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Sonetàula (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sonetàula: assente
Ritmo ritmo in Sonetàula: assente
Impegno impegno in Sonetàula: presente
Tensione tensione in Sonetàula: presente
Erotismo erotismo in Sonetàula: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Sonetàula

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Sonetàula (voti: 12 media: 3,92) 12

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La trama

La breve carriera vitale di Sonetàula, piccolo ragazzo selvaggio che vive in Sardegna e che nel 1937 ha dodici anni. Lasciato solo dal padre, mandato al confino, si rifugia con il nonno e lo zio, crescendo nel solco della tradizione pastorale sarda. Ma quando compie diciotto anni la sua vita ha una svolta: reagisce con una vendetta a uno sgarro, non risponde alla chiamata di leva e diventa brigante. La sua vicenda si intreccia con quella di Maddalena, che ama, e - per contrasto - con quella di Giuseppino, un suo coetaneo che sceglie un altro cammino, iniziando l'integrazione a una modernità che sta per trasfigurare e travolgere la vita tradizionale dell'isola. 

Dal romanzo di uno dei volti più carismatici del giornalismo degli anni 70 (Giuseppe Fiori), una lunga galleria di quadri intitolati al protagonista, Sonetàula (che, letteralmente, indica il rumore della legna), al nonno, ai ragazzini che badano alle bestie e ai banditi come lui o agli umili operai dopo la guerra. Un film fatto di toni bruni e di muschio, del riflesso azzurrino del basalto sotto la luna, solido e nobile come una quercia.

La recensione di FilmTv

Di Mario Sesti - FilmTV n. 11/2008

Un film fatto di toni bruni e di muschio, del riflesso azzurrino del basalto sotto il sole, solido e nobile

C’è la Sardegna di Banditi a Orgosolo (gli strapiombi, i cavalli e anche un attore: Serafino Spiggia) e quella di Padre Padrone (la solitudine e l’angoscia dell’infanzia), ci sono le facce e il pudore dei sentimenti di Olmi (soprattutto negli occhi di un’attrice incantevole: la cilena Manuela Martelli) e il guardia e ladri meccanico e rassegnato di Salvatore Giuliano con i carabinieri che corrono e la cartuccera che ballonzola, ma la prima, violenta, qualità di questo secondo film di Mereu (messosi in luce con Ballo a tre passi), è la stoffa antica del linguaggio. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 09/03/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Il film narra della vita di Zuanne Malune, un pastore del Nuorese detto Sonetàula (dal rumore del legno che scricchiola), nel lasso di tempo che va dal 1938 ai primi anni cinquanta. Da quando il padre viene mandato al confino perchè ingiustamente accusato di aver commesso un omicidio, fino a quando lui diventa uno dei briganti più ricercati dell'intera Sardegna. Nel mezzo c'è la dura vita da pastore insieme al nonno e allo zio, l'amore per Maddalena e l'amicizia con Giuseppino. Salvatore Mereu (al suo secondo film) trae dal romanzo del suo conterraneo Giuseppe Fiori, un film che ha la forma di un romanzo di formazione per come accompagna la crescita di un ragazzo avvinto dalla forza di un destino avverso, e i contenuti di un bel lavoro di antropologia culturale per come rappresenta, tanto l'asprezza della vita pastorale (che tanto rimanda al "Padre padrone" dei fratelli Taviani), quanto le trasformazioni delle abitudini agro-pastorali che intervengono sull'isola con l'arrivo della modernità. I cambiamenti che percorrono la vita di Zuanne e quelli che investono la Sardegna sono legati al filo doppio, mentre le vicende di Giuseppino rappresentano per contrasto ciò che sarebbe pututo essere e non è stato della vita del ragazzo. Entrambi sono figli di pastori ed entrambi sono legati ad un autentico ed inevitabile destino. Ma mentre la vita di Zuanne subisce all'improvviso un brusco strappo causato dalla perdita del padre, quella di Giuseppino segue il naturale flusso del divenire storico. Mentre Zuanne si incattivisce e porta dentro di se le stimmate della profonda ingiustizia subita, Giuseppino segue passo passo il lento pecorso che ingloba l'isola al resto del paese investito dal miracolo economico. Così, mentre Zuanne arriva a rispondere con la vendetta a uno sgarro subito e quindi a fuggire sui monti e diventare un temuto brigante che uccide con la ferocia che gli deriva dall'essere diventato una preda a cui tutti danno la caccia, Giuseppino prima fa il meccanico e poi l'autista per un'industria americana che si è stanziata sull'isola. Zuanne è fuori dalla storia, non è dentro i cambiamenti che sta producendo e ciò accresce il suo senso d'isolamento, l'estraneità dai segni della modernità (l'arrivo dell'elettricità e delle industrie), la percezione che il suo stesso milieu gli si sta diventando sempre più ostile."Sonetàula" è un film rigorosamente figlio della terra sarda. L'uso del dialetto (quelli lugodorese e campidanese della parte nord-ovest e sud dell'isola), una fotografia pulita e dei movimenti di macchina dovutamente ligi al loro compito di seguire con discrezione e senza retorica gli stati emotivi di Zuanne, hanno il merito di restituirci tutta l'atavica bellezza della Sardegna, la purezza quasi verginale delle sue terre e del suo mare. Bravissimi gli "esordienti" Francesco Falchetto (Zuanne) e Serafino Spiggia (il nonno). Grande film, da vedere e da consigliare.
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SI

