
Con Alejandro Jodorowsky, Sonia Bergamasco, Giulio Brogi, Pamela Villoresi, Chiara Conti, Anna-Maria Gherardi, Silvia Luzzi, Gino Santoro, Marcello Sambati, Massimo Corsaro, Paola Mandel, Juri Camisasca
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Partiamo dai pregi: le musiche di Bruckner, Delius e Fauré... basta. Devo ammettere che non sono un fan del Battiato intellettualoide; giusto per farmi capire non sopporto sentirlo parlare... è decisamente meglio quando canta anche se il suo stile non incontra perfettamente i miei gusti.
Tuttavia mi ero dedicato a questo "film" con i migliori propositi e scevro da qualunque pregiudizio... Che dire: a mio avviso un fallimento sotto tutti i punti di vista. E il problema non sono le sterili citazioni di Bunuel, Lynch o la onnipresente immagine "fuori orario" di Ghezzi, né tanto meno la direzione degli attori con recitazioni imbarazzanti o la messinscena casalinga che fa tanto undergroung. No. Il problema sta secondo chi scrive nella decontestualizzazione dei molteplici temi trattati. Troppa carne al fuoco, tanto da rendere ogni singola "dissertazione" congestionata e incompleta. Non solo i personaggi pontificano riguardo tematiche essenziali ed esistenziali in modo così sterile, puerile e accademico tanto da farmi preferire (se avessi fatto parte di questa galleria di individui) un convitato di pietra di mozartiana memoria con cui confrontarmi, ma ogni singolo argomento trattato avrebbe meritato un film a se stante. In questa pellicola vige la legge della mera enunciazione, senza mai scendere in profondità. Tutti questi falsi intellettuali sono aridi come i libri che hanno letto: si limitano a citare a memoria senza averli fatti propri. Ogni frase di per sé apre vie infinite ma di questo o non se ne ha contezza oppure più semplicemente non importa a nessuno. Francamente imbarazzante la sequenza dei tarocchi: per conoscere noi stessi non dobbiamo far altro che avere il coraggio di guardare IN noi stessi, affidarsi ad un mazzo di carte palesa una incolmabile perdita di identità. Di questa sequenza è interessante la battuta finale su Edipo (o meglio: il complesso di Edipo): lei dice di non averlo perché suo marito è più bello di suo padre e il barbuto taroccaro le risponde che citando suo padre ha già posto in atto un confronto che non dovrebbe sussistere. Giustissimo... e dopo? Se ne potrebbe parlare a lungo, portare altri esempi, persino criticare Freud che ha fatto di una patologia una regola... niente di tutto questo. Stacco- altra storia, altra masturbazione intellettuale.
Senza rendersene forse conto Battiato azzecca l'ultima scena, dove il professore ospite, invece di ascoltare coglie una ciliegia, e alla domanda: "ma non ascolta" postagli da una giovane risponde (mostrando il frutto): "sono venuto per queste". Mi chiedo francamente se il regista abbia compresso che con questa battuta mostra la sensata presa di coscienza del personaggio sulle stupidità dette fino ad allora e sull'inutilità tout-court di questo agglomerato di immagini.
Voto personale: *1/2
P.S. Vorrei solo chiarire che i miei voti attraverso le stellette non coincidono con quelli FilmTv:
insufficiente: *
sufficiente: **
buono: ***
ottimo: ****
da bellissimo fino a capolavoro: *****
spesso aggiungo la mezza stella, ad esempio ***1/2 : buono-ottimo, ****1/2 ottimo-bellissimo
naturalmente questi simboli hanno una ragione d'essere solo se affiancati da una opinione che ne chiarisca meglio il significato.
P.S.S. Volevo solo giustificare il fatto che a volte sotto il mio nick viene data l'utilità ad una mia opinione. Non sono tanto narcisista! Semplicemente la mia compagna legge ciò che scrivo e se le piace (dipende... è molto critica!) mi dice di votare. Tutto qua.
Commenti
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23 novembre 2011, 19:09 di AIDES
Non l'ho visto, meglio premettere, ho solo letto il titolo, nemmeno il 'cast'. Però il titolo stuzzica, e non riesco a contenere una curiosità: e se fosse tutto “voluto”? O, meglio, anche se non fosse voluto (dall'autore), e se il film fosse autonomamente credibile come atto autocritico (‘auto-’ cioè del pensiero, del cinema, cose tanto nobili quanto mere stronzate, in fondo). Sarebbe interessante un cinema che si destruttura senza nemmeno un briciolo di autocommiserazione. Un saluto A.
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24 novembre 2011, 01:53 di dr sardonicus
Il tuo pregio maggiore Aides (per quel poco che ti conosco) è che riesci a trovare spunti anche là dove gli altri sembrano non vedere... PERO' QUI L'ASSIST TE L'HO DATO IO!!! ;))
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30 novembre 2011, 09:39 di yume
Non l'ho visto ma voglio proprio vederlo per dare una base ancora più solida al mio rifiuto di Battiato, a volte ci si chiede se non siano pregiudizi, però... però, lui fa di tutto per dimostrare che è tutto vero, è così come sembra...o come ci pare!
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