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Opinione di supadany su Disastro a Hollywood





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27/10/2010 voto al film: voto sufficiente

Sul film

VOTO : 6,5.
Piacevole commedia (commedia sì, ma piuttosto disillusa) sui vizi e sulle vicissitudini di Hollywood (ma quanto mostrato calza bene anche per molti altri ambiti lavorativi), decisamente scorrevole e che si avvale di un De Niro gigione (come raramente capita di vedere oggi) che domina costantemente la scena.
Bob è qui un produttore con alle spalle un matrimonio andato male (d’altronde stare dietro alle star toglie fin troppo tempo) ed un presente fatto di due film complicati da portare a compimento per le bizze delle star coinvolte.
Da un lato un regista che non accetta manipolazioni sulla sua opera (che deve andare a Cannes, e ci andrà, ma che nelle proiezioni di prova non convince causa la violenza su un cane), dall’altro un Bruce Willis (nei panni di se stesso) che non accetta di tagliarsi un’inguardabile) barba.
Il film funziona in buona parte, ma probabilmente necessitava di maggior cattiveria per lasciare un segno maggiore.
In fondo, infatti, le due scene migliori sono probabilmente quelle in cui le cose si mettono (o sembrano mettersi) a posto, tra i sorrisi emozionati per il taglio diverso sul finale di un film (con l’autore che esclama “non avrà molto senso, ma almeno così non darà fastidio a nessuno” dice con fare sarcastico sulla scelta della produzione) o per la decisione di Willis di accettare il dictat della produzione salvando così decine di posti di lavoro (la scena è inquadrata molto bene, con un gradevole effetto sorpresa ed è abbastanza coinvolgente).
Però poi ci pensa il malinconico finale a metterci il timbro più veriterio, con il “nostro” produttore accantonato per un’operazione non andata buon fine (fantastica la scena con la preparazione per la foto di gruppo con il protagonista portato passo dopo passo verso l’esterno, la posizione più insignificante).
Notevole il cast, le macchiette di contorno (almeno Turtutto e Tucci) sono convincenti nell’evidenziare, insieme al resto del cast, le paure e le difficoltà quotidiane proprie della vita hollywoodiana.
Nel complesso discreto, diretto con indubbio mestiere, con diversi buoni momenti, ma lascia anche la sensazione che ci potesse essere qualche zampata più cattiva.

Sulla regia di Barry Levinson

VOTO : 6,5.
Regia di gran mestiere, aiutato dalla figura di De Niro, costantemente in primo piano. Unica "pecca", secondo me avrebbe potuto osare un pò di più.

Sull'interpretazione di Robert De Niro

VOTO : 7.
Incarna ottimamente il suo personaggio, gigioneggiando alla grande dall'inizio alla fine.
Grande, uno dei suoi ruoli migliori degli ultimi anni!

Sull'interpretazione di Bruce Willis

VOTO : 6,5.
Che sia davvero così scorbutico nella realtà?

Sull'interpretazione di Sean Penn

VOTO : 6++.
Piacevole, anche se si vede piuttosto poco.

Sull'interpretazione di Stanley Tucci

VOTO : 6.
Sufficiente.

Sull'interpretazione di John Turturro

VOTO : 6,5.
Impaurito. Così è il suo personaggio, un bel pò complessato. E lui ci va a nozze.

Sull'interpretazione di Michael Wincott

VOTO : 6,5.
Abile in un ruolo da dannato a cui si presta bene.

Sull'interpretazione di Kristen Stewart

VOTO : 6.
Sempre all'altezza, continua a fare bene, ma purtroppo non ha molto spazio a disposizione.


SI

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