Opinioni su Sonetàula


16 gennaio 2012 Opinione di barabbovich su "Sonetàula"
barabbovich

Non si può certo imputare a Salvatore Mereu di essere un regista che cerca il successo facile facile al botteghino. Il suo secondo lunghissimometraggio (oltre due ore e mezza), interamente parlato in un sardo strettissimo, segue la traiettoria biografica di Zuanne (Falchetto), detto Sonetaula. La storia ha inizio quando il ragazzo, appena dodicenne, vede andare al confino suo padre, nel 1938, accusato ingiustamente di un omicidio non commesso, e prosegue col rifiuto di diventare...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a Sonetàula (2008)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

8 luglio 2010 Opinione di hallorann su "Sonetàula"
hallorann

Siamo nel 1938, Egidio Malune si prepara a partire per il confino perché accusato ingiustamente di un omicidio, al figlio tredicenne Zuanne dice di andare “in una frabbica de macchinasa”, gli raccomanda di stare lontano da un amico e di badare al gregge di famiglia custodito dal nonno. Egli racconta al ragazzo la verità riguardante il padre e insieme allo zio Giobatta si occupano del bestiame. Zuanne soprannominato Sonetàula cresce in fretta, ruvido e...

voto al film: hallorann assegna il voto buono a Sonetàula (2008)

nessun commento
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10 marzo 2010 Opinione di slim spaccabecco su "Sonetàula"
slim spaccabecco

Un romanzo in video. Una storia italiana di altri tempi (o forse no) diretta dal sempre più sorprendente Mereu. Un film che ti lascia incollato al video nonostante la lunghezza, e una vicenda alla quale ti senti di appartenere, anche se poi non è vero. E' questo il vero capolavoro del regista.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto buono a Sonetàula (2008)


9 marzo 2010 Opinione di Peppe Comune su "Sonetàula"
Peppe Comune

Il film narra della vita di Zuanne Malune, un pastore del Nuorese detto Sonetàula (dal rumore del legno che scricchiola), nel lasso di tempo che va dal 1938 ai primi anni cinquanta. Da quando il padre viene mandato al confino perchè ingiustamente accusato di aver commesso un omicidio, fino a quando lui diventa uno dei briganti più ricercati dell'intera Sardegna. Nel mezzo c'è la dura vita da pastore insieme al nonno e allo zio, l'amore per Maddalena e l'amicizia...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Sonetàula (2008)

3 commenti
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2 aprile 2008 Opinione di maria84 su "Sonetàula"
maria84

trovo che Sonetaula sia un film meraviglioso,un vero capolavoro, un grande regalo che il regista Mereu e tutti gli attori hanno fatto alla Sardegna...Complimenti

voto al film: maria84 assegna il voto buono a Sonetàula (2008)


12 marzo 2008 Opinione di Sam Gamgee su "Sonetàula"
Sam Gamgee

Zuanne Malune ha solo tredici anni quando suo padre viene mandato al confino per un delitto che non ha commesso. Cresce in fretta, troppo in fretta, ma "rimarrà sempre fuscello e non sarà mai albero". Rimarrà sempre con il soprannome datogli da ragazzino, "sonetaula", suono di legna, per la sua magrezza quasi scheletrica con le ossa che scricchiolano come la legna. Finirà a condurre una vita randagia di bandito per essersi vendicato di uno sgarro. Salvatore Mereu adatta il romanzo di...

voto al film: Sam Gamgee assegna il voto buono a Sonetàula (2008)




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